*Contiene Spoiler*

Christopher Nolan è uno dei nomi più altisonanti dell’impero cinematografico hollywoodiano. Un colosso della settima arte che da vent’anni a questa parte delizia spettatori medi e incalliti cinefili con opere sensazionali, commistioni perfette di intrattenimento e autorialità. Fin dal suo primo lungometraggio, Nolan ha lavorato a fondo per maturare uno stile personale basato prevalentemente su narrazioni cronologicamente spezzate e profonde riflessioni sui temi del doppio, dell’identità ed in particolare sull’ossessione. Proprio l’ossessione diventa il filo conduttore della sua filmografia, l’elemento cardine che assume una valenza diversa in ogni singola pellicola rimanendo pur sempre identificabile e in stretta relazione con le tematiche affrontate.

Following. Film dal sapore ancora acerbo che, nonostante gli evidenti limiti produttivi, mette in chiaro quale sia la strada che Nolan vuole percorrere. In Following l’ossessione si manifesta nell’attitudine morbosa del suo protagonista, intento a pedinare ossessivamente i passanti di Londra per trarre da loro una nuova e fresca ispirazione letteraria. In seguito, l’ossessione diventa un dubbio pauroso riguardante il presunto complotto di cui è vittima. Lo scrittore non distingue il falso dal reale, forse è stato tutto frutto delle sue ossessive paure.

Memento. L’essenza della poetica nolaniana. L’ossessione prende la forma dell’incertezza e del timore di non poter arrivare alla scoperta della verità. Memento è una grande illusione e Lenny ci naviga dentro mosso dall’ossessione di dover vendicare la moglie morta. Lenny è bloccato dalla sua mente impossibilitata a immagazzinare ricordi. L’ossessione di un uomo che non può condurre una vita normale e che cerca disperatamente l’assassino che è in realtà dentro di lui. I temi di Nolan vengono tutti a galla, trattati in maniera stupefacente in un film che ha fatto scuola.

Insomnia. Il film meno nolaniano ma non per questo meno affascinante. Un thriller poliziesco di stampo classico dal cui titolo si potrebbe evincere l’ossessione del detective Dormer, protagonista del film. Il poliziotto ha terribili segreti da nascondere alla luce di un paesaggio freddo e quasi inospitale. L’uccisione del collega è stato un incidente ma i rapporti tra i due potrebbero confermare il contrario. La caccia al killer del film, unico testimone dell’omicidio, serve a insabbiare le prove. Dormer cade nell’insonnia e cerca ossessivamente il suo nemico.

Batman Begins. Primo capitolo della trilogia del Cavaliere Oscuro. L’ossessione di Bruce Wayne è molteplice e riscontrabile nel senso di colpa per la morte dei genitori, nel suo dovere morale di farsi giustizia da solo e nell’ossessiva ricerca della propria identità rimasta in bilico tra l’uomo miliardario e il vigilante mascherato.

The Prestige. L’ossessione è manifestata nei comportamenti di Angier e Borden, nei maniacali tentativi di supremazia dell’uno sull’altro mostrando al mondo un trucco di magia ancor migliore di quello visto fino ad ora. Il confine tra i due è netto ma non sempre definito, chi tra i due è il buono e chi il cattivo. Entrambi si macchiano di superbia e presunzione, una rivalsa ossessiva che finirà in tragedia per entrambi.

Il Cavaliere Oscuro. Il discorso è quello iniziato da Batman Begins. Qui subentra una profonda riflessione sull’esistenza stessa, cos’è bene e cos’è male. Batman è ossessionato dal voler salvare il mondo a ogni costo dando la caccia a un nemico che è riuscito a mettere in discussione i pilastri su cui poggiano le fondamenta morali della nostra società.

Inception. L’impero dei sogni edificato nella mente. Cobb è vittima del senso di colpa per la morte della moglie, un ossessione che gli impedisce di vivere. Vuole disperatamente fare ritorno a casa dove lo aspettano i figli. I sogni stessi sono l’ossessione dei suoi pensieri e desideri, ma anche dei nostri. Cobb rimane intrappolato in un sogno talmente profondo da non poterci più uscire.

Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno. L’ossessione di Batman continua e qui entra in gioco la paura di fronteggiare un nemico come Bane e non riuscire a salvare gli abitanti di Gotham da morte certa.

Interstellar. L’ossessione di salvare il genere umano dall’estinzione muove gli stessi abitanti del futuro a cercare una via di salvezza. In Interstellar c’è una corsa contro il tempo, i minuti diventano ore e allontanano sempre di più Cooper dai suoi figli. Trovare una nuova casa nell’universo significa per il protagonista rivedere in primis i suoi figli. Interstellar è un atto d’amore verso l’umanità, l’ossessiva speranza nell’esistenza di un domani e nella forza dell’uomo, con tutti i suoi limiti e paure.

Dunkirk. Di nuovo la corsa contro il tempo. I minuti sono preziosi così come le vite umane che periscono sotto i colpi del nemico. L’ossessione è quella del ritorno a casa, i soldati britannici in agonia sulle spiagge di Dunkerque bramano la loro terra e terrorizzati si accasciano al suolo per evitare di rimanere inglobati dalle esplosioni. Il ticchettio dell’orologio di Zimmer è ripetuto ossessivamente. Il tempo diventa il vero nemico del film, l’ossessione di non riuscire a farcela aumenta la paura di morire.

Christopher Nolan ha creato uno stile personale incentrato prevalentemente sul tema dell’ossessione, elemento maggiormente identificabile della sua poetica autoriale.