Iris Barrell (dopo il matrimonio Apfel) nasce il 29 agosto 1921 a New York da due genitori ebrei del quartiere di Astoria; già dai primi anni dell’adolescenza entra in contatto con la moda grazie alla madre, Sadye, che possiede una boutique. Si iscrive alla facoltà di storia dell’Università di  New York e successivamente inizia a collaborare con il giornale “Women’s Wear Daily”, considerato la bibbia della moda mentre in contemporanea lavora per l’illustratore Robert Goodman.                                             Alla giovane età di 27 anni sposa Carl Apfel con il quale, nel 1950, avvia un’attività tessile, la Old Wild Weavers. Negli anni successivi Iris si occupa del design e della progettazione degli interni della Casa Bianca per molti presidenti, tra cui Truman, Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Carter, Reagan e Clinton. Nel 1992, dopo ben 42 anni, l’industria di Iris e Carl Apfel chiude, e la donna decide di ritirarsi dall’attività lavorativa.

Ma è nei primi anni duemila, in particolare nel 2005, che la figura di Iris Apfel diventa un vero e proprio personaggio di notorietà, quando, dopo essere stata già notata da tempo da moltissime riviste internazionali che la consideravano un’icona della moda e dello stile, le viene dedicata una mostra dal The Costume Institute con il nome di Rara Avis: The Irriverent Iris Apfel  in cui vengono celebrati tutti i suoi look più stravaganti. L’esposizione ottiene un grande successo tant’è che viene trasferita in molti musei americani, diventando una vera e propria mostra itinerante.

Con il tempo Iris inizia a collaborare con molti stilisti di fama internazionale e si cimenta nella realizzazione di gioielli e accessori eccentrici quanto il suo stile. Nel 2014 il regista Albert Maysles realizza il documentario Iris (che viene distribuito l’anno seguente dalla Magnolia Pictures) in cui la Apfel racconta la propria storia e i propri successi. Nel 2015 si vede costretta ad affrontare la morte del marito con il quale non aveva solo una relazione romantica, ma anche un’intesa lavorativa e professionale. Nel 2016 partecipa alla pubblicità dell’auto Citroen DS3 e nello stesso anno viene premiata con il Women Together Special Award Of The Year in occasione del dodicesimo Annual Women Together Gala. Pochi mesi dopo  riceve il Women’s Entrepreneurship Day Pioneer Award in onore del suo contributo nel campo della moda, ma la vera svolta arriva nei primi mesi del 2019, quando entra a far parte dell’agenzia di modelle IMG Models diventando, all’età di 96 anni, la modella più anziana del mondo.

Una donna controcorrente

“Quando non ti vesti come tutti gli altri non devi neanche pensare come tutti gli altri”

Occhiali enormi, vestiti colorati e cappotti oversize; questa è Iris Apfel, un nome una garanzia di eccentricità. E’ stata una delle prime donne ad indossare jeans negli Stati Uniti (il che già di per sé fa capire quando la Apfel, già da giovane, fosse una donna non convenzionale e trasgressiva) e da quel messaggio di indipendenza dagli schemi tipici della società è nato un nuovo stile, lo stile di una donna che non ha paura di esprimere il proprio gusto e la propria personalità in ogni dettaglio, a partire dagli occhiali fino ad arrivare alla punta delle scarpe.

Ciò che rende Iris Apfel così anticonformista è il fatto che, nonostante l’anzianità, riesca ad indossare capi che qualsiasi donna di una certa età non riuscirebbe nemmeno a portare nelle proprie mura domestiche poiché troppo fuori dalle righe. Iris si potrebbe paragonare ad un pennello che dipinge fuori dalla tela, che unisce colori caldi a colori freddi, che gioca con la luce e con i lustrini, che rende ogni vestito indossato da lei degno di nota, una vera e propria opera d’arte.

Ma che cosa sarebbe un insieme di capi colorati senza una personalità degna di nota? Nulla. La 96enne, designer, modella e non solo, riesce a trasformare il proprio stile in qualcosa di così sensazionale perché si immerge totalmente in quello che diventa l’espressione del suo essere, del suo carattere, ovvero nel suo sapersi vestire in modo molto particolare, ma senza creare un’accozzaglia di tessuti e colori diversi, bensì un insieme di dettagli che si accostano tra di loro con armonia. Insomma, da questa donna c’è solo da imparare.