Internet ha riscritto il nostro modo di vivere e le nostre priorità. Ad essere mutato è anche il nostro modo di fare acquisti: lo shopping, oggi, è quanto di più facile e immediato si possa immaginare. Da una parte contribuiscono le aperture straordinarie e gli orari prolungati della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), dall’altra la facilità e la velocità con cui si può accedere a siti web e App specifiche. Non serve più raggiungere la via dei negozi o il centro commerciale più vicino: direttamente dal nostro pc o dal nostro smartphone, con pochi click, ci basterà scegliere, pagare e attendere.

Nel maggio 2018 è stata pubblicata dalla Casaleggio Associati un’analisi sui dati relativi all’e-commerce, grazie alla quale è possibile avere un quadro realistico della situazione attuale:

L’e-commerce è l’unico settore che registra una crescita a due cifre e le previsioni ci indicano che continuerà a crescere in questa direzione. Dalla nascita della Rete e dell’e-commerce ad oggi, l’evoluzione è stata rapida e, grazie alle nuove tecnologie e alla diffusione dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet delle cose, la crescita che registreremo nel prossimo decennio sarà sempre più rapida e significativa. [..]

Amazon e Alibaba proseguono nel loro ruolo da giganti mondiali dell’e-commerce, transando complessivamente 1.1 triliardi di dollari nel 2017. [..]

Nonostante ciò, molte aziende vedono prosperare e moltiplicarsi i propri shop fisici (il bilancio tra chiusure e aperture negli Stati Uniti è comunque a favore delle aperture con un risultato di +4.000 unità) e si assiste alla trasformazione del concetto di shop tradizionale e all’integrazione dei canali on e off line.

Lo shopping infatti muta in diverse componenti quando passa dall’online all’offline, e si vogliono descrivere qui due particolari fenomeni, legati proprio a questa crossmedialità: il ROPO e lo Showrooming. I termini possono essere tecnici e un po’ ostici ma sono azioni che, se siamo avvezzi agli acquisti su Internet, abbiamo fatto tutti, almeno una volta.

Si parla di ROPO quando si compie una ricerca online del prodotto che ci interessa, si analizzano le diverse tipologie, le diverse marche e modelli, si confrontano i prezzi ma si finisce, dopo un’attenta disamina, ad acquistare in una boutique o in un negozio fisico. ROPO infatti è un acronimo che deriva dall’inglese: Research Online, Purchase Offline e rende chiaramente il passaggio di consegne da un medium all’altro. Le motivazioni di tale scelta possono essere diverse: innanzitutto, se si parla di un bene di lusso, la certezza di una spesa face to face è decisamente impareggiabile, come impareggiabili sono le garanzie, soprattutto nel post-vendita, che un negozio fisico fornisce. Inoltre, se si volesse analizzare il punto di vista degli eterni indecisi, volete mettere la possibilità dello stare al pc per tutto il tempo che si necessita e giungere in negozio con le idee ben chiare? Per poter facilitare questa tendenza e, in generale, per poter spingere all’acquisto offline, sono state introdotte diverse novità: Gübelin, ad esempio, un’azienda svizzera che opera nel settore della gioielleria e dell’orologeria, ha delle boutique che chiudono alle 19.30, ma ai clienti digitali viene fornito un servizio di concierge che li soddisfi fino alle 22.

Opposto al ROPO invece, è il fenomeno dello Showrooming: in questo caso, invece, i patiti dello shopping via etere si recano fisicamente in un negozio, osservano, scelgono, provano e lasciano lì in sede, per poi completare il proprio acquisto online.  Le motivazioni, ancora una volta, possono essere diverse: innanzitutto la varietà di modelli che un sito può offrire, il vantaggio economico, spesso di grande rilevanza, fra un prodotto acquistato online rispetto ad uno scelto in un negozio e, non meno importante, la comodità di ricevere l’acquisto sul pianerottolo di casa, senza occuparsi di ingombranti buste. Lo showrooming, croce e delizia dei negozi fisici, è stato affrontato con spirito diverso. C’è chi, come la multinazionale Zara, ha deciso di approfittare del fenomeno, aprendo a Londra il primo pop-up store privo di cassa e camerini, dove è possibile toccare con mano i prodotti ma non uscire con l’inconfondibile sacchetto blu: dopo aver concluso l’acquisto online, i prodotti saranno recapitati al domicilio. C’è chi, invece, ha fatto molto scalpore con la propria iniziativa volta a combattere lo showrooming: un negoziante in provincia di La Spezia ha deciso di chiedere 10€ per poter far provare i propri capi e le proprie scarpe, da scalare in caso di completamento dell’acquisto, stanco, a suo dire, di coloro che provavano e completavano gli acquisti online.

Che voi siate più da ROPO o più da Showrooming, sappiate che i grandi brand vi osservano e si comporteranno di conseguenza: prenderanno scelte non facili, magari invise a qualcuno, sicuramente vantaggiose per le proprie casse. Tutto, pur di rendere facile, veloce e magari dispendioso, il vostro shopping.