Virginia, 1864. Nel collegio dell’austera miss Martha Farnsworth la vita di cinque ragazze prosegue, scandita da lezioni e preghiere, al riparo dagli orrori della guerra di Secessione americana. L’illusione di un microcosmo inviolato viene presto spezzata: gravemente ferito, il caporale nordista John McBurney chiede e ottiene ospitalità, turbando gli equilibri e scatenando invidie e gelosie che lacerano pian piano la piccola comunità. In L’inganno (The Beguiled) di Sofia Coppola le donne reggono il gioco tra segreti e bugie dominando lo schermo.

La carità cristiana alla base dell’educazione delle fanciulle vince ogni dubbio sull’opportunità di offrire assistenza a un soldato nemico, uno “yankee” in uno stato del Sud schiavista. Così, il nuovo arrivato catalizza le attenzioni e risveglia le pulsioni represse di tutte le donne del collegio: miss Martha gli cura le ferite, la maestra Edwina comincia ad agghindarsi, la procace Alicia lo corteggia e anche le più piccole sono incuriosite dalla presenza maschile. Il soldato, da parte sua, non disdegna le attenzioni di nessuna, innescando un pericoloso gioco di seduzione.

La prima parte del film, vagamente misteriosa ma un po’ lenta, sembra promettere una svolta improvvisa. Il twist puntualmente arriva, segnando un cambio di ritmo e di tono nella narrazione, che da dramma storico in costume diventa velocemente thriller psicologico con venature horror.

L’inganno è il remake di un film del ‘71 di Don Siegel, La notte brava del soldato Jonathan, a sua volta tratto dal romanzo di Thomas P. Cullinan. Impresa audace, trattandosi di opere accusate di misoginia per la caratterizzazione fortemente negativa dei rapporti tra le donne. Il film della Coppola non ribalta la prospettiva dell’originale in senso femminista, ma tenta piuttosto di esibire, se non valorizzare, la curiosità adolescenziale sul sesso e il desiderio femminile. Temi peraltro già al centro dell’opera prima della regista, Il giardino delle vergini suicide (1999). Premiata a Cannes 2017 per la regia, Sofia Coppola ha raccontato spesso sentimenti e fantasie delle donne: dal biopic Marie Antoinette (2006) al più glamour e hollywoodiano Bling Ring (2013) passando per il già citato esordio e per il delicato Lost in Translation (2003).

Supportato dalle ottime interpretazioni di Nicole Kidman (miss Martha), Kirsten Dunst (Edwina) e Colin Farrell (McBurney), L’inganno è un thriller fatto di atmosfera e fotografia opprimenti, di giochi di luci e ombre, di dettagli e allusioni a cui la Storia fa solo da sfondo.

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