Sono sempre più gettonati gli allestimenti museali che non rispondono ad un canone cronologico né tematico, ma seguono piuttosto l’interpretazione personale dei curatori.
È il caso del recente riallestimento della Galleria Nazionale Moderna e Contemporanea di Roma, portato a termine nel 2016. “Recente” perché nonostante siano ormai passati quasi tre anni dalla sua inaugurazione, Time Is Out Of Joint rimane ancora un modello.

Liliana Moro, Underdog, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma

La direttrice della Galleria, Cristiana Collu, è stata la promotrice di questa rilettura, realizzata tra l’aprile e l’ottobre 2016 in collaborazione con Saretto Cincinelli.
Time is Out of Joint è una mostra-riallestimento che coinvolge l’intero museo, ripensando i suoi incantevoli spazi limpidi e ariosi e rileggendo l’interità della collezione. Conta circa 500 opere e più di 170 artisti, tra contemporanei ancora vivi e attivi, a grandi maestri del passato, da Canova a Van Gogh.

La particolarità di Time Is Out Of Joint sta nel suo scardinare la concezione di tempo lineare. Prende a modello il celeberrimo passo dell’Hamlet shakespeariano, nel primo atto della tragedia, quando il giovane Amleto si rende conto che niente ha più senso. Quando si accorge che il tempo è, appunto, andato fuori dai cardini e tocca a lui ridargli un ordine.
Nel caso della GNAM, l’ordine cronologico non viene ristabilito in nessuna sala, ma anzi si fa di tutto per sottolineare le differenze –ma anche le analogie- tra opere diverse per tempo e spazio, avvicinandole per svelarne i legami altrimenti invisibili che le legano. Ecco allora che l’Ercole e Anteo di Antonio Canova si pone in dialogo con l’arte povera di Penone, con il Mare di Pino Pascali e con un Mondrian.

Allestimento interno. Antonio Canova, Giuseppe Penone e Pino Pascali in dialogo

L’allestimento a-storico permette di rinnovare il museo tramite una rilettura tutta nuova della collezione fissa. Il museo impara a sfruttare la cosa più preziosa che possiede e che lo identifica: la collezione fissa, che lo differenzia da qualsiasi altra raccolta al mondo. In tal modo, si sfruttano al massimo i mezzi a disposizione e li si valorizza in un’ottica nuova.

Ci si potrebbe domandare che senso ha progettare un allestimento anti-cronologico. Oggi come oggi ha un enorme significato ed è una scelta estremamente pregnante rispetto alla contemporaneità.

Stiamo vivendo in quella che è stata definita post-modernità, una realtà scaturita dalle enormi modifiche avvenute nel corso della seconda metà del secolo scorso, che hanno portato a raggiungere una realtà senza precedenti.

Viviamo nell’epoca della globalizzazione, dei social network, in una società di immagine e di massa, dove conta apparire, essere sempre connessi, conoscere tutti ma non tutto. In una realtà simile, in cui si è costantemente bombardati di notizie, di informazioni, di immagini, in cui si è perennemente connessi a ciò che succede dall’altro lato del globo e l’oggi è solo una finestra temporale in attesa febbrile del domani che sembra non giungere mai, ebbene qui, in questo tipo di realtà estenuante, il tempo lineare non ha più senso di esistere. Non lo si percepisce più. È uscito dai suoi cardini. Time is Out of Joint allora ha senso perché rispecchia l’esperienza del nostro tempo.

Nelle 40 sale della Galleria (ristrutturate in occasione del riallestimento), si sviluppa un discorso costruito per consonanze, per associazioni di senso. Le statue ottocentesche sono spesso rivolte verso le pareti o verso altre opere. Sorprendono così lo spettatore che si ritrova a chiedersene il motivo, a ricercare la ragione di tali scelte allestitive. In questo modo si ha una visita al museo molto attiva, dove l’attenzione del fruitore è continuamente solleticata.

GNAM Roma

La GNAM non è solo un bel museo: è soprattutto un museo che stimola la riflessione.
Con Time is Out of Joint, la Galleria Nazionale si presenta al pubblico internazionale come un museo aperto, in dialogo con la contemporaneità, attento al presente. Il linguaggio espositivo è stato così radicalmente modificato, perché sono radicalmente cambiati anche il nostro occhio e la nostra società, e i musei devono essere i primi a stare al passo con i cambiamenti.

Time is Out of Joint è stata riconosciuta come una delle mostre più significative del 2017, dall’Observatoire de l’art contemporain di Parigi.

La Galleria è aperta da martedì a domenica, dalle 8:30 alle 19:30.
Il biglietto a tariffa intera è di 10,00 euro, ma sono presenti riduzioni e l’opzione gratuita.