Quest’anno sono stati festeggiati molti anniversari che hanno fatto, letteralmente, la storia europea e del mondo. Ricordandone solamente alcuni e partendo dal più lontano: 500 anni fa moriva quell’indiscutibile genio, orgogliosamente italiano, di Leonardo Da Vinci; arrivando alle più recenti, tra cui: l’invasione tedesca della Polonia di 80 anni fa, 40 anni dall’elezione del primo ministro inglese donna Margaret Thatcher, il trentennale dalla caduta del Muro di Berlino e il ventennale dalla nascita dell’Euro. Tra queste ricorrenze troviamo anche la nascita della NATO, che ha compiuto 70 anni lo scorso aprile.

Che cos’è la Nato?

La NATO, sigla per “North Atlantic Treaty Organization”, è un’organizzazione istituita dal Trattato firmato dagli stati fondatori a Washington il 4 aprile 1949; sviluppatosi sul confronto, nato dopo la seconda guerra mondiale, tra Est e Ovest, simbolo di due visioni contrapposte del mondo, dell’economia e dello stato sociale, che si è protratto sino all’inizio degli anni Novanta. L’alleanza Atlantica persegue due fondamentali scopi: la difesa collettiva e la cooperazione militare e, di conseguenza, l’instaurazione di un dialogo politico tra i suoi membri. Come recita l’articolo 5 del trattato istitutivo, ogni attacco militare a un paese membro della NATO è considerato un attacco contro tutte le nazioni partecipanti. Durante la guerra fredda ciò aveva un significato ben preciso: se la Russia avesse attaccato l’America, avrebbe attaccato simbolicamente tutta l’Europa continentale alleata ad essa.

Dal 2010 le tre funzioni principali dell’alleanza sono state orientate verso la gestione delle crisi, la sicurezza cooperativa e la difesa. Quest’ultima rimane un trend immutato, nonché il motivo che soggiace all’interesse degli stati membri a far parte dell’alleanza in questione, quello di avere cioè uno scudo protettivo e l’appoggio da parte di alcune delle maggiori potenze mondiali.

Quali sono gli stati membri?

La NATO è composta attualmente da 29 stati membri. Non bisogna confonderla con un’organizzazione prettamente europea, sebbene ben 22 paesi siamo anche Stati Membri dell’Unione Europea. Tale aspetto rende interconnesso il rapporto tra NATO ed Unione Europea. Sono 12 i paesi fondatori, tra cui figura anche l’Italia, insieme a Belgio, Olanda, Danimarca, Lussemburgo, Paesi bassi, Norvegia, Portogallo, Gran Bretagna, Islanda, Canada e Stati Uniti. Da allora altri stati si sono uniti all’Alleanza Atlantica tra cui: Grecia, Turchia, Germania, Francia, Spagna, I paesi di Visegrad e i paesi delle Repubbliche Baltiche. Di recente hanno aderito anche Albania, Croazia e Montenegro, quali paesi della penisola balcanica.

 La NATO nei Balcani, tra critiche e speculazioni

In passato la NATO è stata protagonista di alcuni interventi aspramente criticati, tra cui quello nei Balcani durante gli anni Novanta.

Nel 1995, infatti, è intervenuta militarmente in Bosnia. Tale intervento è stato il primo vero dispiegamento militare targato NATO, fortemente criticato dall’opinione pubblica per l’inadeguatezza e l’incapacità nel fornire una vera risposta alle vittime della guerra nei Balcani.

Non a caso la canzone “Miss Sarajevo”, di Bono Vox degli U2 e il tenore Luciano Pavarotti sono una testimonianza esemplare, come critica all’intervento da parte della comunità internazionale. La canzone degli U2 parla della vincitrice di un concorso di bellezza, tale Inela Nogic, e nasce da un documentario di Bill Carter sulla ragazza. Nel 1993 Carter si recò in Jugoslavia per prestare aiuti umanitari, ma rimase bloccato per mesi, sopravvivendo a stento per via delle difficile condizioni di vita a cui fu costretta tutta la popolazione civile, per l’inerzia degli aiuti internazionali.

Nel 1999 la NATO è intervenuta anche nella guerra in Kossovo, sempre nel focolaio balcanico, una vera e propria emergenza umanitaria che non è riuscita ad arginare.

Il futuro dell’Alleanza atlantica nell’ era di Trump e della Cina come attori internazionali

La NATO riveste tutt’ora un ruolo importante e strategico per la sicurezza globale, non solo per i suoi stati membri, ma anche per la stabilità internazionale. L’Alleanza Atlantica si è adattata ai numerosi cambiamenti storici, primo tra tutti la dissoluzione dell’Unione Sovietica e del blocco comunista nel 1990-1991. Gli Stati Uniti hanno da sempre rivestito un ruolo chiave e centrale nella NATO, ma l’attuale Presidenza Trump, così marcatamente isolazionista ed individualista, ha senza dubbio decentrato il baricentro dell’Alleanza.

Cina e Iran, le principali spine nel fianco della politica trumpiana, basata sullo slogan “make America great again”, si pongono sempre più come preponderanti attori internazionali. La Presidenza Trump sta imponendo sanzioni all’Iran, soffiando venti di guerra su un Medio Oriente già lacerato. Trump sta inoltre portando avanti un rapporto pericoloso con la Korea del nord, dove la posta in gioco è l’uso della forza nucleare. Sembra però che le spinte sempre più minacciose e irruenti di Donald Trump mettano in difficoltà anche la stessa Europa, composta per la maggior parte da stati della NATO, che così si trova bloccata tra due fuochi. Il ruolo sempre più pregnante della Cina come attore commerciale nel mercato europeo si sta spingendo fino alla creazione di una nuova via della seta, portatrice di interessi economici di cui anche l’Europa beneficerebbe.

Tutto ciò potrebbe rischiare di corrodere inesorabilmente la coesione politica della NATO nel rapporto con gli Stati Uniti. Indirettamente, tale destabilizzazione degli assetti internazionali sembra indebolire principalmente l’Europa, che non può rinunciare da un lato agli interessi commerciali ed economici di cui il colosso asiatico è portatrice, dall’altro voltare le spalle all’alleato di sempre. Anche la situazione sempre più controversa della Turchia – un altro importante membro NATO – dopo l’ascesa di Erdogan e il suo sostegno alle forze di Assad nella guerra in Siria, sembrano creare non pochi punti interrogativi sul futuro dell’Alleanza Atlantica.

Una nuova era sembra pertanto profilarsi per l’Alleanza Atlantica, tanto per i paesi occidentali quanto per i loro giochi di potere. Se durante la guerra fredda il blocco NATO è servito ad arginare il pericolo e l’influenza sovietica, nella realtà attuale i maggiori pericoli derivano dai cyberattack, da una guerra commerciale in sordina tra Cina e USA e da un Medio Oriente ancora troppo pericolosamente instabile; gli interessi degli alleati non sempre sembrano coincidere.