Musica e scienza: queste sono state le protagoniste delle serata al Teatro Dal Verme di Milano dello scorso 29 novembre. Una serata quasi mistica e piena di energia positiva. Una serata che difficilmente si dimenticherà. Grazie alla loro professionalità, i Deproducers – con il filosofo Telmo Pievani – hanno portato in scena un progetto rivolto e accessibile a tutti.

Chi sono i Deproducers?

Facciamo un piccolo riepilogo. I Deproducers sono una band formata da Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Max Casacci, Riccardo Sinigallia e il filosofo Telmo Pievani. Di loro vi abbiamo già parlato tempo fa, qui trovate l’articolo. Il 5 aprile scorso è uscito il loro terzo album, DNA, che concepisce la scienza come poesia e che mira alla divulgazione scientifica. Il loro scopo non è solo quello di creare musica per conferenze scientifiche, ma anche quello di sostenere la ricerca, ecco perché collaborano con la fondazione AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).

Un tour nei teatri

Come location del tour si è pensato al teatro. Quale posto migliore per trasmettere al pubblico un progetto tanto innovativo? Per la data di Milano è stato scelto il famoso Teatro Dal Verme. Altri avrebbero scelto un auditorium o un museo per la messa in scena di un progetto di tale portata, ma non i Deproducers. Loro hanno voluto scegliere un ambiente di classe, quasi poetico, che facesse sentire lo spettatore a casa e non in soggezione.

Il concerto e l’importanza della ricerca

Quando gli spettatori si sono sistemati e quando tutti i cellulari sono stati spenti, allora si spengono le luci e il concerto può iniziare. I Deproducers vogliono che la serata si concentri solo sulla musica e sulle immagini: non c’è stata nessuna entrata trionfale e nessuna presentazione, se non quella del presidente dell’AIRC, Pier Giuseppe Torrani, il quale, ancora una volta, ha parlato dell‘importanza della ricerca.

Inizia il viaggio sensoriale diviso in otto capitoli: si parte da dove tutto ebbe inizio fino ad arrivare a quello che siamo oggi. Si parte dallAbiogenesi, ovvero da quel processo con il quale la vita si origina a partire dalla materia non vivente. Con un continuo susseguirsi arrivano le prime voci. Riccardo Sinigallia inizia a narrare quella che sarà poi l’evoluzione primordiale della specie.

Non solo musica ma anche parole e immagini

La musica senza dubbio è stata la protagonista indiscussa. Un ruolo fondamentale, però, l’ha avuto anche la parola. Dopo i primi brani e un susseguirsi di immagini arriva Telmo Pievani. Pievani è stato sicuramente il punto focale della serata, che è riuscito a portare avanti usando solo la parola.

Una buona parte del pubblico sicuramente sapeva di cosa si stava parlando anche se non in modo dettagliato. Nonostante ciò, per accompagnare il pubblico durante questo viaggio, Pievani ha parlato di scienza come lo si fa con un bambino che si approccia all’argomento per la prima volta. Accompagnato da immagini e dai leggeri suoni dei Deproducers, man mano ha raccontato quella che è la vita come la conosciamo oggi.

Il pubblico

Oltre all’interattività, i Deproducers e Telmo Pievani hanno puntato molto sul coinvolgimento del pubblico. Il loro modo di relazionarsi ha fatto sì che gli argomenti trattati non risultassero difficili e noiosi. Un esempio è stato quando Pievani ha chiesto a uno spettatore, non musicista, di salire sul palco a improvvisare suoni con uno xilofono. Da quei suoni, poi, i Deproducers hanno ripreso a suonare, con tutta la loro professionalità.

I momenti emozionanti: gli imprevisti del DNA

Come in ogni concerto, ci sono stati diversi momenti particolarmente emozionanti. La parte più toccante della serata è stata senza dubbio il discorso di Telmo Pievani. Nell’album si parla anche di cancro e di come il DNA, a volte, incontri degli imprevisti. Anche qui, con l’aiuto delle immagini, Pievani ha parlato di quella malattia che viene definita come “il male” dicendo che di questa non ci si deve vergognare. A un certo punto Pievani ha fatto una proposta al pubblico:

Tutti quelli che almeno una volta hanno incontrato questo male si alzino in piedi.

Il primo ad alzarsi è stato proprio lui e successivamente ha confidato di aver avuto questo male in passato. Seguito dai Deproducers, il pubblico ha preso coraggio e man mano le persone si sono alzate in piedi. Un momento toccante poiché tutti quelli che erano lì sapevano di essere quelli che ce l’hanno fatta. Ovviamente si è parlato anche di come, nonostante ci si trovi nel ventunesimo secolo, il tasso di mortalità a causa dei tumori sia ancora molto alto.

Si è parlato di nascita, di vita e di morte. Quello dei Deproducers non è il solito concerto a teatro ma un vero e proprio insegnamento. Tutti da quella sala sono usciti con qualcosa in più. Chi più consapevole e chi meno. Sta di fatto che noi de «Lo Sbuffo» c’eravamo e abbiamo ammirato e appoggiato questo progetto.

Consigliato fortemente a tutti, indipendentemente dall’età. Se siete curiosi di sapere le nuove date le potete scoprire sul sito dei Deproducers o su Ticketone.

FONTI

Materiale gentilmente fornito da Fleisch Agency

CREDITS

Immagini di Lucrezia Costantino