A pochi passi dal Civico Planetario di Milano, il Museo della Permanente, dal prossimo 11 ottobre e fino al 2 febbraio 2020, ospiterà un’esposizione interamente dedicata al mito dei Lego, i famosissimi mattoncini dai mille colori, che da sempre incantano grandi e piccini.

Storia dei Lego

Tutto, in realtà, comincia molto tempo fa. Nel 1932, Ole Kirk Kristiansen – imprenditore danese – inventò e creò “Lego“, una delle più famose aziende produttrici di giocattoli di tutto il mondo. I primi omini Lego – risalenti solo al 1958 – non sono come quelli che conosciamo oggi. Infatti, i mattoncini erano in legno e non in plastica e non erano assemblabili. Col tempo, poi, le cose sono cambiate e – ad oggi – si può liberamente affermare che si tratta di una delle invenzioni più belle – e colorate – di sempre.

L’arte rende l’uomo migliore, è necessaria per capire e dona felicità alle persone. Indiscutibilmente l’arte non è un optional, è necessaria.

Così, Nathan Sawaya esprime la sua attitudine verso questo sistema, spesso minimizzato.

L’arte può essere vista da molte prospettive differenti. Ciò che è vero, però, è che la sua presenza nella nostra vita porta a qualcosa in più, ad un arricchimento – sia culturale, che personale.

Ma chi è Nathan Sawaya? Nathan Sawaya nasce in America quarantasei anni fa. Dopo aver intrapreso la carriera di avvocato, cambia radicalmente la sua vita. Infatti, abbandonerà questa professione per dedicarsi a tutt’altro. Diventerà un vero e proprio guru dei – conosciutissimi – mattoncini Lego. Li riscopre per caso in una vecchia scatola d’infanzia, e decide di dedicare la sua vita alla progettazione e alla costruzione di autentiche opere d’arte. È da lui che nasce l’idea di dare ai Lego un nuovo volto.

Questo, infatti, non verrà solo considerato un giocattolo colorato da impilare ed incastrare, ma verrà a far parte di un intero insieme, che porterà alla realizzazione di opere d’arte di fama internazionale.

La mostra

L’esposizione meneghina, intitolata I love Lego, sostiene proprio il riconoscimento di questo familiare e semplice giocattolo in una veste differente, quella artistica. Una veste che necessita di una certa responsabilità. Lego sembra esserne del tutto all’altezza.

Il percorso espositivo si snoderà in decine di metri quadrati e in diverse sale, che avranno l’onore di ospitare più di un milione di mattoncini assemblati, incastrati e combinati alla perfezione e che daranno vita ad opere mai viste prima.

Dai classici diorami – con ambientazioni quotidiane e contemporanee – si passerà alla rassegna di ricostruzioni fantastiche, storiche e mitiche, oltre che a scene comiche realizzate con la collaborazione di “Legolize”, pagina social umoristica che – da qualche anno a questa parte – crea vignette divertenti, utilizzando proprio come soggetti gli omini Lego.

Vignetta comica di Legolize

Una grande novità – che ancora una volta dà rilievo al genio dell’arte e alla sua forza – è rappresentata dalla trasformazione di 12 quadri ad olio ispirati ai più grandi capolavori di sempre, tramutati in omini Lego. Grazie a Stefano Bolcato, artista romano, famosi soggetti come La Gioconda o La ragazza con l’orecchino di perla si trasformano e prendono nuova vita.

L’esibizione darà così la possibilità di conoscere le mille sfaccettature di un oggetto apparentemente molto semplice che – grazie all’idea di artisti di fama mondiale e di tanta creatività – diventa la base di opere eccellenti.

Intorno ai primi anni 2000, poi, la crescita e l’incremento di Lego ha portato ad un boom senza precedenti. Oggetti per la casa, soprattutto, sono stati creati e ricreati grazie all’assemblaggio dei suoi inimitabili mattoncini. Portachiavi, orologi, portamatite, vasi, cornici, posate, lampade e tanto altro hanno cambiato il loro aspetto, per diventare più colorati, impilabili e versatili.

Adulti, bambini, adolescenti ed anziani, quindi, saranno protagonisti di un viaggio alla scoperta di paesaggi fantastici, ere mitologiche e personaggi del presente, del passato e del futuro. Il percorso è adatto e consigliato ad ogni età: se da una parte, infatti, i bimbi si lasceranno trasportare dalla fantasia e dall’immaginazione; dall’altro lato, i bimbi del passato riscopriranno il potere di emozionarsi di fronte alla semplicità di un giocattolo che ha fatto la storia.

Insomma, è un’opportunità da non perdere se si vuole passare qualche ora fuori dalla calca milanese.

La mostra sarà visitabile dal prossimo 11 ottobre e fino al 2 febbraio 2020 presso il Museo della Permanente (via Filippo Turati 34) a Milano. Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30. Il prezzo per il biglietto intero sarà di 13 €, mentre il ridotto ammonterà ad 11 €.