I Florence and the Machine hanno da poco festeggiato il decimo anniversario del loro primo album in studio, Lungs (2009). I festeggiamenti prevedevano la release (il 16 agosto scorso) di alcune versioni speciali in vinile del loro album di esordio contenenti, fra gli altri brani già celebri, anche due demo di brani ineditiMy Best Dress e Donkey Kosh –, una versione acustica di My Boy Builds Coffins e una cover di Oh! Darling dei Beatles.

L’estetica di Lungs

Ne sono cambiate di cose da quando Florence Welch, leader del gruppo, cantava You’ve Got The Love o Kiss With A Fist. O forse no?

Sir John Everett Millais, Ophelia, 1851-2, olio su tela, Tate Gallery

Chi fra di noi era già grandicello nel 2009 ricorderà sicuramente il grande successo di pubblico e di critica che fece Lungs. Perfino la copertina dell’album è diventata iconica. Un’atmosfera decadente e romantica, colori scuri sullo sfondo ma vibranti in primo piano per mettere in risalto i tratti della frontwoman. Florence è al centro, attorniata da elementi naturali come una moderna Ophelia, mentre i “polmoni” del titolo restano appesi al suo collo e sembrano essere un peso che la cantante si è ormai abituata a sopportare.

Già in questa prima copertina, è facile intuire quanto l’immagine della leader del gruppo risulti emblematica per il gruppo stesso. Il suo timbro particolare, il carisma, la determinazione e la sua stessa immagine, di forte impatto visivo, rendono l’artista una performer completa.

Lo stile musicale

La cura dei dettagli si nota sia dal punto di vista canoro che da quello visivo. Florence riesce a usare la sua potenza vocale al meglio, aiutata anche da armonie che ne favoriscono l’esplosività, sia in studio che live. C’è un filo conduttore nello stile e nelle sonorità ricercate dal gruppo che rimane sempre coerente con se stesso, utilizzando spesso nelle basi toni cupi e ritmati supportati dalla voce di Florence, talvolta delicata e leggera, talvolta più spinta e decisa.

L’impatto visivo

Copertina di Ceremonials (2011)

Questa continuità la si ritrova anche dal punto di vista visivo. Guardando le copertine degli album si nota come i contrasti la facciano da padrone. Si cerca di mettere in evidenza il lato più introspettivo della cantante facendola apparire quasi come una figura eterea: la pelle bianchissima è spesso in contrasto con lo sfondo scuro. La sua figura delicata è accentuata dai vestiti dalle linee morbide e dai tessuti delicati che lasciano intravedere una silhouette longilinea, senza mai risultare volgari. Spesso l’unica fonte di luce si trova alle spalle della cantante, rendendo così la sua figura ancora più evanescente.

I colori spaziano dal viola/rosa al verde scuro, al grigio/nero fino ad arrivare ai riflessi oro e argento. Il colore che risulta essere in primo piano in svariate copertine, però, è il rosso dei capelli di Florence, a volte riproposto nel rosso delle labbra o nel trucco sulle guance che, per contrasto, rende la pelle della cantante ancora più candida.

I live

Queste scelte stilistiche sono presenti anche nei concerti live, nei quali il carisma della cantante diventa fondamentale. Questo si unisce alla sua capacità di dominare il palco e di stupire, non solo grazie alle sue indiscusse doti canore, ma anche mantenendo costantemente alto il livello della performance e interpretando i brani in maniera sempre coerente.

Eccola, per esempio, all’Oxegen Festival del 2010 (Punchestown, Irlanda). Si esibisce scalza, come fa spesso, e sembra lasciarsi trasportare completamente dalla musica e dall’interpretazione, trascinando il pubblico con sé. Il primo brano che riconosciamo in questo video è Dog Days Are Over (da Lungs), forse il loro pezzo più celebre.

Sei anni più tardi, eccola all’Open’er Festival (Polonia). Al minuto 1:13:27 il gruppo si esibisce nello stesso brano che abbiamo citato poco fa. Nonostante siano passati diversi anni fra una performance e l’altra, Florence conserva la stessa esplosività nel cantare il brano oramai diventato quasi emblematico per il gruppo.

Il successo degli ultimi anni

Insomma, gli anni passano, i membri del gruppo cambiano, ma Florence rimane una parte ben salda nella struttura del progetto. Non è un segreto che gli ultimi tempi abbiano portato sempre più ascoltatori al gruppo. Gli album che si sono susseguiti dopo Lungs sono stati Ceremonials (2011), How Big, How Blue, How Beautiful (2015) e High as Hope (2018), oltre a diverse versioni deluxe sia di Lungs che di Ceremonials. A questi vanno aggiunti un album dei loro pezzi in versione unplugged e alcuni singoli fra cui Jenny of Oldstone, per la celeberrima serie televisiva Game of Thrones.

High as Hope Tour

Copertina di High As Hope (2018)

Proprio per promuovere il loro ultimo album in studio, in questi ultimi due anni i Florence + The Machine hanno girato il mondo e calcato i palchi maggiori fra Europa, America e Oceania. Il loro ultimo tour, l’High as Hope Tour, è partito il 10 settembre 2018 da Seattle (USA) ed è terminato da poco con la data di Atene, il 22 settembre scorso.

Fra le settantatré date che costituivano il tour, ce ne sono state anche due in Italia; precisamente a Bologna e Torino, rispettivamente il 17 e 18 marzo scorso. Le due date italiane, come d’altronde l’intero tour, hanno riscosso un enorme successo. Tanto che la band si è esibita nuovamente in Italia lo scorso 30 agosto durante la giornata di apertura del Milano Rocks. Ancora una volta Florence è riuscita a catalizzare l’attenzione della platea su di sé e a trasportare con la sua voce e le sue movenze gli oltre quindicimila spettatori.

Stando ai Florence + The Machine, dunque, la ricetta per una band perfetta esiste ed è fatta sì da una buona dose di armonia fra le sue parti ma, soprattutto, dalle capacità artistiche di una frontwoman dedita alla sua musica.