Il design ecosostenibile, detto anche ecodesign, è il termine col quale si indicano i prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente.

Non si tratta semplicemente di progettare oggetti che abbiano un basso impatto ambientale, ma di una nuova concezione del design stesso.

L’obiettivo è quello di creare intere collezioni sostenibili, passando dall’uso delle energie rinnovabili per la produzione fino ad arrivare alla parola chiave di riciclo per quanto riguarda la scelta dei materiali.

L’attenzione, seppur teorica, verso questo settore ha cominciato a manifestarsi fra gli anni Sessante e Settanta del secolo scorso, ma solamente con l’inizio del nuovo secolo la teoria ha iniziato a trasformarsi in pratica.

Vediamo qualche esempio di ecodesign.

Case e sostenibilità: le nuove frontiere dell’architettura

Le zone residenziali rappresentano una delle principali fonti di inquinamento ambientale a causa delle emissioni di anidride carbonica.

Le nuove green house si propongono invece come una valida alternativa: permettono infatti di condurre una vita senza rinunce in quanto a comfort, integrandosi con l’ambiente circostante.

Questo nuovo tipo di architettura è infatti associato alla sostenibilità a livello:

  1. Ambientale, dal momento che propone una riduzione di emissioni e di materiali di scarto durante la costruzione
  2. Sociale, dato dalla capacità della struttura di essere adatta a persone di diversa età o che presentano una mobilità ridotta
  3. Economico, poiché permette un risparmio nel tempo grazie alla riduzione dei costi di mantenimento
Il Bosco Verticale

Per farsi un’idea più precisa è possibile prendere come esempio innanzitutto il famoso Bosco verticale, nato a Milano grazie all’architetto Stefano Boeri: si tratta di

«un progetto di riforestazione metropolitana che contribuisce alla rigenerazione dell’ambiente e alla biodiversità urbana senza espandere la città sul territorio».

Un altro modello degno di nota è la Casa solare, un progetto elaborato dagli studenti del Politecnico di Torino che ha anche vinto il primo premio alla Solar Decathlon China[1] nel 2018: in questo caso è stata realizzata un’abitazione autosufficiente, alimentata dall’energia solare e in grado di raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana.

Arredare riciclando: chi ha detto che non si può?

Arredare casa in maniera sostenibile, sia per l‘ambiente che per il portafogli, è possibile, in particolare grazie all’upcycling, ovvero la tecnica che prevede il recupero di materiali di scarto per creare nuovi oggetti.

Un esempio a questo proposito è dato dal riuso creativo dei pallet, più comunemente conosciuti come bancali.

Il pallet è una pedana di legno utilizzata per l’appoggio di materiali diversi ed è molto resistente, dal momento che deve sopportare pesi considerevoli. Spesso i bancali vengono riutilizzati più volte per lo stoccaggio delle merci nei magazzini, ma altre volte vengono gettati via. Un’ottima idea è quindi quella di recuperarli e riutilizzarli come complementi di arredo: è possibile infatti creare librerie, basi per i letti e i divani, scrivanie, sedie, pouf, piani d’appoggio per la cucina e mobili da esterno.

Un’altra possibilità amica dell’ambiente è invece quella di recuperare le bottiglie di vetro.

Essendo il vetro un materiale durevole, le bottiglie si prestano bene a nuovi utilizzi: è infatti possibile combinarle per creare dei vasi per i fiori oppure, recuperando un filo con lampadina, posso fungere da base per lampade nuove e creative.

Infine, un’ulteriore opportunità di arredamento sostenibile per la nostra casa è data dalla realizzazione di tappetini sfruttando il recupero dei tappi di sughero.

Che dire, le possibilità dell’upcycling sono davvero infinite!

Nuovi oggetti per nuovi utilizzi

Nel ventaglio di possibilità sostenibili possiamo includere anche tutti quegli oggetti che si prestano a diversi utilizzi o che sono sostenibili sul piano ambientale grazie alle loro caratteristiche fisiche.

Il vaso di Nutella diventa un portasapone

Un primo esempio è offerto da Nutella, la celebre crema al cacao e nocciole del marchio Ferrero.

La stessa azienda infatti promuove il recupero dei vasi sul sito ufficiale, proponendo dei tutorial per creare vasetti da cocktail, per fiori, portasapone e portaoggetti, nonché originali cornici realizzate con l’iconico tappo bianco.

Un’altra iniziativa interessante è “Hackathon”. Si tratta di un evento svoltosi in collaborazione col Politecnico di Milano, durante il quale gli studenti hanno presentato 18 innovativi progetti per il riuso dei vasetti: il primo classificato è un dosacaffè davvero originale.

Ad attirare l’attenzione è anche l’imbuto pieghevole Funnel ideato dal designer danese Boje Estermann.

Questo particolare imbuto rimane piatto se inutilizzato e “si allunga” nel momento in cui viene versato un liquido: questo è possibile grazie alla gomma morbida di cui è fatto, rendendolo funzionale per quanto riguarda l’occupazione degli spazi e anche sostenibile a livello ambientale, dal momento che è costituito da un solo materiale che non necessita di essere sostituito nel tempo.

Design e sostenibilità appaiono quindi come un connubio perfetto sia per la realizzazione di grandi strutture architettoniche, che per la creazione di oggetti d’uso della vita quotidiana e, data la facilità dell’upcycling, tutti possono diventare designer ecosostenibili (se non altro per gli interni della propria casa!).

A te piacerebbe vivere in una casa ecosostenibile oppure circondato da oggetti di piccole e medie dimensioni di recupero?


[1] Il Solar Decathlon China è uno fra i più importanti concorsi mondiali per quanto riguarda l’edilizia sostenibile.