Leonardo DiCaprio, al di là dell’innegabile bravura come attore, è da sempre sensibile e impegnato per l’ambiente. Il successo arrivato prima con “Titanic” (1997)  e poi con “The Beach” (2000) lo incoronano nell’Olimpo dei grandi. Tuttavia la sua immagine è ancora troppo legata a quella del divo belloccio amato dalle ragazze. “Diamanti di Sangue” (2006) rappresenta, come da lui stesso dichiarato, un punto di svolta: qui impersona un individuo affarista e privo di scrupoli, che lucra sul commercio dei diamanti africani. Alla fine troverà il modo di redimersi grazie anche alla sua morte.

Da questo punto in poi i suoi ruoli diventano sempre più complessi; bisognerà aspettare alcuni anni prima che venga premiato con l’ambita statuetta per il film “The Revenant” (2015). Si tratta di un interpretazione cruda ed essenziale, in cui sono i grugniti e i lamenti ad esprimere i sentimenti, più che le parole. Al centro della rappresentazione cinematografica troviamo l’uomo in continua lotta con una natura ostile e imponente. Il tema dell’ambiente ritorna e domina il suo discorso di premiazione agli Oscar; invita i politici a non difendere gli interessi dei grandi inquinatori, delle lobby che pensano solo al profitto. Il cambiamento climatico è reale e bisogna agire al più presto per difendere il nostro pianeta, per consegnare ai nostri figli un mondo ancora vivibile.

Il suo impegno si concretizza innanzitutto con la “Leonardo DiCaprio Foundation“, una fondazione attiva dal 1998 che sovvenziona progetti a largo raggio. Le aree di investimento riguardano infatti la difesa degli oceani, delle popolazione indigene, dell’ambiente e la lotta al cambiamento climatico, il progresso tecnologico e la ricerca della sostenibilità per lo Stato della California.

È inoltre ambasciatore del WWF e, grazie alla sua posizione, raccoglie fondi grazie a galà o aste di beneficienza. Ha partecipato anche con un toccante discorso alla Conferenza di Parigi del 2015 che sembrava aprire finalmente un epoca di collaborazione tra le nazioni. Dopo solo pochi anni il mondo sembra caduto in un pericoloso sonno cancellando un processo fatto di piccoli, anche se ancora insufficienti, passi. Donald Trump ha annunciato il ritiro dell’America da tali accordi, segnando la momentanea vittoria del negazionismo climatico.

“Before The Flood – Punto di Non Ritorno” (2016) è un documentario diretto da Fisher Stevens e girato con la collaborazione di National Geographic. Il protagonista è proprio Leonardo DiCaprio.  Dal punto di vista tematico l’opera è divisa in sezioni che affrontano tutte le criticità ambientali, includendo colloqui con le personalità più influenti sul globo. I temi scottanti riguardano innanzitutto lo scioglimento dei ghiacci. Questo avvenimento trova origine in una serie di attività altamente dannose dell’uomo tra cui la deforestazione, l’allevamento intensivo e il consumo dei carboni fossili.  Un arretramento dei poli causa un aumento del livello del mare che inizia ad avere conseguenze disastrose non solo per le isole (porta l’esempio dell’arcipelago di Kiribati) ma anche per il mondo occidentale. La stessa Florida sarà una delle zone maggiormente colpite.

All’interno del documentario vengono menzionati nomi e cognomi di politici e giornalisti che perseguono attività di lobbying all’interno del congresso americano favorendo la causa negazionista. Il pubblico può apprendere come esistano determinate multinazionali particolarmente implicate nel degrado ambientale. Queste, infatti, tramite la coltivazione della palma per ricavarne il celebre olio, producono deforestazione ed estinzione delle specie autoctone. La Cina ormai ha superato l’America come Stato più inquinante al mondo, portando le élite ad investire enormemente nelle energie rinnovabili.

L’allora Presidente Obama, di ritorno dalla Conferenza, mostra un discreto ottimismo anche se consapevole che molti passi devono essere fatti. Anche Elon Musk, filantropo e pioniere nel mondo della tecnologia e dell’innovazione, ha investito nel mondo delle energie rinnovabili costruendo la prima Gigafactory. Si tratta di un ambizioso progetto che ha lo scopo di produrre batterie e motori elettrici in grado di soddisfare il fabbisogno energetico; secondo Elon basterebbero 100 di queste Gigafactory per risolvere il problema dell’approvvigionamento di tutto il globo. La posizione di DiCaprio è più cauta; non c’è più tempo per le conferenze è arrivato il momento di agire. I popoli devono fare pressioni sui politici affinché implementino politiche a salvaguardia dell’ambiente. Siamo l’ultima generazione che può salvare il pianeta altrimenti avremo attraversato il punto di non ritorno.

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