Belle, anzi bellissime, iconiche ed eterne: le dive del ventesimo secolo hanno fatto e continuano a far sognare numerose generazioni. Il termine divismo indica un fenomeno di costume proprio dello scorso secolo. Nello specifico, si tratta di un processo di divinizzazione di una persona, tale per cui l’individuo in questione diventa un’icona.

Questo fenomeno nasce inizialmente nel contesto teatrale e poi, con l’avvento della cinepresa, si diffonde nel mondo del cinema. Negli anni, a seconda delle varie correnti cinematografiche, il fenomeno assume sfumature e caratteristiche differenti e peculiari. Il divismo nasce negli anni Dieci e perdura per tutto lo scorso secolo. Nel novero delle dive più celebri si ricordano soprattutto attrici come Greta Garbo, Shirley Temple, Audrey Hepburn, Ginger Rogers, Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Grace Kelly e Sophia Loren.

Oltre a rivestire un ruolo fondamentale nel mondo del cinema, Audrey Hepburn e Marilyn Monroe sono state delle icone di stile e di moda.

Viso acqua e sapone, capelli legati e un tubino nero per esaltare la bellezza naturale

La prima nasce il 4 maggio 1929 a Bruxelles. Sin da piccola si dimostra adatta per il mondo dello spettacolo: si dedica allo studio della danza classica e della recitazione. All’inizio compare in alcune pellicole minori, successivamente, invece, la sua carriera ha una svolta. Nel corso della sua vita ha la possibilità di recitare con attori famosi tra cui Gregory Peck, Humphrey Bogart, Gary Cooper, Cary Grant, Rex Harrison, William Holden, Peter O’Toole e Sean Connery. In breve tempo diventa una diva. Audrey ha una folta chioma di capelli scuri, il nasino all’insù e una bellezza pacata. Incarna insomma l’ideale della classica ragazza della porta accanto. Il suo stile è stato apprezzato e imitato nel corso del tempo. Il suo guardaroba era caratterizzato da pantaloni dal taglio maschile e magliette alla marinara, per le occasioni più informali. Invece, la diva dava prova della propria eleganza nelle occasioni più formali, indossando tubini accollati o abiti romantici e le ballerine, che diventeranno un vero e proprio tratto distintivo del suo stile. Rispecchiano appieno la sua personalità i look indossati nella pellicola Colazione da Tiffany, dove l’attrice indossa principalmente abiti monocromatici, impreziositi da gioielli e cappelli voluminosi. Gli accessori rivestivano un ruolo fondamentale nel suo guardaroba: occhiali da sole, borse e gioielli. Una maniacale cura per i dettagli faceva in modo che Audrey avesse sempre i capelli ben pettinati e impeccabili. Il suo make-up era sempre molto leggero, per lasciare in risalto la sua naturale bellezza. A rendere questa attrice una diva contribuì anche il suo modo di fare: sempre gentile e disponibile, caratteristiche che l’hanno portata a diventare ambasciatrice ufficiale dell’Unicef.

Sguardo sensuale, capelli biondi e voluminosi, labbra rosse e una scollatura profonda

Marilyn è diametralmente opposta ad Audrey. Nasce il 1° giugno 1926 a Los Angeles. La sua infanzia non è molto felice: la trascorre infatti in varie case-famiglia. In gioventù lavora come modella, ma riesce a riscattare la propria infanzia solo nel 1946, quando a venti anni firma il primo contratto cinematografico. Questo sarà solo l’inizio di una carriera brillante, che la porterà a diventare la migliore attrice del suo tempo. Il suo stile era prorompente e spesso spregiudicato, proprio come lei. Del resto, è stata una diva in grado di far girare la testa a tutti quanti. La bionda per eccellenza amava sottolineare la propria femminilità generosa con abiti sensuali, dotati di profonde scollature e molto aderenti, così da mettere in mostra la silhouette. Una delle scene più famose del cinema è sicuramente quella in cui la diva, sopra la grata della metropolitana, cerca di abbassare la gonna di un abito bianco, diventato poi iconico. In quel frame si coglie tutta l’essenza di una donna consapevole della propria bellezza. Marilyn amava provocare e questo lo si può percepire anche dalla dichiarazione in cui l’attrice racconta di indossare solo due gocce di Chanel n.5 per dormire. A differenza di Audrey, Marilyn amava un make-up più elaborato, in cui le labbra tinteggiate di rosso erano le vere protagoniste. I capelli erano sempre ben pettinati, solitamente molto voluminosi e ovviamente di quell’immancabile biondo che l’ha resa celebre in tutto il mondo.

Anche se così opposte, le due dive hanno fatto la storia, diventando delle vere e proprie icone di moda. Ancora oggi vengono prese come modelli d’ispirazione da numerose persone, che trovano in loro la chiave per uno stile originale, fortemente ricercato e curato in ogni minimo dettaglio.