Carmen Consoli, soprannominata la cantatessa, ha sempre trattato nei suoi brani temi delicati e importanti. Poliedrica e ammaliante, la Consoli, nonostante il suo essere diversa, ha sempre attirato l’attenzione di tutti. Uno degli ultimi brani che ha catturato il pubblico è Uomini topo, contenuto nell’album Eco di Sirene del 2018.

Dal punto di vista tecnico, la Consoli ha sempre composto la maggior parte degli arrangiamenti, oltre ai testi. Anche in questo caso ha composto la parte della chitarra e del violino. Il brano, oltre a essere tecnicamente ben fatto, tratta un tema importante senza mai risultare superficiale.

Il tema di Uomini topo

Nel brano viene messa in chiaro la difficoltà dell’essere umano nel momento in cui deve relazionarsi con l’altro. Manca quello stato d’animo che ci fa vedere l’altro non come un individuo che forse ha bisogno di noi per sentirsi al sicuro, ma come un essere apatico.

Copertina del brano Uomini topo

Il brano ha toni provocatori espliciti e così anche la copertina. Viene raffigurata una trappola per topi con del denaro come esca: ergo l’uomo è intrappolato ma nonostante questo riesce a vedere solo ciò che gli può creare profitto.

Il Topo Sapiens

Il brano inizia con un piccolo comunicato da parte della cantante, come se fosse un documentario. La Consoli paragona l’uomo al topo e immagina un’unione dei loro DNA. Secondo questa introduzione l’uomo, in questo modo, potrà ottenere una capacità di adattamento maggiore.

I nostri scienziati sono riusciti a combinare il DNA del ratto con quello dell’uomo
Di modo che quest’ultimo possa avvalersi di una capacità di adattamento
Di gran lunga superiore alla portata umana
Una rivoluzione insomma, una nuova frontiera genetica
Una domanda sorge spontanea però
E il Topo Sapiens? Cosa ne sarà di lui?

Il topo è sempre stato un animale da laboratorio, in continua mutazione e capace di assorbire ogni tipo di esperimento. La Consoli immagina il Topo Sapiens così; un individuo con le sembianze di un uomo ma con l’intelletto di un topo. Man mano che il tempo passa si viene a creare una piccola regressione dell’individuo.

Empatia e…

L’idea che gli altri hanno di noi
Non è un dettaglio trascurabile
L’assenza d’opinione, un’acetosa endemica.

Subito dritti al punto. I testi della Consoli sono sempre stati un po’ complessi e nonostante ciò, dalla prima parola, la cantante riesce ad andare subito al punto. Ha sempre usato metafore che aiutassero l’ascoltatore a comprendere le sue parole.
In questo caso si parla di acetosa endemica. L’acetosa è una pianta erbacea perenne; con il termine endemico, invece, in botanica vengono intese quelle specie tipiche ed esclusive di un determinato territorio. Questo accostamento di parole forma una metafora che si collega nel testo all’assenza di opinione.

…Razzismo

Per favore […]
Abbia fede, sono un dottore
Si faccia curare
Preso in tempo il razzismo non è mortale.

Il brano è in continua crescita, non solo dal punto di vista verbale ma anche musicale. Infatti, dal ritornello i toni si fanno più intensi. Questo inizia con un’implorazione dai toni sarcastici. Secondo la Consoli un’altra malattia del Topo Sapiens è il razzismo. Di questo ne parla come se fosse qualcosa di innato e, come ogni malattia, bisogna trovare il modo di curarla.

La cura

Per favore
È questione di educazione, apertura mentale
Metta i suoi pregiudizi da un’altra parte.

C’è una cura a questo? Il ritorno all’Homo Sapiens non sembra poi così difficile: educazione e apertura mentale. Bisogna essere meno egoisti e più altruisti. Bisogna mettere da parte l’orgoglio e non vedere il tutto come qualcosa che possa andare contro di noi.

Ma un vaccino speciale
Toglierà ai nostri figli il peccato originale.

Queste ultime due frasi concludono il brano e, nuovamente, c’è un forte tono sarcastico. Questa parte della strofa è collegata alla precedente e questo vaccino di cui parla è una questione tanto discussa in Italia negli ultimi anni. Il bambino di oggi, futuro uomo di domani, può prevenire questa malattia sociale con dei semplici “vaccini”.

Carmen Consoli ha descritto l’uomo di oggi. Di chi sia la colpa non si sa, forse è nostra, forse è del troppo benessere o forse è colpa dei media. L’uomo oggi è più arrabbiato e più egoista. Non pensa all’altro ma solo a se stesso. Ogni cosa che vede e vive viene percepita come un qualcosa che gli si può ritorcere contro.

In un modo o nell’altro il Topo Sapiens vive in ognuno di noi. Basta poco per guarire, anche se può risultare difficile.