Magmamemoria è un neologismo coniato da Claudia Lagona, in arte Levante, per descrivere esattamente la sua personale immagine legata ai ricordi. Ed è proprio a partire da questa riflessione che ha preso vita il quarto album della cantautrice, pubblicato il 4 ottobre scorso. Vediamo come, traccia dopo traccia.

Ecco il tuo nome, ti chiamerai Magmamemoria

I ricordi sono come magma, lava incandescente. E il rosso di queste memorie attanaglia la mente della cantautrice, si attacca al suo ventre. È come se ci fosse un passato perpetuo, che non abbandona mai davvero il presente e che è destinato a rimanere attuale.

Non era vero
Tu non muori mai, tu non muori mai
Sei dentro di me
Come le vele spiegate dal vento
Spiegami perché ti aggrappi al ventre?

Questa prima traccia, Magmamemoria, diventa manifesto dell’intero album e motivo ricorrente, che fa da sottinteso a ogni pezzo.

Andrà tutto bene e Bravi tutti voi: la società di oggi

In modo diverso, queste due tracce parlano del presente, della società e di quello che non va bene.

Andrà tutto bene fa riferimento a numerose delle questioni più calde di questi tempi: il riscaldamento globale, l’eutanasia, la gestione dell’immigrazione, la pressione fiscale. La frase che fa da titolo può essere, pertanto, interpretata attraverso due letture completamente opposte: come un grido ottimista di speranza, una luce nel buio oppure come una frase sarcastica e aspra. La seconda lettura sarebbe avvalorata da alcuni versi più o meno velatamente ironici riguardo l’atteggiamento dell’uomo comune davanti a queste atrocità. Infatti, la ricezione di queste tematiche è spesso seguita da una sostanziale noncuranza, da poco coraggio, da mancanza di memoria storica.

Bravi tutti voi, d’altra parte, sembra fare riferimento alla vacuità sostanziale di moltissimi personaggi per la quale, oggigiorno, “scrosciano gli applausi”. Come ha affermato la cantautrice stessa in un’intervista per Onstage, ciò che l’ha ispirata maggiormente nella scrittura di questa traccia è qualcosa che lei odia profondamente: la vanità fine a se stessa, accompagnata dal nulla.

L’educazione alla loquacità
Parlare tanto senza dire niente
Magie di comunicazione
Fingersi migliori: “Guarda un gregge dei leoni!” (Woo!)
I tempi in cui conta la quantità, ah
I ritmi ai quali non so stare al passo.

Regno animale e Reali: i rapporti sociali

Il motivo del ricordo e della memoria, qui, ritorna preponderante:

Ho avuto tutte le notti per moltiplicare i sogni
Sistemare i miei pensieri
E archiviare i ricordi dei giorni perfetti
E come nei film c’è una scena finale
Dove vado di fretta, la mia vita mi aspetta.

Regno animale sembra essere la verbalizzazione delle riflessioni che accompagnano il ripercorrere dei ricordi. A ciò sembrano strettamente legati i riferimenti alla difficoltà di portare avanti un rapporto a due. Non esistono corsi di aggiornamento o patenti per amare, serve solo tanto allenamento. E, del resto, si potrebbe finire per sbagliare comunque.

I rapporti sociali poi, soprattutto quelli amorosi a cui Reali sembra fare particolarmente riferimento, sono coperti dal rischio delle incomprensioni. Anche qui, il testo del pezzo sembra essere una riflessione su un passato che non è mai diventato del tutto passato.

E sembra sempre sia una corsa ad ostacoli
Se ti rincorro e cado senza mai prenderti
E non mi stanco ancora
Voglio di te, voglio il meglio di te.

Questa è l’ultima volta che ti dimentico e Se ti vedo non esisti: i romanzi

Entrambi i titoli delle tracce sei e sette sono omonimi dei due romanzi già pubblicati dalla cantautrice: rispettivamente pubblicati da Rizzoli nel 2018 e nel 2017. Infatti nel testo di Se ti vedo non esisti è nominata anche una certa Anita, che è proprio il nome della protagonista del primo romanzo di Levante.

Questa è l’ultima volta che ti dimentico, invece, parla della difficoltà di catalogare come passato qualcosa che è accaduto. Ritorna, quindi, il concetto già espresso in Magmamemoria: i ricordi sembrano essere eterni. Del resto, qui viene evidenziato come questo processo riguardi solo la cantante: l’oggetto dei ricordi, infatti, sembra già averla dimenticata.

Chissà se a volte mi pensi un po’
Se ritorni nel passato per portarmi nel futuro
“Addio per sempre” non so dirtelo
Ci penserà la vita a creare le distanze e so
Che questa è l’ultima volta
Giuro è l’ultima volta
Mentre incrocio le dita e sto mentendo a me stessa
Questa è l’ultima volta che ti dimentico.

