Looking for art’ è una start up culturale e artistica operante sul suolo milanese da più di tre anni. Il suo principale scopo è quello di promuovere l’arte giovanile a tutto tondo. Attualmente, coloro che rendono possibile tutto ciò sono: Matteo Occhipinti, Franck Pascal, Pietro Cusi, Eleonora Molignani, Cecilia Meroni e Alessandro Atzeni – un gruppo di giovani, accomunati dal desiderio di realizzare una vera e propria comunità di artisti emergenti, purché under 30.

Scopriamo meglio in che modo.

– Come nasce l’idea e quando?

Matteo: << L’idea nasce a inizio 2016 da Franck e da me. Due anni prima avevo già esposto con Franck, che all’epoca lavorava per ScuolaZoo, portale per giovani studenti che ogni tanto organizzava eventi e aperitivi artistici. Quando ero in quinta liceo abbiamo fatto due eventi in un bar in centro, che sono andati molto bene. Dopodiché ci siamo separati completamente per tre lunghi anni, in cui io ho fatto il mio percorso di studi e lui anche.

Caso vuole che prova a ricontattarmi e, dopo aver reperito da solo il mio numero, abbastanza testardamente mi contatta. Mi chiama dicendomi “Vediamoci per un drink, ti voglio fare una proposta ma non ti dico altro”. Il tutto cadeva a pennello, perché due giorni prima mi ero laureato. E quindi entravo nel grande limbo del post-laurea. Nel nostro incontro Frank mi dice “Voglio reinventare l’aperitivo artistico milanese, ti do carta bianca sul format. Sappi solo che dobbiamo fare dieci serate obbligatorie in tre/quattro mesi”. Mi ha subito conquistato, ho accettato e in dieci giorni sono uscito con un nuovo format, cioè il contest artistico, un vero e proprio concorso. Pietro è stato il primo artista in assoluto che ho contattato e che ha partecipato alla primissima serata di ‘Looking for art’.

Galleria ‘Looking for art’

A giugno del 2016, ‘Looking’ era destinato a finire. Se non fosse per un’importante esposizione in Triennale. Finita l’esposizione, in un caldo giorno di luglio, io e Franck abbiamo deciso di farci una chiacchierata al parco Sempione. Io ho detto chiaramente a Frank “A me è piaciuto. Le opzioni, per me, a questo punto sono solo due: chiudiamo all’apice di un insuccesso inaspettato oppure l’anno prossimo ci rimbocchiamo le maniche e lo facciamo diventare un qualcosa di serio, un vero progetto”. Frank mi ha guardato e mi ha detto “Non ti preoccupare Matteo, lo facciamo diventare un vero progetto”. Un altro sì, un altro ‘accettare le cose che ci capitano addosso’. ‘Looking’ è molto accettare le cose che ci arrivano addosso, prenderle, migliorarle il più possibile e renderle realizzabili.

Fino a metà della seconda stagione non abbiamo avuto una galleria. Dopodiché ci siamo spostati in via Giacomo Boni 22 nella Galleria Molino, che abbiamo gestito per un annetto. L’anno scorso, in questo periodo, abbiamo conosciuto il proprietario di queste mura che ci ha detto “Io ho un negozio che non apro da trent’anni”. Dopo due mesi di lavori, abbiamo tirato fuori la galleria e l’abbiamo inaugurata definitivamente il 18 novembre 2018 >>.

Gli artisti come vengono scelti?

Pietro: << Ci sono vari modi per contattare gli artisti. Per quanto riguarda la start up, abbiamo inizialmente attinto dal nostro catalogo. Ogni artista che lavora con noi almeno una volta, infatti, viene catalogato. In tre anni di lavoro abbiamo catalogato 450 artisti under 30, e abbiamo iniziato a fare una selezione fra di loro. Abbiamo già lavorato con istituzioni come Bicocca, IED e IULM e a breve conosceremo Brera e NABA. Perché, nonostante si sia entrati dal retro per diversi anni, la nostra idea è di arrivare direttamente alle istituzioni, per proporre il nostro progetto >>.

Opere dell’artista Ludovica Crippa, attualmente esposte in galleria

Gli artisti sono tutti di Milano?

Pietro: << Tendenzialmente lavoriamo solo su Milano e zone limitrofe. Ma, nonostante ciò, Milano non è un limite. A livello di catalogazione abbiamo bisogno di opere. Quindi, ad esempio, chi lavora in digitale può usufruire dei servizi online per raggiungerci >>.

