io sono io
venuta al mondo dalla fessura e marchiata dal dolore
a ferro e fuoco fui coniata nell’angoscia della comprensione
ho deciso di vivere e vivo morendo
ho scelto di essere artista
essere madre
costantemente bilancio la fantasia con la realtà
tra l’io sono e l’io non sono
bisogna tenere conto che non sono di qui
né sono di là, sono di passaggio
qualsiasi cammino mi porterà da un’altra parte
di esperienze, io vivo
voglio poter finire di contare tutte le stelle del firmamento
ma non posso
è più facile scolpire i pensieri
ogni giorno uno nuovo
mi destreggio con gli attrezzi
cucino
lavo anche e stiro
grido di piacere e di dolore
il mio sesso è vuoto
nel vuoto godo

– Anna Maria Maiolino

Avrebbe dovuto concludersi lo scorso giugno amor se faz revolucionário, la grande personale di Anna Maria Maiolino organizzata al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano di Via Palestro, ma a seguito del grande successo si è deciso di prolungarla fino al 1 settembre.
Si tratta della prima retrospettiva dedicata a Maiolino realizzata in Italia, un’occasione da non perdere.

Anna Maria Maiolino

L’esposizione, curata da Diego Sileo, si sviluppa lungo tutti gli ariosi spazi del Padiglione: dal parterre alla balconata, presentando più di trecento opere, tra installazioni site specific, performance in video, sculture, disegni, pitture e collages, a testimoniare la grande poliedricità dell’artista. Se per le tematiche trattate Anna Maria rimane su alcuni temi cardine per tutto il cinquantennio della sua carriera, per quanto riguarda i materiali e i medium, è invece un continuo sperimentare, che l’ha portata a scoprire, a lavorare e ad amare l’argilla, oggi uno dei suoi materiali prediletti.

Anna Maria Maiolino nasce nel 1942, a Scalea, in Calabria, da padre italiano e madre ecuadoregna. Nel 1954 la famiglia si sposta in Venezuela, dove Anna Maria frequenta la scuola d’arte, formazione che porta avanti anche quando si trasferiscono a Buenos Aires nel 1960, dove studia alla Scuola Nazionale di Belle Arti. Qui, nel 1964 scoppia la dittatura militare, che segna profondamente Anna Maria. Alcune sue opere giovanili propongono argomenti legati a quest’esperienza, come O Heròi (opera in mostra).

Anna Maria Maiolino, O Heròi

In questo periodo aderisce al gruppo della Nova Figuração Brasileira, movimento artistico caratterizzato dalla ripresa della tradizione popolare per approdare ad un linguaggio innovativo.

Nel 1967 Maiolino firma la Declaração de Princípios Básico da Vanguardia, insieme a Hélio Oiticica, Lygia Clark e Lygia Pape. Partecipa inoltre all’importante collettiva della Nova Objetividade Brasileira a Rio de Janeiro.
È un’artista d’avanguardia che, in linea con le ricerche dei colleghi, lavora per andare oltre la pittura o il disegno tradizionali, riuscire ad impiegare materiali e media nuovi, come fa in Glu Glu Glu (1967, opera in mostra).

Anna Maria Maiolino, Glu Glu Glu, 1967

Nel 1971 si sposta per un breve ma importante periodo a New York, dove tra le altre cose, si avvicina alla poesia. Negli anni Settanta, tornata a Buenos Aires, segue le tendenze artistiche internazionali, iniziando a utilizzare la performance, a creare installazioni e film d’artista. In mostra è presente In-Out Antropofagia, film del 1973, che si rifà al Manifesto Antropofago di Oswald de Andrare, opera estremamente influente nella cultura brasiliana di quegli anni.

Sempre in questo periodo realizza opere su carta indagando il foglio come materia vera e concreta, che ha uno spessore, una forma, un peso propri: così realizza la serie Desenho Objeto (esposta in mostra).

Anna Maria Maiolino, Dalla serie Desenho Objeto

Nel parterre del PAC sono esposte le sculture più recenti, realizzate dagli anni Novanta ad oggi. In questa prima fase di esperienza scultorea, l’artista utilizza l’argilla non ancora come materia in sé e per sé, ma come stampo iniziale. Soltanto in un secondo momento diventa uno dei materiali prediletti da Maiolino, in quanto materiale caldo, da modellare, da lavorare con le proprie mani –la corporeità è fondamentale- da impastare e in cui lasciare il solco del proprio corpo.

Per quanto riguarda il racconto allestitivo che l’esposizione milanese porta in scena, è un racconto capovolto, al contrario. Si parte dalle opere più recenti, dall’oggi, dal presente di Anna Maria Maiolino, con la grande installazione site specific in argilla che accoglie e abbraccia il visitatore, per arrivare, alla fine del percorso, al piano superiore, alle primissime opere su carta di una Maiolino ventenne.

Anna Maria Maiolino, Installazione presso il PAC

Tanti sono stati gli eventi già organizzati e ancora da vivere, legati alla mostra.
La rassegna è iniziata con la performance Al di là, tenutasi il 5 aprile, ed è continuata, tra gli altri eventi, con un reading di poesie dell’artista lette e interpretate da Ambra Angiolini, lo scorso 25 maggio.
Tantissime le visite guidate organizzate dal PAC –si sa, l’arte contemporanea si apprezza meglio se spiegata- tenute da varie personalità di rilievo che di volta in volta hanno offerto la propria lettura personale e il proprio contributo professionale: da Diego Sileo, a Paolo Rusconi, professore presso la facoltà di Storia e Critica dell’Arte all’Università degli Studi di Milano.

Tante e tutte interessanti sono state anche le talk e le presentazioni di libri a tema storico-artistico, svoltesi tra le opere di Maiolino: da Francesco Bonami in conversazione con Costantino della Gherardesca, alla presentazione di un nuovo volume su Cindy Sherman che raccoglie cinque saggi interessanti, fino alla presentazione, durante la pride week, dell’ultimo volume di Federico Zappino: Comunismo Queer.

Gli eventi continuano anche negli ultimi giorni dell’esposizione, a cui si ha ancora la possibilità di partecipare.
L’1 settembre alle 17:00 ci sarà la presentazione del libro di Agnese GazzeraMarielle, Presente!mentre per lo stesso giorno alle ore 18:00 è prevista una visita guidata con Diego Sileo; ad ultimo il 2 settembre con l’evento Dicono sia colpa di una mostra come non mai, Malika Ayane sarà live negli spazi del PAC (biglietto acquistabile online).

O amor se faz revolucionário è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 9:30 alle 19:30; il martedì e giovedì fino alle 22:30.
Il biglietto intero è di 8 €, ma sono presenti varie agevolazioni, fino alla gratuità.