È difficile immaginare che la musica italiana possa far parte del cinema Hollywoodiano, ma se invece fosse così? I Belladonna sono riusciti in questa impresa e oggi vogliamo parlarvi un po’ di loro in occasione della pubblicazione del video del loro nuovo singolo: Astronomer of Life.

Chi sono i Belladonna

Belladonna, nati a Roma il 14 febbraio del 2005, sono uno dei gruppi musicali italiani più conosciuti e apprezzati all’estero, stiamo parlando di una band ormai affermata da anni. È composta da Luana Caraffa (voce), Dani Macchi (chitarrista), Martina Petrucci (pianista), Anastasia Angelini (bassista) e Mattia Mari (batterista), e i cinque si autodefiniscono come una band rock noir.
Luana Caraffa e Dani Macchi sono stati coloro che hanno dato origine al progetto: questi due artisti erano già conosciuti per la loro esperienza con il gruppo Zoo di Venere, noto per aver collaborato alla colonna sonora del film di Gabriele Muccino, Ricordati di me, con il brano Killer.

Dal primo album al successo

Nel 2006 i Belladonna pubblicano il loro primo album, Metaphysical Attraction, in cui affrontano misteriose tematiche come la morte, il paranormale e la reincarnazione. Nel novembre del 2007 diventano gli headliner musicali dell’Erotica Show al Grand Hall di Londra, dove dividono il palco con la diva del burlesque Dita Von Teese.
Negli anni successivi vengono pubblicati altri quattro album: The Noir Album (2009), And There Was Light (2011), Shooting Dice With God (2013), The Orchestral Album (2016), e un singolo: Let There Be Light in collaborazione con il compositore inglese Michael Nyman e basato sulla sua The Heart Asks Pleasure First della colonna sonora di Lezioni di piano.

I Belladonna hanno anche ottenuto due nomination ai Grammy Awards nel 2008 con i brani Blackswan e Foreverland e si sono esibiti negli anni con artisti internazionali – come i Nine Inch Nails, Mars Volta, Korn, Siouxsie, The Banshees – e italiani – come i Lacuna Coil.

Il rapporto con il cinema

La band romana ha uno stretto rapporto con il cinema e questo è abbastanza evidente. Oltre ai brani già citati, infatti, moltissimi altri sono stati utilizzati per le colonne sonore o per i trailer di film famosi in tutti il mondo: da Black Panther, Split, Fantastic 4 a La Torre Nera. In alcuni casi i Belladonna hanno prestato i loro brani anche per gli spot tv, come quello dei Minions o di My Cousin Rachel – il thriller noir interpretato dall’attrice premio Oscar Rachel Weisz (che vanta anche la presenza nel cast di Pierfrancesco Favino) – e per accompagnare i titoli di coda di documentari, come nel caso di Here I’ll Stay.

La band ha manifestato la sua connessione con il cinema anche attraverso una raccolta di oltre duecento brani in cui sono racchiuse oltre tre ore di musica concepita ad hoc per essere sincronizzata e distribuita esclusivamente all’interno dell’industria cinematografica di Los Angeles. Nessun artista aveva mai realizzato una collezione simile fino ad allora.

L’ultimo album: No Star is Ever too Far

No Star is Ever too Far è l’ultimo album della band, pubblicato il 30 gennaio di quest’anno. Si tratta di un progetto che contiene tredici tracce e due tra queste (Black Beauty e Damn Your Love) sono state utilizzate per la colonna sonora di Fahrenheit 11/9, film di Michael Moore.

Ogni brano è ovviamente accompagnato dalla splendida voce di Luana Caraffa, in grado di trascinare l’ascoltatore in un mondo misterioso ed evanescente, come potrebbe fare il canto di una sirena. L’artista è infatti in grado di catturare l’attenzione dell’ascoltatore in modo sottile, tanto che senza nemmeno accorgersene ci si ritrova in un universo ultraterreno, fantastico e misterioso. Un po’ come una Amy Lee italiana, l’artista fonde (grazie anche al contributo degli altri componenti del gruppo) il rock con il gothic, creando questa perfetta combinazione che potrebbe avere tante denominazioni tanto cupe quanto affascinanti.

No Star is Ever too Far contiene tracce caratterizzate da un rock aggressivo (Come, Babylon ne è un esempio), ma anche più sensuali e audaci, come avviene in The Purest of Loves, che potrebbe ricordare un po’ Undisclosed Desires dei Muse.
Alcuni brani invece sono prevalentemente strumentali, come Black Beauty, che si presenta come una dolce ninna nanna. In generale ogni traccia (soprattutto Le porte del Cosmo) potrebbe, effettivamente, essere la colonna sonora di un qualsiasi film gotico o a tema Halloween.

Il nuovo singolo

Astronomer of Life è il nuovo singolo tratto da questo ultimo album e, dallo scorso 15 novembre, è disponibile il video musicale. Il brano si focalizza su una serie di domande esistenziali che tormentano l’uomo da tempi immemori. La cantante infatti si chiede fino a quando dovrà continuare a cercare il suo obiettivo, se è così distante come una stella e quando potrà finalmente stare in pace. Insomma, potrebbero essere le riflessioni di una povera anima in pena. È possibile trovare queste domande nei versi del ritornello:

Astronomer of Life where is my Star?
Where can I get Deliverance?
How far the Earth?
Astronomer of Time am i beyond?
When can I get Redemption? How far my soul?

Il video del brano non è altro che l’unione tra l’iconica e indimenticabile scena finale di Stalker (capolavoro del regista russo Andrej Tarkovskij) e il brano dei Belladonna. Questo incontro tra musica e immagini crea un’atmosfera completamente differente rispetto a quella del film, in quanto la serie di ambigue domande proposte dalla canzone invitano lo spettatore a fornire una propria personale risposta. I Belladonna non sapevano bene come realizzare il video, ma Luana Caraffa ha affermato che quando hanno provato a sonorizzare questa scena col il loro brano sono rimasti stupefatti. La band ha scoperto che il brano e le immagini non solo avevano la stessa durata, ma anche che “alcuni momenti visivi e musicali erano incredibilmente sincronizzati”.

Se siete curiosi di vedere il risultato dell’incontro tra questi due mondi vi lasciamo qui il video musicale di Astronomer of Life:

 

FONTI

Materiale gentilmente concesso da Conzapress

Lifegate.it

Metronews.it

Adnkronos.com

It.wikipedia.org

CREDITS

Copertina e immagini gentilmente concesse da Conzapress