Prediligete particolari generi o tecniche artistiche?

Pietro: << Assolutamente no. Siamo aperti a qualsiasi tipo di arte. Ovviamente, a livello statistico, abbiamo più pittori, fotografi e incisori. Però noi, soprattutto per quanto riguarda le esposizioni e gli eventi, siamo anche aperti a performance, video-arte, ma anche poesia e scrittura. Siamo aperti a tutti i tipi di arte, purché sia giovane >>.

Come rispondete alle critiche?

Pietro: << L’unica critica veramente forte che abbiamo sempre ricevuto riguarda il contest. Molte persone, infatti, ci dicono che non è giusto far votare il pubblico, perché chi porta più amici è più incline a vincere. Noi però rispondiamo sempre a questa critica dicendo che saremmo d’accordo con chi ce la muove se il contest fosse mono-categorico. Durante il contest, invece, il pubblico vota per categoria. In questo modo un artista potrà avere 20 voti da parte sua, ma allo stesso tempo altri 80 che preferiscono qualcun altro. In generale, chi ci critica non conosce il modo in cui lavoriamo. Nonostante la nostra giovane età, ci riteniamo dei veri professionisti del settore >>.

– Qual è il criterio con cui esponete le opere?

Eleonora: << Inizialmente abbiamo fatto delle esposizioni a pagamento e nell’immediato non abbiamo avuto una scelta d’artisti da abbinare l’uno con l’altro. Adesso, invece, che abbiamo artisti sotto contratto, vengono fatti abbinamenti in base al genere che producono. Tendenzialmente vengono accoppiati due o tre artisti, non di più perché lo spazio in galleria non lo consente. Il criterio è sempre estetico e di coerenza. Ad esempio, un fotografo di paesaggio difficilmente verrà abbinato ad un pittore astratto. Le opere devono sempre poter rientrare sotto un titolo, che dia un senso. Ovviamente poi le interpretazioni possono sempre essere diverse >>.

Le opere sono tutte in vendita?

Pietro: << Se l’artista non mette un’osta, sono in vendita. Il nostro e-commerce funge anche da portfolio personale degli artisti. Ogni artista, quindi, avrà la sua pagina personale, dove saranno caricate tutte le foto delle opere messe sotto contratto. Per un anno intero, questo diventerà un vero portfolio digitale e personale, molto accessibile, che l’artista condividerà come meglio crede. Tutto ciò permetterà di creare un proprio negozio personale. Ma, se l’artista vuole utilizzare la sua pagina solo come portfolio e non mettere in vendita alcune opere, basta che ce lo comunica e questa apparirà come ‘esaurita’ e non disponibile >>.

Avete progetti futuri?

Pietro: << Guardiamo sempre al futuro. Da settembre infatti, durante il periodo della mostra, che solitamente dura dieci giorni, vorremmo creare tre novità in galleria: innanzitutto il caffè letterario, dopodiché vorremmo coinvolgere tutte le onlus con cui abbiamo lavorato negli anni, quali Unicef, SaveTheChildren, WWF, Telethon e riportarle in galleria a creare degli eventi gratuiti, in cui potremmo fare raccolta fondi, beneficenza, sensibilizzazione. Infine, ultimo tema, vogliamo cominciare a lavorare con persone del settore, in modo tale che possano fare dei workshop e dei ‘talk’ in galleria. In generale, la start up stessa è un progetto per il futuro, ed è quello a cui noi ora pensiamo. La start up continuerà a mettere sotto contratto artisti e a fare mostre. Un’altra idea è di cominciare il progetto ‘art around’, un progetto di noleggio di opere d’arte nei vari spazi di Milano; alberghi, bar, ristoranti, studi notarili, ospedali. Adesso è il futuro. Quello che siamo facendo oggi è quello che stiamo facendo per il futuro. Le cose nuove arriveranno comunque, e saremo sempre pronti ad accoglierle >>.

‘Looking for art’ in tre parole ?

Eleonora: <<Che domanda difficile! In tre parole direi solo che ‘sono troppo poche’.>>

 


 

FONTI

Looking for art

Intervista a ‘Looking for art’

CREDITS

Copertina – Scattata dall’autrice

Immagine 1 – Scattata dall’autrice

Immagine 2 – Scattata dall’autrice