Il Ruanda e il male della colonizzazione Belga:

Il Ruanda è uno stato dell’Africa orientale ed è oggi una Repubblica semipresidenziale. Il presidente è Paul Kagame e la capitale è Kigali. È abitato da numerose etnie: le più importanti sono gli Hutu e i Tutsi. Gli Hutu si sono stanziati nel primo millennio d.C., mentre i Tutsi sono arrivati nel XIV secolo. Entrambe le etnie hanno le stesse tradizioni, la stessa lingua e la stessa religione.

Questi due popoli hanno iniziato a scontrarsi e a coltivare un sentimento di odio gli uni contro gli altri nel 1919, quando il Ruanda è stato colonizzato dal Belgio per trarre beneficio dalle ricchezze minerarie del paese. Il Belgio ha attuato una politica di segregazione razziale molto dura, ha diviso nettamente i Tutsi dagli Hutu e ha inserito i Tutsi più benestanti nell’amministrazione coloniale del paese. Gli Hutu si sono così sentiti esclusi ed emarginati.

In questo modo, la colonizzazione ha alimentato un sentimento di odio e di competizione che prima i ruandesi non conoscevano affatto.

Gli Hutu e i Tutsi: un odio senza fine

Nel 1957 gli Hutu hanno fondato un partito politico, il Parmehutu, che ha poi organizzato e attuato un colpo di stato. Nel 1962 il Ruanda è diventato così indipendente dal Belgio e i Tutsi sono stati completamente eliminati dall’amministrazione del paese. Da quell’anno, è iniziata la Repubblica con a capo Gregoire Kayibanda, un Hutu.

Successivamente, gli Hutu hanno iniziato la propria vendetta contro i Tutsi, attraverso persecuzioni e violenze di ogni tipo. Migliaia di Tsutsi sono stati uccisi e altrettanti sono stati costretti a lasciare il paese ed emigrare. Il Ruanda non era più un paese sicuro.

Nel 1988, i Tutsi hanno fondato il “Fronte Patriottico Ruandese“, un movimento per rivendicare i propri diritti e la propria libertà. Ci sono stati numerosi scontri tra il movimento e il governo del Ruanda: era iniziata una vera e propria guerra civile. Nel 1993, questo periodo è finito grazie all’intervento dell’ONU. L’ONU ha infatti organizzato un incontro con il presidente del Ruanda Juvenal Habyarimana per cercare di spartire il potere tra le due parti. Tuttavia, quando il presidente è partito per andare a firmare l’accordo, ha subito un attacco: il suo aereo è esploso improvvisamente. Il 6 aprile del 1994 è poi iniziata una tragedia per tutti i Tutsi presenti in Ruanda.

Il genocidio del 1994:

Gli Hutu, la Guardia Presidenziale e molti miliziani hanno sterminato brutalmente quasi un milione di Tutsi. Il genocidio è durato 100 giorni consecutivi: era l’inferno. Donne rese schiave sessuali, abusate, stuprate e maltrattate; bambini uccisi, uomini Tutsi sterminati: la violenza si estendeva in ogni angolo del paese. L’obiettivo? Non far restare neanche un Tutso vivo, bambino o adulto non importava, nel suolo ruandese.

Tutto questo è successo sotto gli occhi dell’ONU e dell’Europa: nessuno è intervenuto. L’unico intervento portato avanti da Francia, Gran Bretagna e Belgio è consistito nel salvare i propri cittadini presenti in Ruanda.

Il genocidio del 1994 è passato alla storia come uno dei più grandi genocidi di massa avvenuti, soprattutto sotto il silenzio dei media e dei giornali.

Il Ruanda oggi:

Sono passati 25 anni da quei tragici 100 giorni. Il Ruanda oggi è un paese in via di sviluppo, si sta risollevando passo dopo passo. L’acqua potabile accessibile è passata dal 47% dei primi anni del 2000 a più del 70%, l’aspettativa media di vita si è alzata fino ai 64 anni e quasi il 100% dei bambini può ricevere delle vaccinazioni. Questi sono dei dati molto importanti e significativi, considerando che il Ruanda è comunque uno degli stati più poveri dell’Africa.

Inoltre il Ruanda è il primo paese al mondo ad avere una maggioranza di donne in parlamento: ne occupano il 63%.

Questo paese ricco di storia è anche meta per molti turisti attratti dalle sue bellezze naturali. Infatti, il Ruanda è molto famoso per le sue foreste, come la foresta pluviale di Nyungwe, i suoi parchi, come il parco nazionale dei vulcani, per i suoi animali, come i gorilla di montagna, per le sue savane, laghi, paludi e panorami. La capitale Kigali dispone di molti hotel e ristoranti.

Nonostante il Ruanda si sia ormai sollevato dal genocidio del 1994, i ruandesi non dimenticano il proprio passato: il Museo del Genocidio a Kigali lo ricorda costantemente.

La speranza ora è per il futuro.