Anche quest’anno il sipario è calato sulla Mostra del Cinema di Venezia e, come capita spesso in queste occasioni, le critiche non sono affatto mancate. A destare scalpore è stato in particolare il conferimento di alcuni premi, che sembra aver generato parecchio scontento aprendo dibattiti e questioni complesse. Un esempio lampante, protagonista di questa 76esima edizione del Festival, è stata la proclamazione come miglior attore protagonista di Luca Marinelli, che si è aggiudicato la Coppa Volpi per la sua interpretazione nel film “Martin Eden”, sotto la guida del regista Pietro Marcello. Questa scelta ha sollevato molte polemiche non tanto per le doti recitative di Marinelli, quanto per le parole scelte nel discorso con cui egli ha accompagnato i ringraziamenti. Dopo aver regalato un pensiero al regista, alla famiglia e a Jack London, autore della storia a cui il film si ispira, Marinelli, ricordando il marinaio che cercava la verità protagonista delle vicende narrate, ha deciso di dedicare il proprio premio a “tutte le persone splendide che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono da situazioni inimmaginabili. Forti applausi in sala hanno accompagnato le sue parole, ma molti lo hanno giudicato fuori luogo: far entrare la politica in un evento del genere è stata una scelta azzeccata? Perché mai utilizzare il palco di una Mostra del Cinema per parlare di rifugiati e Ong?

Nell’ultimo periodo sono sempre più numerosi i personaggi di spicco nel mondo dello spettacolo che scelgono di utilizzare la propria influenza per esprimere idee e opinioni che vanno ben al di fuori del loro ambiente di competenza e per sensibilizzare le persone su tematiche politiche, sociali e ambientali, soprattutto attraverso i social. Quello di Luca Marinelli è soltanto l’esempio più recente, ma sono diversi gli attori italiani e internazionali che decidono di far sentire la propria voce: da Leonardo Di Caprio che si batte in prima linea per la questione ambientale a Jim Carrey che dall’altra parte dell’Oceano risponde a tono ad Alessandra Mussolini, sono tantissimi coloro che decidono di condividere le proprie idee politiche con il mondo. Questa nuova moda ha preso piede soprattutto sui social network più in voga come Twitter e Instagram ed è dilagata velocemente.

Dopo il suo intervento, a favore di Marinelli sono scesi in campo numerosi personaggi dello spettacolo, che hanno subito ricondiviso il suo pensiero e lo hanno ringraziato: uno fra tutti Alessandro Gassmann, il quale ha sottolineato che esprimere il [nostro] pensiero come artisti, con coraggio, diventa necessario in periodi storici come quello che stiamo vivendo. Siamo davanti dunque ad un atto di trasformazione dei personaggi del cinema e dello spettacolo: essi si fanno promotori delle loro idee come persone, svestendo per un attimo i panni dei loro personaggi. Non a tutti piace questo atteggiamento però e c’è chi si domanda se non sia meglio che gli attori continuino a fare il loro mestiere, evitando di parlare di argomenti che non sono di loro competenza.

La società di oggi permette a tutti, grazie anche all’accesso sempre più facilitato ai mezzi di comunicazione, di esprimere la propria opinione qualsiasi essa sia, poiché tutto ciò avvenga nel rispetto reciproco. Occorre ricordare che gli attori, ancora prima di essere tali, sono persone e hanno il diritto e la libertà di esprimere il proprio pensiero come tutti: alcuni vedono però in tutto ciò un tentativo di supremazia e li invitano a rimanere al proprio posto, storcendo il naso davanti alle loro affermazioni pericolose. Questo generale clima d’intolleranza è soltanto uno dei tanti modi attraverso cui si manifestano i sentimenti dell’uomo moderno nei confronti dei suoi simili: nell’era dei leoni da tastiera è molto facile sentirsi autorizzati a schiacciare l’opinione altrui, a tapparsi le orecchie e girarsi dall’altra parte quando qualcuno non condivide le nostre idee per evitare di discutere e creare dibattiti stimolanti. È più semplice chiedere a chi ha un’opinione diversa dalla nostra di rimanere nel suo angolino, apostrofandolo talvolta con parole poco gentili, proprio come è successo allo stesso Marinelli su quel palco. Allora, citando la parte finale del suo discorso, viva l’umanità e viva l’amore e, a questo punto, viva anche la libertà di pensiero.

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