Il profumo si può considerare antico quasi quanto la civiltà. La storia infatti parla molto apertamente di olii profumati e particolari piante odorose che venivano utilizzate in moltissime culture per ragioni sociali, magico-religiose e, ad un certo punto, anche estetiche. Dagli Egizi ai Sumeri, dalla Cina all’India: le sostanze profumanti facevano parte della routine quotidiana e venivano utilizzate in maniera sempre differente sulla base dell’orario, mattino o sera.

Non è forse vero che anche la scoietà moderna conferisce al profumo le stesse capacità? Probabilmente oggi sarebbe più opportuno parlare di dinamiche di mercato, se si tiene conto del fatturato impensabile nella categoria della profumeria. Tuttavia l’aria di cura e benessere propria dell’aromaterapia continua ad essere uno dei suoi elementi fondanti.

La profumeria moderna nasce nell’età medievale, intorno al XV-XVI sec., quando i botanici veneziani e tedeschi migliorano le tecniche di trattamento dell’alambico, utilizzato per la distillazione dei liquidi e dei vegetali, permettendo la nascita della profumeria alcolica.

In passato, le principali zone geografiche note per la creazione di sostanze aromatiche erano la Francia, l’Italia, nota soprattutto per le sue fragranze agli agrumi, ma anche Turchia, Algeria e India. Nell’800 infatti tutte queste regioni erano specializzate nell’estrazione degli aromi di piante e fiori.

Nel secolo successivo, l’industria parfumiera francese, nata a Grasse, domina la scena d’Europa e, grazie a Parigi, il profumo inizia a divenire un bene di lusso.

ESPERIENZE OLFATTIVE 

Oggi il nostro rapporto con il profumo è molto stretto. Lontano dall’essere un elemento prettamente medico – o magico – rappresenta soprattutto un elemento di benessere e di lusso (non è un caso che gli incassi maggiori delle grandi case di moda provenga proprio dalla vendita di prodotti non tessili, come accessori e profumi). Pensiamo, per esempio, ad uno dei profumi più iconici della storia: Chanel N°5. La leggenda vuole che Mlle Chanel abbia scelto proprio il campioncino numero 5 durante la creazione della fragranza. L’attività nel settore della profumeria per la casa francese continua ad essere molto florida. Una nuova aggiunta degli ultimi anni: Gabrielle, fragranza all’essenza i fiori d’arancio, ylang-ylang, gelsomino d’Egitto e Tuberosa di Grasse.

Sempre a Parigi, nella prestigiosa Rue Faubourg Saint-Honoré, è possibile visitare il Museo del Profumo, una vera e propria esplorazione olfattiva. La visita è suddivisa in un percorso a tre fasi: la storia dei profumi, l’immersione sensoriale suddivisa in tre tappe (apprendimento, riconoscimento degli odori, immersione sensoriale) e un’ultima parte dedicata all’Arte del Profumiere, ovvero la scoperta delle materie prime utilizzate dal profumiere e la sua memoria olfattiva.


FONTI

Nicola de Barry, L’ABCdaire du Parfum

Eugene Rimmel, The Book of Perfumes

grandmuseeduparfum.fr

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