Si è spenta lo scorso 19 luglio Marisa Merz (1926-2019), all’età di 93 anni. È stata un’artista fondamentale del Novecento, nonché unica donna nel gruppo dell’Arte Povera.

Marisa Merz alla Galleria d’Arte L’Attico in via Paradiso a Roma, 1975

Marisa Merz è stata una voce importante dell’arte della seconda metà del secolo scorso. Attiva fin dagli anni Sessanta, organizza la sua prima mostra personale presso il proprio atelier di Torino, nel 1966.
Moglie di Mario e madre di Beatrice (l’attuale presidentessa e direttrice della Fondazione Merz a Torino), è una voce indipendente all’interno del gruppo dell’Arte Povera, organizzato da Germano Celante così battezzato in occasione dell’omonima mostra del 1967.

Il gruppo è eterogeneo, ma gli artisti sono accomunati dal tipo di materiali che utilizzano, esteticamente o letteralmente poveri–materiali naturali (Giuseppe Penone, Jannis Kounellis), o materiali industriali (Mario Merz, Piero Gilardi),- oltre che da una polemica verso il sistema dell’arte contemporaneo.
Anche Marisa Merz utilizza materiali che possono definirsi poveri –fil di ferro, alluminio, tessuto, scotch- ma ciò che la contraddistingue all’interno del gruppo e ne fa una voce isolata e preziosa, è il suo essere un’artista donna, una madre e una moglie.

Il lavoro artistico e la vita quotidiana sono sempre stati strettamente correlati per Mario, ma ancor di più per Marisa, in quanto donna e madre, individuo che si muove nell’ambito domestico, luogo tipicamente legato alla sfera femminile. Marisa non se ne è mai discostata, non l’ha mai negato. Il suo ruolo di madre non è mai nascosto nelle opere, ma anzi ne va fiera e porta la propria esperienza biografica all’interno del lavoro, utilizzando materiali e medium normalmente legati all’immaginario femminile: tessuto, nylon, che intreccia e lavora come mille altre donne –artigiane, lavoratrici, casalinghe- hanno fatto prima di lei, ma conferendo loro lo status di opera d’arte.

Marisa Merz, Senza Titolo, 1975

Dedica molte opere a sua figlia Beatrice, legando i due aspetti fondamentali della propria esistenza: essere un’artista e contemporaneamente madre.

Marisa Merz, BEA, 1968

Fin dalla prima esposizione nel suo atelier-appartamento, Marisa Merz lega lo spazio solitamente privato della casa, con quello pubblico dell’arte, della socialità, mostrando che per lei non esiste alcuna cesura tra i due: è un’artista tanto quanto donna.

Nel 2013 le è stato assegnato il Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia.
I funerali di Marisa si sono tenuti il 23 luglio 2019 alla Real Chiesa di San Lorenzo, nella sua Torino.