Il termine subvertising nasce dall’unione delle due parole advertising (pubblicità) e subvert (sovvertire) e indica la pratica di sovvertimento di manifesti pubblicitari attraverso modifiche degli stessi. Lo scopo del movimento è la denuncia contro le imposizioni della società e gli stereotipi. All’origine del subvertising vi sono gli ideali dei movimenti lettristi (movimento avanguardistico) e situazionisti degli anni cinquanta. Il loro ideale era infatti quello di andare oltre i limiti imposti dalla società e ribellarsi alle immagini diffuse dai mass media.

I subvertisers agiscono mettendo in evidenza gli elementi paradossali delle pubblicità oppure eliminandoli e sostituendoli con elementi ironici e accattivanti con lo scopo di catturare lo sguardo dei cittadini ormai del tutto abituati a un certo range di informazioni e immagini.

La pratica del sovvertimento va ad intaccare manifesti di brand privati. Queste azioni non sono quindi legali e gli artisti ricorrono spesso a vere e proprie strategie per portare a compimento i loro lavori. Alcuni di loro agiscono di notte e si vestono da addetti ai lavori per agire indisturbati. Il tutto è facilitato dalla circolazione di video tutorial che mostrano come aprire le vetrine delle pensiline per sostituire i cartelloni. Insomma, un lavoro impegnativo e rischioso ma che sicuramente colpisce nel segno.

I subvertisers

Conosciamo più da vicino alcuni degli artisti che hanno portato il subvertising in Italia.

HOGRE

HOGRE è un artista italiano anonimo di origine polacca. Oltre ad essere un noto artista di strada, è anche uno dei subvertisers più conosciuti. Attualmente si dedica alla modifica di cartelloni pubblicitari in Italia e nelle principali capitali del mondo. Il suo scopo è quello di denunciare soprattutto la società dei consumi, gli stereotipi di genere, le imposizioni della religione e le politiche estreme.HOGRE, manifesto Fintissimi

Tra i suoi lavori il più celebre è sicuramente il manifesto Fintissimi apparso a Roma e a Torino nel 2017. In questo caso, al posto della foto della modella Irina Shayk è apparsa una sua caricatura che fa chiaro riferimento a una bambola di plastica, bellissima quanto finta. Gli slogan del cartellone sono stati tramutati inoltre in ‘’Finalmente perfetty’’ e ‘’Made in plastic, it’s fantastic’’. Un vero e proprio esempio di subvertising.

Elena Bellantoni

The Highlighter, ovvero “evidenziatore” è il progetto realizzato dall’artista Elena Bellantoni per sottolineare le ambiguità e i riferimenti sessisti delle pubblicità al femminile.

Il suo obiettivo è innescare una serie di riflessioni sul corpo della donna e su come questo venga utilizzato nel linguaggio pubblicitario. Per farlo ha dunque letteralmente evidenziato le frasi e le immagini di alcuni cartelloni o volantini, mettendo così in luce gli aspetti compromettenti di questi ultimi. Dettagli che spesso sfuggono al consumatore. Questo non farci più caso è però proprio il segnale di quanto queste tecniche comunicative siano ormai radicate nella normalità. La sessualizzazione del corpo della donna è ormai passabile e addirittura ricercata per far silenziosamente colpo sicuro sul consumatore.

Elena Bellantoni, progetto Highlighter

La società dagli anni ’60 ad oggi ha sempre accettato questo tipo di linguaggio che considero oltraggioso. Ho raccolto quindi cercando sul web, chiedendo e camminando per strada, moltissime immagini che evidenziano proprio questa funzione del corpo della donna come strumento che attira, invoglia e crea ambiguità. Non ho fatto altro che produrre delle semplici fotocopie in bianco e nero (con stampa serigrafica) su cui sono intervenuta utilizzando due colori fluo il fucsia ed il giallo. Ho messo in evidenza ciò che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, ciò a cui il nostro occhio si è abituato e registra come normale.

Il caso beach body di Londra

Le pubblicità sessiste e piene di stereotipi hanno stancato un po’ tutti negli ultimi anni, e se prima non se ne parlava ora tutto ciò sta cambiando. A dimostrazione di questo vi è la nascita di interventi spontanei di cittadini stanchi di doversi sentire inferiori ai modelli proposti con i quali devono confrontarsi quotidianamente.

Si è parlato molto del caso beach body della metropolitana di Londra. Nel 2015 erano stati affitti degli annunci di un prodotto per la perdita di peso raffiguranti una modella in bikini e la domanda “Siete Beach Body Ready?” (‘’il vostro corpo da spiaggia è pronto?’’). Molte donne hanno cominciato a pubblicare foto degli annunci sotto l’hashtag #beachbodysready. Alcune hanno scattato foto in costume davanti alla modella. Altre hanno aggiunto risposte alla domanda dell’annuncio, e le più coraggiose hanno coperto il corpo della modella in modo creativo.

Intervento su un manifesto nella metropolitana di Londra

L’utilizzo di immagini di uomini e donne è all’ordine del giorno per catturare l’attenzione e vendere un prodotto. Ma quello che queste pubblicità non ci dicono è che lo standard di bellezza dal quale siamo bombardati ogni giorno è impossibile da raggiungere.