Dicembre 2009. Karen Duve, pluri-premiata scrittrice tedesca, vive in una fattoria nella campagna del Brandeburgo. Consapevole delle problematiche animaliste ed ecologiste, si interroga sull’impatto che le scelte alimentari hanno sull’ambiente e sulla salute e su come rendere il suo stile di vita più improntato alla sostenibilità: nasce così Il Giorno in cui decisi di diventare una persona migliore, edito in Italia da Neri Pozza nel 2011.

Il giorno in cui decisi di diventare una persona migliore, mi trovavo in un supermercato Rewe e avevo in mano una confezione con la scritta “Pollo pronto per la cottura”. Un prodotto che ho sempre comprato volentieri, un piatto gustoso, conveniente e facile da preparare. […] Prima che potessi mettere il pollo pronto per la cottura nel carrello, però, dalle profondità oscure del supermercato è saltata fuori Grillo e me lo ha strappato di mano. […] “Come puoi comprare questa povera carne martoriata?” gridò Grillo. “Sai benissimo come vengono trattati questi polli”. Vero. In qualche zona remota della mia coscienza c’era la consapevolezza che quel pollo era stato allevato con metodi piuttosto discutibili. Questo dovevo ammetterlo.

Per cogliere il carattere etico e morale di questi stili di vita, Duve decide di esperirli in prima persona, cambiando dieta e abitudini ogni due mesi, nell’ottica di rendere il suo stile di vita sempre più eco-compatibile e a impatto zero. Sotto la supervisione dell’amica Kerstin, detta Grillo per la sua abitudine di impersonare la sua coscienza ricordandole le sofferenze degli animali negli allevamenti intensivi ogni qualvolta compri una bistecca, intraprende un percorso di circa un anno in cui passerà dalla dieta esclusivamente biologica, a quella vegetariana, vegana e infine addirittura fruttariana.

Il giorno in cui decisi di diventare una persona migliore, copertina

Un cambiamento non certo semplice per una donna che, per sua stessa ammissione, non è affatto salutista o attenta all’alimentazione. Ma la forza del messaggio è proprio questa: ora più che mai bisogna prendere coscienza di come le abitudini alimentari influenzino il futuro del pianeta e di come sia possibile per tutti fare la differenza, partendo dal carrello della spesa. Quello di Duve è un viaggio negli orrori degli allevamenti intensivi, nell’industria alimentare, negli scempi perpetrati nei confronti dell’ambiente, nelle cause delle catastrofi climatiche; un viaggio che sarà però senza ritorno, perché dopo aver aperto gli occhi la sua vita non potrà più essere la stessa.

A dire il vero me l’ero immaginata diversamente. Pensavo che sarebbe stato più facile. All’inizio del mio esperimento pensavo già di sapere come sarebbe andata a finire. Più o meno così: vivere in generale con maggiore attenzione, mangiare molta meno carne, forse la metà di quella che ho sempre mangiato, e solo da allevamenti ecologici. Purtroppo, però, percorrere una strada è una cosa completamente diversa dal conoscerla. E a volte ci si accorge di aver valicato un confine soltanto quando ci si ritrova dall’altra parte. E allora è troppo tardi. Confrontarsi coi dati degli allevamenti intensivi e dei mattatoi non è un viaggio da cui si possa tornare per raccontare le proprie avventure seduti accanto al caminetto, riprendendo la vecchia vita di prima. […] Purtroppo adesso so come stanno le cose, e questo significa che non potrò mai più vivere come prima.

Il Giorno in cui decisi di diventare una persona migliore è un’analisi lucida, onesta e mai banale sulle conseguenze che la nostra alimentazione ha sull’ambiente e sugli altri esseri viventi; con lo stile giornalistico che la contraddistingue e una buona dose di autoironia, Duve denuncia i controsensi e le verità che spesso fingiamo di non vedere, dagli allevamenti intensivi – e il loro pesantissimo impatto sull’ambiente – ai crimini delle multinazionali in Sudamerica, come il colosso di bibite accusato di «esercitare pressioni sul personale dei suoi impianti in Colombia con l’aiuto di formazioni paramilitari di destra. La direzione colombiana è addirittura imputata dell’omicidio di alcuni sindacalisti del Sinaltrainal, un sindacato dell’industria alimentare».

karen duveQuello che davvero colpisce, nel romanzo-saggio della giornalista, è la sua onestà di fondo: di fronte al lettore ammette le difficoltà, lo sconforto che prova nel dover abbandonare le vecchie abitudini, i compromessi – spesso legati anche a questioni di pragmatismo, come nel caso della marmellata della vicina di casa:

Assaggio la marmellata di more fatta in casa della mia vicina. “Non credo che Beate abbia usato lo zucchero biologico” dice Grillo “avevi detto di voler mangiare solo prodotti bio”. C’era da aspettarselo. Appena uno comincia a impegnarsi, ecco che spunta da un angolo un mangiatore di müsli a gridare: “Non basta! Non hai pensato a questo o a quello! Io, solo io riesco a essere una persona perfetta. Tu resterai sempre un incorreggibile nemico dell’ambiente.” Replico sbandierando tutte le virtù ecologiche di questa marmellata. “Le more di Beate sono coniate con il letame del mio mulo […] Sei sicura che sarebbe meglio far venire in aereo una marmellata biologica dalla Cina solo perché lì hanno usato lo zucchero giusto?».

Con ironia, lucidità e una buona dose di buon senso, Karen Duve si lancia in un esperimento lungo un anno, forse a volte un po’ estremo ma che insegna che anche i piccoli cambiamenti nella quotidianità possono fare moltissimo per l’ambiente e per il benessere nostro e degli altri esseri viventi.

 


FONTI

K. Duve, Il Giorno in cui decisi di diventare una persona migliore, Neri Pozza, 2011