Immaginatevi mentre state aspettando il nuovo album del vostro gruppo o cantante preferito. L’album esce, quindi non resta che aspettare le date del tour. Con un colpo di scena, però, viene annunciato che il tour non si farà. Come vi sentireste? Sicuramente arrabbiati – per non usare un altro termine – e delusi. Ecco, è così che si sentono i fan dei Coldplay in queste settimane.

Everyday Life

L'album
La cover del nuovo album, Everyday Life

Lo scorso 22 novembre i Coldplay hanno pubblicato il loro ottavo album in studio – Everyday Life – che, già dalla fase di promozione sta facendo parlare di sé.

L’album è diviso in due parti: Sunrise e Sunset. Il giorno dell’uscita, i Coldplay hanno organizzato un evento speciale ad Amman (in Giordania) durante il quale hanno eseguito dal vivo queste due parti. Fin qui niente di strano, se non fosse che non hanno suonato consecutivamente le due metà, bensì separatamente: la prima, Sunrise, è stata eseguita alle quattro del mattino mentre l’altra, Sunset, alle due del pomeriggio. 

Questo tour non s’ha da fare… per adesso

Bene, il lancio è stato abbastanza entusiasmante e coinvolgente. Ha attirato un bel po’ di attenzione sui social e nell’industria musicale in generale. Forse da loro ci si aspettava un tour coi controfiocchi ma, a quanto pare, per adesso non se ne parla. Il motivo non è né un capriccio, né un problema all’interno della band. La motivazione che hanno dato è più eco-friendly: durante un tour, purtroppo, si inquina parecchio. Il loro scopo invece è quello di evitare tutto ciò.
Per adesso sono state confermate solamente due date: la prima è stata quella svoltasi lo scorso 22 novembre ad Amman per il lancio dell’album, mentre la seconda è stata il 25 novembre al Museo di storia naturale di Londra.

Lo stesso leader del gruppo, Chris Martin, ha affermato:

Vorremmo che il nostro prossimo tour fosse a emissioni nette zero. […] La maggiore difficoltà sono i voli aerei. Il nostro sogno è fare concerti senza plastica monouso e alimentati in gran parte con energia solare.

Il Leonardo DiCaprio di turno ovviamente sostiene e appoggia la scelta dei Coldplay mentre i fan più accaniti un po’ meno. Quello che bisogna certamente riconoscere al gruppo è il fatto che finalmente anche la musica inizia a stare dalla parte dell’ambiente.

Qualcuno direbbe che non è il tour di un gruppo a cambiare il destino del pianeta (anche se, visti i numeri dell’ultimo tour, una piccola differenza sicuramente potrebbe esserci) e che, forse, la loro è solo una strategia di marketing.

I dati

A Head Full of Dreams Tour del 2016

I dati dell’ultimo tour sono stati impressionanti. Di sicuro lo sono stati per la band e per tutti coloro che hanno lavorato all’organizzazione, ma non di certo per l’ecologia. L’A Head Full of Dreams Tour ha riunito circa 5,4 milioni di persone in 122 eventi. Inoltre, la scenografia faceva da padrona: per trasportare il tutto ci sono voluti 32 tir. Provate a immaginare quanta CO2 possa essere stata emessa.

Musica a impatto zero

Pian piano, parecchi artisti stanno pensando ai danni che può causare un tour. Fortunatamente, i Coldplay non sono i primi a trattare questo argomento. Lo hanno fatto in passato anche i Radiohead e in Italia Jovanotti con il Jova Beach Party.

Che questo sia l’inizio della fine per i concerti? Speriamo di no. La tecnologia avanza e, magari, tra cinquant’anni gli artisti non dovranno più essere necessariamente presenti ai propri live ma saranno sostituiti da una sorta di immagine in 4D di loro stessi. Tutto questo, però, è ancora molto lontano.

Come risolvere il problema?

Sicuramente dobbiamo partire da noi stessi. Dal piccolo si arriva a cose grandi e questo può, in qualche modo, influire. Oltre a noi sicuramente un grande aiuto lo può dare la tecnologia. Ogni giorno molti studi cercano di trovare un modo per combattere terribili malattie come il cancro. A queste ricerche se ne sono aggiunte anche altre che hanno lo scopo di tentare di risolvere le problematiche legate all’ecologia. Questo tipo di studi sta prendendo piede soprattutto negli ultimi tempi ma, se per il pianeta fosse troppo tardi? Ciò significherebbe dover mettere in campo studi ancora più approfonditi e, ovviamente, più soldi e tempo.

Tour sì o tour no?

Questo è l’interrogativo che vi poniamo. Voi da che parte state? Noi di certo difendiamo l’idea dei Coldplay e ammiriamo la loro scelta amica dell’ambiente. Non è facile prendere decisioni del genere poiché un tour non permette solo di suonare la propria musica in giro per il mondo ma anche di riceverne un profitto non indifferente. Di certo però non appoggiamo l’idea che un giorno l’immagine in 4D di un artista possa sostituire la persona reale; l’emozione di un live è irraggiungibile, e nessuna tecnologia, anche la più sofisticata, potrebbe arrivare a tanto.

Per i fan dei Coldplay: non demordete. Può darsi che questo tour alla fine “s’ha da fare” e, nel frattempo, ascoltate Everyday Life perché ne vale la pena.