L’essere umano è notoriamente l’organismo vivente più complesso: famosa è la credenza dello sfruttamento del 10% del cervello secondo cui le capacità intellettuali delle persone non sarebbero sfruttate appieno. In relazione a ciò, infatti, gran parte del cervello umano non sarebbe sfruttata e, se lo fosse, consentirebbe all’individuo di godere di capacità straordinarie. Dunque le funzioni del nostro cervello appaiono ancora ignote, come, del resto, lo sono molte delle nostre fobie, alcune veramente strane. Il termine deriva dal greco, phóbos, e significa paura, panico irrazionale, proprio a voler sottolineare come queste appaiano spesso come totalmente immotivate.

Sono molte le persone che soffrono di questo comportamento studiato dalla psicologia e dalla psichiatria: si passa dalla comune fobia degli insetti, la nota aracnofobia, alla più recente nomofobia, ossia la paura incontrollata di rimanere sconnessi dalla rete di telefonia mobile. Di seguito alcune delle fobie più strane e particolari. Ad esempio, la hipopotomonstrosesquipedaliofobia (o, più semplicemente, sesquipedaliofobia), che, in nomen omen, rappresenta la paura delle parole lunghe. Molte volte la detta fobia è collegata alla timidezza e alla paura di rendersi ridicoli o alla deipnofobia, ossia la paura delle cene e delle conversazioni al momento della cena.

Ci sono poi  persone che soffrono di hexakosioihexekkontahexafobia, le quali provano una paura irrazionale nei confronti del numero 666 (tre cifre che rievocano il Demonio e tutto ciò che è ad esso collegato). L’origine di questa fobia, infatti è legata a Satana e, pertanto, si palesa più frequentemente nelle persone che sono cresciute in ambienti fortemente cattolici.
La xantofobia invece è la paura creata dalla visione di tutto ciò che è colorato di giallo (ad esempio il sole o i girasoli): sembra infatti che questo colore crei, nelle persone affette di xantofobia, una forte sensazione di ansia e irrequietudine.
Le persone che soffrono di turofobia non potranno mai gustare una fetta di formaggio in quanto fortemente traumatizzati soltanto alla vista o a sentirne l’odore. Psicologi ed esperti hanno teorizzato che, con buona probabilità, questa fobia sia collegata ad alcune esperienze traumatiche vissute da queste persone in età infantile.

La chrometofobia invece, incredibile a dirsi, consiste nel provare angoscia e ansia nei confronti del denaro. Queste persone possono ben essere scambiate per tirchie ma, in realtà, sono affette da una vera e propria fobia, forse determinata anch’essa dal potere che la moneta ha di corrompere le persone, oppure da traumi causati dalla medesima. Quest’ultima non va però confusa dalla misofobia, cioè la paura di sporcarsi toccando le banconote che, è risaputo, passano di continuo di mano in mano.

Molto simile all’insonnia è la somnifobia: per chi ne è affetto risulta molto difficile addormentarsi, per via dell’agitazione che, irrazionalmente, colpisce la persona prima di andare a letto, terrorizzata di perdere coscienza dormendo. Tale fobia può essere dipesa dal terrore di avere incubi oppure da traumi passati riconducibili al sonno leggero e tormentato.
Comune è poi la paura nei confronti dei pagliacci, detta coulrofobia. Quest’ultima si distingue non tanto per la particolarità ma, soprattutto, per la sua origine: gli studiosi hanno analizzato il meccanismo alla base della fobia, che consiste nell’impossibilità di riconosce le espressioni facciali del pagliaccio in quanto, coperto da pesante trucco e cerone, nasconde al proprio interlocutore le sue reali intenzioni.

Tra le fobie più strane possiamo sicuramente annoverare l’ombrofobia, cioè il timore di bagnarsi sotto la pioggia. Gli ombrofobici possono arrivare persino ad utilizzare in maniera ossessiva oggetti quali ombrelli, impermeabili e stivali.
Esiste  anche l’omfalofobia, la paura dell’ombelico. Essa rappresenta il timore di vedere o toccare il proprio ombelico o quello degli altri, generando, così veri e propri problemi legati alla pulizia o all’intimità di coppia. Queste persone possono essere colpiti da attacchi di nausea, vertigini, vomito, accompagnati da un senso di totale impotenza.

Chiudiamo la rassegna con altre paure assurde: l’hilofobia, che si riferisce alla paura di tutto ciò che è vegetale tipo arbusti, alberi e foreste. Forse la causa di detta fobia è riconducibile agli ambienti fiabeschi di foreste incantate, in cui l’eroe delle narrazioni poteva imbattersi in streghe, nani, folletti e altre creature magiche, a volte spaventose. La triscaidecafobia, che è molto “matematica” in quanto colpisce tutte quelle persone spaventate dal numero 13. La sua declinazione, applicata alla superstizione, è invece, la fobia del giorno venerdì 13, detta parascevedecatriafobia.
Infine la più curiosa: alcune persone sono affette da papafobia, ossia dalla paura del Santo Padre a capo della Chiesa Vaticana. Più in senso ampio, il papafobo è angosciato da tutto ciò che è sacro e religioso.