Chi di noi può negare di non aver sognato almeno una volta di vivere all’interno di una serie tv o di un cartone animato per poter passare del tempo con i propri personaggi preferiti, innamorarsi e vivere avventure, ma soprattutto poter scappare dalla propria realtà? Ecco tutto ciò per ora resta ancora impossibile, ma grazie alla divisione Ikea degli Emirati Arabi, forse ci si può sentire un po’ più vicina a quelle storie e a quei mondi. La geniale illuminazione è stata quella di riprodurre i salotti di tre icone tv utilizzando i propri mobili, mostrando con praticità come poter costruire il proprio salotto del cuore.

Direttamente dal 1989 non potevano che ricreare uno dei salotti più famosi del mondo, che ha fatto compagnia a milioni di ragazzini e che continua a farlo, ovvero quello della famiglia Simpson. L’insostituibile divano arancione, il tappetto ovale multicolore, il comodino viola, la lampada vecchio stile e il quadro rigorosamente storto con la barchetta, non potevano mancare nello Store Ikea. Con pochi mobili, ci si proietta immediatamente nelle eterogenee sigle e nelle assurde vicende di Homer, Marge, Lisa, Barth e la piccola Maggy, soprattutto per chi ha una famiglia numerosa ed eclettica come la loro.

Restiamo sempre negli anni ’90 con una delle serie cult di fine secolo. New York, due appartamenti e come diceva Max Pezzali (per restare in tema nostalgia) “stesso posto, stesso bar“, per accogliere tutti i protagonisti di Friends. In questo caso i salotti erano effettivamente più di uno, gli addetti Ikea hanno scelto però non il tipico divano del Central Perk o il confusionario e ben poco delineato appartamento di Chendler e Joey, ma ovviamente l’accogliente e ordinatissimo salotto di Rachel e Monica. Certo in questo caso i mobili da usare sembrano infiniti, ovvero abbinando un Extorp, una Fejka, un Marit e un Lack, ma durante il trasporto si può sempre fare una pausa sul nuovo divano davanti a una rinfrescante fontana. Dopo il minuzioso lavoro per porre ogni particolare proprio come nella serie tv sarete pronti per chiamare i vostri amici e discorrere del più e del meno, tra un aneddoto divertente, un’offerta importante e uno scoop amoroso.

Facciamo un salto avanti, con uno delle serie più amate e famose del colosso Netflix, anche se la sua ambientazione è totalmente anni Ottanta. Con il salotto di Stranger Things entriamo nel mondo del sovrannaturale. L’occorrente? Le poltrone Ikea, le giuste librerie e un sacco di lucine di Natale, a quel punto parlare con il sottosopra sarà un gioco da ragazzi. A ricreare il set della casa di Will e Joyce Brayes ci aveva già pensato la stessa piattaforma per promuovere la seconda stagione della serie, organizzando eventi speciali in diverse città del mondo, tra cui Milano per poter assistere tutti insieme ai nuovi episodi, con tanto di bicicletta da pedalare. Ora all’alba della terza e forse ultima stagione il pubblico può tranquillamente ricrearlo da solo e sperare di avere anch’esso degli amici unici e fedeli come Mike, Dustin e Lucas

Per quanto ricreare un set di un film possa sembrare semplice, in realtà, questa brillante mossa di marketing ha richiesto mesi di lavoro e un team di addetti Ikea per analizzare, articolo dopo articolo, e selezionare i migliori.

“Il team IKEA ha lavorato a stretto contatto con i creativi per mesi. Hanno esaminato centinaia di articoli per trovare quelli perfetti per poter ricreare queste stanze iconiche. È stato un grande sforzo di collaborazione che ha portato a un risultato sorprendente. Un vero esempio di ciò che Ikea rappresenta: un luogo dove tutti possono portare in vita qualsiasi idea abbiano”.

I professionisti coinvolti in questo progetto hanno senz’altro saputo leggere nelle menti dei propri consumatori i loro desideri, superando la mera pratica del merchandising, ovvero realizzare cuscini o altri oggetti per la casa delle serie tv più popolari, e costruendo direttamente gli scenari prediletti di quest’ultime. Tutto ciò che rimane da fare è recarsi da Ikea con la lista dei prodotti ben presentati nelle pubblicità e acquistare il tutto.