Andare a prendere una boccata d’aria ormai sarà tutta un’altra storia a Nuova Delhi. Solitamente infatti si intende uscire di casa, preferibilmente in mezzo al verde, per respirare un po’ d’aria fresca e pulita. Per quanto questa pratica sia rilassante e ritemprante, l’inquinamento atmosferico sempre maggiore ci sta togliendo l’opportunità di riempire i nostri polmoni con qualcosa di meno nocivo del gas di scarico delle macchine. Per questo a Nuova Delhi ha aperto un oxygen bar. È una vera e propria area di ristoro in cui i clienti hanno l’opportunità di respirare aria pulita per un massimo di quindici minuti. Il menu, infatti, non propone bibite o snack, ma diversi tipi di aromatizzazione dell’ossigeno tra cui gli avventori possono scegliere.

Oltre a essere un toccasana per i polmoni, questo ossigeno ha diversi benefici a seconda dell’aroma scelto. Per esempio l’eucalipto lenisce il mal di gola, la menta rilassa i muscoli e la vaniglia calma la mente. Questo progetto è frutto di un’idea di due giovani imprenditori, Aryavir Kumar e Margarita Kuritsyna, che sono partiti dal presupposto che la salute è “necessaria quanto l’aria che respiriamo”. I due hanno intenzione di aprire oxygen bar anche nelle palestre e nei centri fitness, nelle stazioni ferroviarie e metropolitane e nei centri commerciali. Il costo si aggira tra le trecento e le quattrocento rupie indiane, che corrispondono a circa quattro euro a sessione. Fatto poco incoraggiante se si pensa che bisogna pagare per respirare aria pulita.

Non a caso questo progetto ha preso piede proprio a Nuova Delhi, dove l’aria è pessima. Con un livello di polveri sottili PM 2,5 venti volte superiore a quello dichiarato tollerabile dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la città è stata definita una vera e propria camera a gas. Il PM 2,5 può avere effetti negativi sulla salute del cervello, e altre molecole inquinanti sono associate al rischio di cancro. L’indice di qualità dell’aria ha raggiunto un valore di 999. Questo è il limite massimo che i rilevatori di smog possono registrare, quindi la nocività dell’aria potrebbe essere anche maggiore. Un valore così alto corrisponde a circa quarantacinque sigarette fumate in un giorno!

Ma gli abitanti non sono stupiti, perché per quanto la situazione sia notevolmente peggiorata, l’aumento dell’inquinamento in autunno è caratteristico di questa città. A novembre infatti, i contadini solo soliti bruciare i residui della mietitura nei campi vicino alla città, per prepararli alle nuove semine. Immagini satellitari fornite dalla Nasa hanno mostrato la presenza di oltre 3500 incendi intorno alla capitale in un solo giorno.

Nonostante l’imposizione di controlli più rigidi e le sovvenzioni fornite
dallo Stato per smaltire in maniera diversa i rifiuti, la situazione non è cambiata. Come se non bastasse, quest’anno le precipitazioni sono scarseggiate, e durante i festeggiamenti di una tipica festività indù non sono mancati fuochi d’artificio e petardi, anche se vietati. Questo ovviamente ha inquinato ulteriormente l’aria. Come spesso accade in queste situazioni, nessuno vuole assumersi alcuna responsabilità. Si sono quindi susseguite le critiche alle autorità, che non hanno fatto altro che scaricarsi le colpe a vicenda.

I tentativi di riparare al danno ci sono stati, ma è evidente che sarebbe necessario mettere in atto delle procedure più severe per evitare l’insorgere del problema. Le scuole quindi sono state chiuse e i cittadini sono stati invitati a non uscire di casa. Cinque milioni di maschere antismog sono state distribuite porta a porta e sono stati fermati tutti i lavori di costruzione e i cantieri. L’Epca, il Dipartimento per la prevenzione e il controllo dell’inquinamento, ha anche bloccato le aziende che utilizzano petrolio o carbone.

L’inquinamento comunque non si limita solo all’aria: le acque dei fiumi presentano una schiuma bianca altamente tossica causata dagli scarichi industriali incontrollati. Ancora una volta però gli abitanti della città sembrano non curarsi dei rischi a cui vanno incontro. Infatti molti fedeli, durante una ricorrenza religiosa, si sono immersi nella schiuma bianca del fiume Yamuna per pregare, incuranti del pericolo. Se da una parte sono ammirevoli la fede e la dedizione che gli abitanti del posto hanno nei confronti delle proprie tradizioni, è anche vero che questi comportamenti dimostrano una certa ignoranza dei rischi a cui si va incontro.

È quindi un bene che il progresso dia i mezzi e le possibilità di realizzare progetti importanti come gli oxygen bar. D’altro canto però, è altrettanto vero che è proprio il progresso che ha portato alla condizione di caos ambientale in cui ci troviamo oggi. Infine, per quanto queste oasi rappresentino un toccasana per i  polmoni, niente potrà mai donare la pace e la serenità assolute che solo il contatto con la natura offre.