Con l’assegnazione dei giochi Olimpici invernali 2026 alla città di Milano si riaccende la questione San Siro. Negli ultimi mesi lo stadio era stato oggetto di una complicata discussione che vedeva le società del Milan e dell’Inter protagoniste. Le due squadre si prefiggono come obiettivo quello di abbattere il tempio del calcio milanese per ricostruire una struttura completamente nuova e dotata di ogni comfort. Il sindaco Beppe Sala ha però garantito che la cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici invernali 2026 si terrà al Meazza.

San Siro ha una storia lunga e fatta di numerose modifiche che lo hanno portato ad avere l’aspetto attuale.  L’idea di costruire uno stadio calcistico vicino all’Ippodromo venne a Piero Pierelli, allora presidente del Milan. La struttura, pensata dall’ingegnere Alberto Cugini e dall’architetto Ulisse Stacchini, fu inaugurata il 19 settembre 1926. Quel giorno, davanti a 35 000 tifosi, si disputò una partita amichevole tra Milan e Inter che vide i nerazzurri trionfare.

Solo dieci anni dopo, il Comune di Milano acquistò l’impianto e avviò un progetto di ampliamento che portò la capienza pari a circa 55 000 spettatori. I lavori vennero curati dall’ingegner Bertera e dall’architetto Perlasca.

Durante il secondo conflitto mondiale, per questioni pratiche, il Milan trasferì la sua sede all’Arena Civica, più facilmente raggiungibile da parte dei tifosi. Successivamente lo stadio riacquistò importanza e nel 1947 divenne l’impianto casalingo anche dell’Inter.

Lo stadio appariva così dopo la costruzione del secondo anello

Sotto la direzione dell’ingegnere Ferruccio Calzolari e dell’architetto Armando Ronca, furono apportate nuove modifiche. Era il 1955: si realizzò la struttura per un secondo anello di tribune che sovrastavano, e in parte coprivano, quelle vecchie. Il risultato fu ovviamente l’aumento della capienza totale. Le modifiche interessarono anche l’architettura esterna: si aggiunsero delle rampe elicoidali che permettevano agli spettatori di accedere fino al secondo anello.

Nel 1980, lo stadio venne ribattezzato Giuseppe Meazza in memoria di un celebre calciatore che aveva giocato sia nel Milan che nell’Inter ed era diventato due volte campione del mondo con la nazionale italiana.

Il terzo anello venne costruito solo nel 1990 in occasione della Coppa del Mondo FIFA. Per raggiungere il nuovo anello, il progetto degli architetti Giancarlo Ragazzi, Enrico Hoffer e dell’ingegnere Leo Finzi, prevedeva sostegni autonomi, disposti attorno allo stadio. Si costruirono undici torri cilindriche dalla duplice funzione: quella di permettere l’accesso all’ultimo anello e quella di sorreggere l’intera struttura di copertura che sarebbe stata costruita. Vennero posizionati nuovi seggiolini colorati: un colore per ogni settore. Il rosso e l’arancione furono posizionati lungo i rettilinei, mentre il blu e il verde diventarono i colori delle curve. I posti a sedere divennero così 85 700. La copertura degli spalti fu realizzata con lastre in policarbonato; queste garantivano protezione in caso di pioggia e una naturale illuminazione per il campo da gioco. La parte sovrastante il prato rimase invece a cielo aperto.

Lavori per la costruzione del terzo anello e delle rampe di accesso

Negli ultimi anni le modifiche che hanno interessato il Meazza sono state la sostituzione del manto erboso con un tappeto di fibre naturali e sintetiche e la manutenzione del primo anello rosso.

È stato il palcoscenico di partite calcistiche di fama mondiale, per ultimo la finale di Champions League del 2016 disputata da Atletico Madrid e Real Madrid. Dagli anni ’70 è impiegato anche per i concerti. Durante queste occasioni, il campo da gioco viene ricoperto e viene montato un palco per lo spettacolo. Gli spettatori possono acquistare i biglietti per assistere stando seduti nei vari settori predisposti, oppure possono decidere di godersi il concerto stando nel prato e rimanendo così più vicini al cantante.

Il primo ad esibirsi nel Meazza fu Bob Marley che il 27 giugno 1980 battezzò  lo stadio come tempio dei concerti all’aria aperta. Per questioni logistiche, i concerti vengono organizzati durante la stagione estiva, soprattutto nel mese di giugno, quando l’impianto non viene utilizzato per eventi calcistici. Edoardo Bennato è stato il primo artista italiano ad esibirsi nel tempio del calcio. Mentre la prima donna italiana a cantare a san Siro è stata Laura Pausini nel 2007. Nel novero degli artisti che si sono esibiti al Meazza rientrano Michael Jackson, Madonna, Bruce Springsteen, Vasco Rossi, Ligabue, U2, Jovanotti, Beyoncé…

Bob Marley durante il suo concerto a San Siro

I milanesi, e non solo, sono affezionatissimi a questa realtà e per questo contrari alla proposta avanzata dalle società del Milan e dell’Inter. San Siro ha fama mondiale e per la sua struttura è stato definito dal Timesun’astronave atterrata nella periferia milanese”. Perché allora il capoluogo meneghino dovrebbe privarsi della sua astronave?