Per i fan dei R.E.M., ci sono due notizie: una buona e una cattiva. Quella cattiva è che Michael Stipe risponde un “no” secco alla domanda se i R.E.M. torneranno mai sul palco insieme (ma forse i loro ascoltatori se lo aspettavano già). Quella buona è che il vecchio frontman della band ha in serbo ben altro per il proprio pubblico: un nuovo album da solista. Oltre che un nuovo album fotografico. Ma andiamo con ordine.

In una recente intervista per «Robinson», il cantante ha parlato a lungo del suo vero impegno degli ultimi anni, la fotografia, una passione che lo accompagna da sempre.

Il mio vero lavoro, al momento, è questo. Ho scattato foto per tutta la vita. Saranno centinaia di migliaia, non esagero. Per me rappresentano il panorama emotivo e visivo di quest’epoca di transizione e caos: il libro che sta per uscire credo sia la cosa migliore che abbia fatto finora. Dalla musica ho imparato che, per spiegare tutto, un artista tende a sminuire ciò che fa. Ho sempre combattuto per tradurre in parole, in canzoni, le immagini che avevo in testa. Le foto sono più dirette, contengono già delle risposte, non vanno descritte.

Quindi Stipe non vede assolutamente la fotografia come un ripiego dopo lo scioglimento dei R.E.M., avvenuto nel 2011, bensì come l’attività principale. Il libro che vedrà la luce, del resto, è il secondo volume del quale il cantante si è occupato. Our Interference Times: a visual record, edito da Damiani e disponibile da luglio, vede la selezione degli scatti a opera dello scrittore Douglas Coupland.

Ma, appunto come si diceva, probabilmente la notizia più apprezzata dai fan sarà proprio quella dell’annuncio di inediti da solista. Del resto, forse qualcuno lo aveva già immaginato: lo scorso 2 maggio Stipe aveva cantato a New York – a un concerto dell’amica Patti Smith – tre nuove canzoni. A detta dello stesso cantante, dopo cinque anni di totale privazione dalla musica, sembra che l’ispirazione sia nata da sé, in modo totalmente spontaneo. Diciotto sono già le tracce registrate.

Il cantante e fotografo ci tiene però a sottolineare come la fotografia al momento rimanga comunque il suo impegno primario, probabilmente anche per l’uscita del secondo libro fotografico. Sembra quasi dare a intendere di non volere troppe pressioni.

Quindi, cari fan, niente insistenze. Solo attesa silenziosa e trepida. Non rimane che la “consolazione” delle fatiche fotografiche. E del resto, non bisogna avere il minimo dubbio riguardo al fatto che un vero artista sia in grado di commuovere sotto qualsiasi forma e sicuramente non attraverso un unico mezzo, quello musicale.

FONTI

Robinson – La Repubblica, n. 133, Sabato 22 giugno 2019