It is a museum about you, about us, about the ways we love and lose

Alcune delle emozioni che rimangono impresse più a lungo sono quelle legate all’amore, in positivo, ma soprattutto in negativo.
Il dolore, lo sconforto, la delusione provati in seguito a un rapporto finito male, a una relazione spezzata per volere di una o di entrambe le parti, o da un legame interrotto, può rimanere impresso per anni, a volte per sempre.

La fine di una relazione amorosa è uno di quegli eventi che segnano, nel bene e nel male, ogni persona. Alcune rotture sono più dolorose e fanno soffrire per un tempo che sembra infinito, altre sono come una liberazione, vissute come l’inizio di una nuova vita. Sono sempre, comunque, eventi con un gran peso, che nella nostra cultura troppo spesso decidiamo di nascondere, di dimenticare il più velocemente possibile.

Esiste un museo che ha deciso di fare esattamente il contrario, opponendosi all’idea di occultare il dolore e facendone invece un oggetto di celebrazione e memoria: è il Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria e di Los Angeles, aperto nel 2006.

Museo delle Relazioni Interrotte

Il Museo nasce in Croazia da un progetto di Olinka Vištica e Dražen Grubišić, in seguito alla fine della loro storia d’amore. L’idea di un’istituzione di questo tipo, nata senza una collezione, senza un patrimonio materiale, deriva da una riflessione sul tema stesso di museo, sul suo ruolo, sul tipo di istituzione. Un museo come questo non ha alcun bisogno di esporre oggetti che abbiano un valore economico, ma deve assolutamente esporre oggetti che abbiano alle spalle un racconto, una testimonianza, che abbiano quindi un valore di documento.

Tutti gli oggetti che oggi formano la collezione fissa del museo sono stati infatti donati da persone comuni e sono di ogni tipo, da capi di vestiario, a libri, gioielli, mazzi di chiavi, sex toys, fotografie… C’è davvero di tutto, perché per ogni persona, quel preciso oggetto ha avuto un ruolo fondamentale nella fine della propria relazione amorosa e questa nuova condizione è diventata tanto pregnante da arrivare a cancellare tutti i significati precedenti, fino a far diventare quell’oggetto un taboo o un feticcio: non lo si riesce più a guardare con gli stessi occhi, a volte non lo si riesce più a guardare, punto. Allora si decide di nasconderlo, quasi mai si riesce a buttarlo o a distruggerlo, ma quasi sempre lo si tiene in qualche scatola chiusa, dove per anni lo si dimenticherà, per poi ritrovarlo tempo dopo ed essere investiti dai ricordi, tornando a soffrire.

È davvero necessario soffrire così tanto e così a lungo? Non per forza, come mostra il Museo delle Relazioni Interrotte. Invece di nascondere questi oggetti e soffrirne perché si sente la loro mancanza (ovvero la mancanza dell’altra persona), perché invece non esporli? Mettendoli in un museo, mostrandoli ad un pubblico il più vasto possibile, si fa la scelta coraggiosa di mostrare il proprio dolore, la propria esperienza. La si rende eterna e la si avvicina alle esperienze di altri individui. Mostrare questi oggetti è anche un modo per commemorare la relazione finita, per ricordarla per sempre, nel bene e nel male.

Il Museo di Zagabria è stato aperto permanentemente solo nel 2010, a spese dei due fondatori. Precedentemente, dal 2006 al 2010 il museo non aveva una collocazione fissa, ma veniva portato in tour. In questo modo la collezione è andata arricchendosi sempre più, collezionando nuove aggiunte in ogni città che toccava.
Nell’allestimento odierno, ogni oggetto è accompagnato dalla testimonianza del donatore, più o meno particolareggiata, senza limiti di lunghezza o restrizioni di alcun tipo.

Anche oggi si ha la possibilità di donare uno o più oggetti al museo, basta consultare la sezione Share sul sito web. Se non ci si vuole separare dall’oggetto concreto, ma si desidera comunque prendere parte al progetto, è anche possibile condividere la propria storia d’amore ormai finita. Ad oggi sono consultabili oltre 1000 storie e testimonianze sul sito web, alcune davvero poetiche.

Museo delle Relazioni Interrotte, Spazio per le Confessions

La possibilità offerta dal museo di condividere la propria esperienza è un’apertura importante verso il pubblico. Soprattutto, il museo sottolinea come ogni singolo individuo abbia qualcosa da dire, qualcosa che vale la pena musealizzare. Non tutte le persone diventano degli artisti che espongono nei maggiori musei del mondo, ma tutti, davvero tutti, hanno esperienze durante la propria vita che vale la pena registrare e trasmettere.

Il museo di Zagabria è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 22:30.