Dopo l’enorme successo del primo capitolo, divenuto icona della produzione Disney, Frozen ritorna nelle sale cinematografiche con un sequel ricco di conferme e importanti novità. La vita ad Arendelle sembra finalmente perfetta, ma una nuova avventura attende i personaggi protagonisti: quale mistero si cela dietro i poteri che Elsa possiede? 

L’unione fa la forza

Il primo film, uscito nel 2013, ha rappresentato la degna conclusione di mille peripezie per le due sorelle protagoniste, che avevano riscoperto l’importanza dell’amore fraterno, anche per il bene del loro regno. Ed è proprio sulle origini di questo regno che si fonda la trama di Frozen II – Il segreto di Arendelle: il film si intreccia con numerose vicende del passato che portano Elsa alla ricerca delle sue origini. Ma, come sempre, non è sola: ad accompagnarla in questo viaggio c’è la sorella Anna, con la quale il rapporto sembra più forte e intenso che mai. Insieme a loro, ritroviamo Kristoff, il cui ruolo nel primo film era stato fondamentale per ricongiungere le due sorelle, e la renna Sven, fedele compagno d’avventure. A completare la squadra non poteva mancare il pupazzo di neve Olaf, icona del cartone.

Un viaggio dentro e fuori

Il loro viaggio, come succede spesso in queste occasioni, non è solo un’avventura: è un’esperienza che cambierà per sempre le loro vite e quelle degli abitanti di Arendelle. Il regno sembra non essere più un posto sicuro, l’atmosfera felice che aveva chiuso il primo capitolo svanisce all’improvviso, lasciando spazio al mistero. Elsa, da brava regnante, non si lascia intimidire e inizia a scavare nel proprio passato, per diradare la nebbia della paura e riportare la serenità.

Frozen II va ben al di là dell’essere un semplice sequel: è un vero e proprio viaggio nel tempo, che porta con sé risvolti inaspettati. “Il passato non è come sembra” (“The past is not what it seems”) avverte il capo dei Troll rivolto a Elsa, occorre ricercare le proprie origini per comprendere il presente e agire in vista del futuro. Elsa non si tira indietro: forte, testarda e allo stesso tempo indipendente, lotta per scoprire l’origine della sua magia e del suo passato e vuole farlo da sola. Ancora una volta però, decisivi sono il supporto e l’azione di Anna, che in maniera molto forte trasmettono l’importanza e la profondità del loro legame fraterno. 

Questo viaggio diventa fin da subito una ricerca della verità: per affrontarlo nel migliore dei modi, ogni personaggio deve confrontarsi con un percorso di maturità interioreTra tutti, inaspettatamente, è Olaf che assume a tratti il ruolo del saggio. Il tema del tempo si ritrova infatti non solo come susseguirsi di vicende, ma anche come cammino di sviluppo personale. A ogni personaggio è affidato un percorso di crescita, tramite il quale saranno in grado di fare “la prossima cosa giusta (The next right thing”): quale essa sia, sta a loro scoprirlo.

Tra temi da grandi e risate per tutti

Tutte queste tematiche, sviluppate attraverso riferimenti e citazioni appartenenti al mondo adulto, ci fanno allontanare dal concetto tradizionale di film d’animazione. Questa novità è stata accolta e ampiamente sviluppata negli anni recenti dalla Disney, che ha allargato così la sua fetta di pubblico, rendendo il film gradevole e riflessivo anche per i più grandi. Per non deludere i piccoli fans, il compito di smorzare la tensione è affidato di nuovo a Olaf, nonostante non possa essere definito il protagonista del cartone: in alcuni momenti, che sembrano assumere la forma di brevissimi cortometraggi, Olaf ritorna quello di sempre, un pupazzo di neve sbadato e giocherellone, che garantisce risate e divertimento per grandi e piccoli.

Il film gioca molto su questa combinazione: i momenti seri e quasi drammatici non mancano, ma sono conditi da una buona dose di ironia, battute e riferimenti impliciti ma divertenti. Risultato? Lo spettatore si ritrova con gli occhi lucidi per la commozione, che diventano lacrime di risate appena poco più tardi in un gioco di emozioni vincente, anche se a tratti portato a livelli estremi

Una storia originale…

Molte delle citazioni presenti riguardano il primo capitolo: i produttori sono stati in grado di ricavare momenti divertenti con chiari riferimenti alle vicende del passato, come chi si guarda indietro contento del lavoro fatto, ma dirigendosi verso altre mete. Questo sembra voler sottolineare tutto il percorso di crescita e maturità non solo dei singoli personaggi, ma anche della fantasia dei loro creatori, Jennifer Lee e Chris Buck, il cui sforzo è stato notevole.

Frozen si riconferma una storia fuori dagli schemi, senza cavalieri dall’armatura scintillante e principesse indifese. Ogni personaggio è legato profondamente agli altri, tanto che è quasi impossibile definire chi sia il vero protagonista delle vicende. Siamo ormai ben lontani dalle storie in cui il protagonista è eroe indiscusso, solo nella sua gloria. Questi concetti lasciano il posto a nuovi valori, legati all’amore fraterno e familiare, all’aiuto reciproco e al sentirsi una squadra.

…e un lavoro continuo

A livello tecnico il film non delude: i doppiatori in lingua originale continuano a essere una squadra vincente, così come quelli della versione italiana. Le canzoni sono equilibrate e dense di significato, senza nulla da invidiare a quelle del primo film, tanto che c’è già chi spera in qualche candidatura per un premio importante. 

Dunque, Frozen II può essere tranquillamente promosso, sia per le emozioni che regala, sia per le risate che scatena: è davvero adatto a tutti e la trama si incastra bene con le vicende del primo capitolo, creando così una storia continua che avvolge passato, presente e futuro. Un consiglio spassionato? Godetevelo fino alla fine. 

 

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