Tutti conosciamo Andrea Camilleri per la serie “Il commissario Montalbano“, ma, con il suo talento da romanziere professionista, ha reso misterioso anche l’emblema dell’eleganza femminile: il tailleur.

Il 6 settembre 1925 a Porte Empedocle (Agrigento) nasce Andrea Calogero Camilleri. Già dai suoi primi romanzi “Il corso delle cose” (1999, Sellerio) e “Un filo di fumo” (Garzanti), si capisce in cosa consiste il suo talento. Elencare i suoi scritti è pressoché impossibile, visto che si raggiungerebbe la centinaia di titoli! Non solo romanzi: oltre ad essere scrittore, Camilleri è stato docente all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e drammaturgo. Per rimanere al passo con lo sviluppo dell’editoria, nei primi anni 2000 ha realizzato anche audiolibri, con Fiorello e in autonomia.

Le avventure da lui scritte hanno appassionato lettori e tenuto incollati alla televisione migliaia di spettatori per numerosi anni. Noto regista e sceneggiatore per la serie “Il commissario Montalbano“, pubblicata da Mondadori e Sellerio. Il ‘fenomeno Montalbano’ ha avuto conseguenze non solo sulla sua fama, ma anche sul turismo nelle zone del set: c’è chi desidera consumare un pasto al tavolo con vista mare e chi sedersi alla scrivania in commissariato.

I casi intriganti non li deve risolvere solo il commissario Montalbano, ma anche Adele. Il mistero e la suspence delle numerose puntate girate in commissariato caratterizzano anche “Il tailleur grigio“, pubblicato nel 2008 da Mondadori. Si deve parlare di ‘dark lady‘ seriale nel caso di Adele: vedova del dottor Picco, collega del protagonista maschile Febo Germosino, alto funzionario di banca. Il primo incontro tra i due (Adele e Febo) avviene al funerale del signor Picco. In questa circostanza Adele è:

“[…] inguainata in un tailleur nero, i capelli lunghi biondissimi raccolti a crocchia e coperti da un velo […]”.

Sin da subito Febo è attratto da lei:

“[…] lui dovette distogliere l’occhi dalle lunghissime gambe di Adele che le calze nere rendevano assurdamente irresistibili.”

Il romanzo si apre con una nuova fase della vita del funzionario: la pensione, che però inizia con tre lettere anonime, dove si sospetta della fedeltà della giovane moglie. Adele, da vera ‘femme fatale‘, è causa di incomprensioni anche nel rapporto tra Febo e suo figlio Luigi. La giovane vedova compie delle trasformazioni durante il romanzo. Dal momento che il marito deve rimanere a casa, lei frequenta circoli e locali dell’alta società, ma con la malattia dell’uomo, è costretta a tornare (almeno ad apparire) una moglie attenta e dedita.

Il titolo fa sì che il lettore si concentri sull’abbigliamento di Adele: il capo messo in evidenza preannuncia il destino funesto dei suoi mariti. Il tailleur appare all’inizio del romanzo e all’ultima pagina:

“[…] vitti che lei si era appresentata come ai vecchi tempi, di nuovo in perfetto ordine, pettinata, vestita di tutto punto. Indossava il tailleur grigio.”

La donna nei casi di Camilleri è spesso presente. Le trame avvolte di mistero descrivono queste creature in modo sensuale (di Adele vengono citate sempre le sue gambe lunghissime), ma presentano anche il loro lato ‘demoniaco’. Probabilmente, il successo di Camilleri sarà sempre legato a queste figure così umane, ma anche con molti segreti. Per esempio, proprio il significato nascosto nell’armadio di Adele: il tailleur.


FONTI
Fonte 1
“Il tailleur grigio” di Andrea Camilleri, Mondadori, 2008 (lettura personale)