Ah, se ti lascio andare oltre i miei buchi neri chi ti salverà?

Il giorno prima del giorno dell’inizio non ha mai avuto fine

Di nuovo in questa ottava traccia, il tema preponderante è l’impossibilità di mettere il punto finale a un situazione, a un ricordo, a un rapporto.

Ma tu mi dici che è tutto vero, che è tutto vero
Che è la fine, ma non del mondo
Non moriremo, non moriremo
Che ci faccio col tuo ricordo?
Mi ci pulisco il culo
Ne farei a meno, a meno che tu non resti qui.

Il tutto è declinato nella situazione della fine di una relazione. La cantante parla con sofferenza del termine di questo rapporto, parlando di distanza fisica e mentale.

La fase del Rancore con Saturno nei gemelli

Sulla scia della storia portata avanti con il pezzo precedente, le due tracce che seguono raccontano come venga affrontato questo dolore. Saturno alterna memorie di un passato iniziale, felice, agli sforzi che sono stati fatti per portare avanti il rapporto, per tentare di non farlo terminare. Già in questo testo viene nominato il Rancore, che sarà preponderante nel pezzo successivo.

Del resto, anche il Rancore è un modo diverso per portare avanti sempre lo stesso motivo: il non dimenticare. Mentre negli altri pezzi questa tematica era declinata in maniera differente, con i ricordi che si attaccano al ventre o con l’impossibilità di cacciare via delle immagini dalla propria testa, qui il ricordo è volutamente tenuto stretto dal soggetto. Questo per una serie di motivi: per non ricadere negli stessi errori, sicuramente, ma anche e soprattutto per non dimenticare il male che è stato inflitto.

Trema la tua voce mentre mi domandi cosa faccio ora
Metto in ordine dalla A alla Z le tue imperfezioni
Per tenere tutto a mente e non ripetere gli errori
Gli errori, gli errori.
[…]
Dai, come ti perdoni in fretta se gli errori sono solo tuoi
Mi ricordi che il rancore non è mai servito a niente
E invece è utile saper distinguere l’amore dal rumore,
Un cuore da un coglione, milioni di parole.

La Sicilia, Lo stretto necessario
Cover di Magmamemoria

Questo pezzo, pubblicato già a giugno come secondo singolo, vede l’importante collaborazione con Carmen Consoli oltre che una scrittura a sei mani con Colapesce e Dimartino. Il brano parla della Sicilia.

Lo stretto necessario parla della terra della cantante, ma non solo come terra dalle mille meraviglie, a partire dalle bellezze artistiche e naturali fino ad arrivare a quelle culinarie. Perché il concetto di casa non può limitarsi solo a questo: nella canzone rientra tutto ciò che è caratteristico della sua terra, anche “le facciate mai finite”, “le campagne in fiamme”, “i panni stesi ad asciugare al sole”. Perché non importa quanti difetti possa avere un posto: non si potrà fare altro che guardare sempre anche a quei difetti con un occhio nostalgico e con struggimento.

Mi bruci, mi allontano e sono sempre qua
E poi, ho dovuto scegliere di rinunciare a tutto di te
Ma proverò a difendere lo stretto necessario per me.

Antonio: “preghiera costante

Qui ritorna la storia di un amore. Si racconta il buono che è stato tratto da questo rapporto, “sei stato tu a salvarmi da un tombino cieco”, e si evidenzia la casualità dell’incontro, di come qualcosa di così spontaneo possa in realtà modificare le sorti di una vita intera:

Ma non chiedermi perché è successo
L’amore ti succede senza spiegazioni
Esci di casa dispari e ritorni pari
Minore di tre.

È la storia di un amore finito, ma non ha nulla a che vedere con il racconto d’amore che si può ritrovare nelle tracce precedenti. Qui, ogni tipo di rancore scompare, viene annullato, per ricordare la potenza del sentimento quando è al suo apice, quando provoca quel “battito che non rallenta mai”.

Il padre in Arcano 13 e la chiusura del cerchio

Questa ultima traccia non parla solo di morte in generale: parla del padre della cantante. Levante afferma di aver vissuto un momento di consapevolezza improvvisa in un giorno dal cielo azzurro, proprio come descritto nella canzone. Dice di aver realizzato di colpo di non aver mai scritto nulla per il padre in Nel caos di stanze stupefacenti (2017), il suo album precedente.

Sembra che l’ultima traccia voglia chiudere un cerchio apertosi con la prima. Mentre Magmamemoria parla di ricordo, di memoria che non scompare e che permane viva, Arcano 13 parla di morte. Infatti, nei tarocchi, l‘arcano 13 rappresenta proprio la morte, ma non è vista come qualcosa di negativo.

Anzi, essa è il passaggio necessario per la rinascita.