Avete mai pensato ad una sfilata di abiti realizzati con materiali di riciclo? La sfilata ‘Rifiuti d’Alta Moda’ con modelle non professioniste (studentesse, impiegate del comune e personale della palestra) è un evento significativo. Con questa idea, Carmela dimostra come la sostenibilità ambientale sia una tematica da trattare anche in modo umile e divertente.

Chi è Carmela? Donna creativa da sempre, con voglia di sperimentare. Ha scritto manuali pubblicati da ‘De Vecchi’, è apparsa in televisione ed è insegnante di manualità creativa in collaborazione con associazioni o enti di vario genere. Nel 2007 la sua prima mostra di opere fatte con materiali di riciclo nel comune di residenza. Non solo mostre o sfilate, anche mercatini durante le feste natalizie, la sagra del paese o altre occasioni importanti. I pezzi messi in vendita sono gioielli e accessori, da lei stessa indossati. Nei video su YouTube, dove Carmela spiega come riesce a creare opere floreali e molto colorate, traspare la sua passione per questo tipo di arte, fuori dalle regole dal momento in cui qualsiasi materiale può essere sfruttato.

La Madre Terra ci chiede da che parte stare: se continuare a distruggere le sue risorse o adoperarci per la riduzione dei rifiuti, per il riciclo dei materiali e per il contenimento dell’uso delle sue risorse.

L’ecosostenibilità ha chiamato in campo le capacità artistiche di Carmela: il materiale ‘rifiutato’ ha alimentato la sua ricerca e creatività. I comuni rifiuti, che ogni giorno accumuliamo in casa, con lei hanno una seconda vita: accessori e abiti, creati per le amiche e poi diventati una collezione intera.

La sua proposta legata ad un vestito nato dal sacco dell’indifferenziata doveva essere sì appagante, ma soprattutto uno spunto per l’autoproduzione. Infatti, i suoi modelli sono a portata anche di chi ha una limitata conoscenza dell’arte sartoriale.

La sfilata doveva essere qualcosa di diverso dagli eventi di questo genere… doveva essere qualcosa di utile!

Questo progetto nasce riunendo sartoria, creatività e sogni nel cassetto dell’artista, rinnovando la collezione ogni anno. Invece delle stoffe, i vestiti sono composti da bottoni inutilizzati, imballaggi vari, flaconi di detersivi e bicchieri da festa. Nella collezione è previsto un vestito da sposa: foulard, tovaglie e centrini delle bomboniere creano qualcosa di unico (con anche l’ombrellino). I restanti abiti sono composti da buste del caffè, teli degli ombrelli e jeans usurati. Le borse e le collane sono realizzate da capsule del caffè, tovaglie usa e getta, cannucce…

Le Istituzioni, gli Stati, gli scienziati, la tecnologia, l’informativa, qualsiasi azione messa in campo legata all’eco sostenibilità, ha un punto di partenza … e questo punto siamo noi, cittadini della Terra. Il mio umile e piccolo contributo, oltre allo stile di vita, è dimostrare che buona parte dei nostri rifiuti possono continuare a vivere con noi sotto altra forma.

Si potrebbe parlare di Alt(r)a Moda scesa in passerella anche alla Fabbrica del Vapore (nel 2017 con presentatore Marco Falaguasta) e non solo nel comune dove risiede Carmela. Con la sua professionalità ha contribuito alla lotta allo spreco, che interessa ognuno di noi, quotidianamente. Come lei, ciascuno dovrebbe trovare e sviluppare un progetto creativo, compatibile alle nostre conoscenze e passioni.


Fonti

Fonte 1 (Intervista a Carmela La Salandra)

Credits

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