Un’intera città si ferma per tuffarsi negli anni ’50. Succede ogni anno, solitamente le prime settimane di agosto, a Senigallia, città della riviera marchigiana. Si tiene qui infatti il Summer Jamboree, un festival revival durante il quale per le strade del centro e sulla famosa spiaggia di velluto si respira un’aria completamente differente. L’iniziativa nasce nel 2000 e cresce piano piano fino ad arrivare alle 400 000 presenze registrate nell’estate 2018.  Quest’anno si terrà dal 31 luglio all’ 11 agosto la ventesima edizione.

La città è presa d’assalto dai turisti già parecchi giorni prima dell’inizio del festival per assistere agli eventi in preparazione alla manifestazione stessa. La musica si alza e in ogni angolo ci sono spettacoli di burlesque, stand con piste da ballo piene di aitanti ballerini che si cimentano in passi di rock’n’roll acrobatico ed esposizioni di macchine vintage provenienti da tutto il mondo.

Vestiti a tema e scatenati in pista

Intorno alla rocca Roveresca, viene allestito un mercatino per tutta l’intera durata della manifestazione in cui vengono venduti oggetti rigorosamente vintage. Le bancarelle espongono chiodi, dischi in vinile, juke box, All Star, accessori per capelli, vestiti a pois e camicie hawaiane.

La celebre rotonda sul mare cantata da Fred Bongusto diventa teatro di corsi di ballo e sfilate di moda a tema anni ’50. La moda femminile di quel periodo prevedeva abiti molto differenti tra loro, che si adattavano allo stile di ciascuna. C’era per esempio la gonna ampia a ruota, che sottolineava la silhouette a clessidra e contribuiva ad aumentare la sinuosità femminile. I vestiti invece erano lunghi fin sotto al ginocchio, avevano vita sottile, gonna ampia, sottogonne vaporose e scolli particolari. Le fantasie erano le più differenti: soprattutto righe, pois, motivi floreali, quadretti Vichy. Un altro tipo di gonna diventata iconica di questi anni è sicuramente la longuette, dalla forma tubolare, molto aderente e lunga fin sotto al ginocchio. Tra le più giovani spopolò la moda di indossare pantaloni, in linea con le tendenze modernizzanti di quell’epoca; si indossavano jeans morbidi con un grande risvolto e i celebri Capri pants portati al polpaccio e utilizzati in tutte le occasioni. Per completare i look si ricordano molti accessori tra cui gli occhiali da sole cat-eye, i tacchi a spillo, guanti, foulard e cappelli coordinati.

La tipica gonna ampia a pois

Anche la moda maschile rifletteva il cambiamento sociale in corso.  Ovviamente c’erano vari stili, dall’uomo dalla camicia bianca, giacca e cravatta, a quello che indossava le giacche doppio petto e pantaloni stretti. C’erano poi uomini che optavano per uno stile più trasgressivo e provocatorio. È il caso soprattutto di molti giovani che sceglievano di indossare jeans, t-shirt bianca e chiodo, ispirandosi ai look delle stelle del cinema, tra cui Marlon Brando e James Dean.

Durante il festival è inoltre possibile imbattersi nelle Pin Up,i ovvero un tipo di donna riconoscibile dall’abbigliamento succinto e ai limiti della censura, fortemente maliziosa ed erotica ma mai esplicita. Questa tipologia femminile nasce durante la Grande Guerra e si diffonde soprattutto durante il secondo conflitto mondiale. Il Presidente Woodrow Wilson creò infatti la Division of Pictorial Publicity con il compito di trovare stimoli visivi che potessero convincere gli uomini ad arruolarsi. Le immagini delle Pin Up erano perfette per questo scopo e ben presto i soldati si ritrovarono sul campo di battaglia con le fotografie di queste donne appese nelle tende o negli armadietti. Insomma, le Pin up diventarono il monito per spingere i soldati a combattere più audacemente sapendo di doverle proteggere. Il fulcro della manifestazione è rappresentato dal Big Hawaiian Party. Questo evento è l’occasione perfetta per essere catapultati nelle celebri isole americane e ritrovarsi a danzare a suon di ukulele per tutta la notte. Ovviamente è gradito un abbigliamento a tema ed è quindi facilissimo incontrare donne con il gonnellino di paglia e il reggiseno fatto da noci di cocco, uomini vestiti da marinai e persone che indossano camicie e collane floreali.

L’atmosfera che si crea durante il festival non scompare una volta conclusa la manifestazione, bensì a Senigallia si respira quest’aria per tutto l’anno. Durante l’inverno si tengono corsi di ballo in preparazione del festival. C’è addirittura la festa di Capodanno anni 50 che si svolge sempre nella rotonda sul mare.