La FL Gallery, conosciuta come ‘Galleria Federico Luger’ e fondata dall’omonimo artista venezuelano nel 2005, espone al pubblico milanese straordinarie tendenze d’arte contemporanea. Si propone, allo stesso tempo, di diventare una vera istituzione culturale per artisti, galleristi o anche semplici appassionati. Insieme alla più conosciuta e longeva Galleria Pack, dal 2015 dà vita a Spazio 22, un nuovo centro espositivo non lontano da Porta Romana.

Giampaolo Abbondio, titolare della Galleria Pack, afferma, riferendosi al collega:

La collaborazione nasce da una frequentazione di lunga data e da una reciproca stima, negli anni siamo anche stati uno collezionista dell’altro. Abbiamo già fatto fiere e altri progetti in condivisione, come la partecipazione di ‘Maria Magdalena Campos Pons’ al Padiglione di Cuba nel 2013, che abbiamo coprodotto”.

Come in un matrimonio”, continua Abbondio, “bisogna rinunciare a un po’ di sé per accogliere l’altro; ci siamo accorti che farlo tra di noi sarebbe stato più facile, per i tanti punti di contatto”.

‘Lichtballet 2’ – Pedro Barbeito

Proprio in questi spazi milanesi, in Viale Sabotino 22, è possibile visitare, fino al prossimo 4 settembre, una piccola mostra intitolata “Perpex: American Shift”. Allestita in modo informale in una piccola saletta, si presenta per la prima volta al pubblico grazie al suo curatore Franklin Evans, pittore e artista installativo, nato a Reno, in Nevada, cinquantadue anni fa.

Per opera di dodici artisti americani – Amanda Church, Anthony Iacono, Brian Alfred, David Humphrey, Elliott Green, Eric Wolf, Ezra Johnson, Jackie Gendel, John Dilg, Kate Gilmore, Matthew F Fisher e Pedro Barbeito – la mostra riflette principalmente sul ruolo dei mutamenti e delle evoluzioni culturali e socio-politiche mondiali, vissute in particolar modo negli ultimi anni.

A tal proposito afferma Evans:

Negli ultimi vent’anni ho scoperto ed esplorato il lavoro di questi artisti. Tutti lavorano negli Stati Uniti, da New York allo stato dell’Iowa, fino a Los Angeles e nel realizzare le loro opere tengono conto della specificità geografica che li caratterizza. Alcuni lavori sembrano rallentare coscientemente la nostra esperienza, permettendoci di vedere oltre, lentamente e in pieno assorbimento. Alcune opere incorporano finestre in finestre, immagini in immagini, spazi chiari ma ricchi di ambiguità. […] Altre opere invece utilizzano filtri di distanza contemporanea. L’immagine, ripulita dai pixel, viene letta attraverso schermi e social media e un senso di prossimità globale digitale viene performato nei social media che l’immagine lascia trasparire”.

Gli artisti, pur mantenendo un proprio stile esclusivo, operano su diversi livelli con piena consapevolezza del mondo attuale e dei suoi continui cambiamenti. Se da un lato, quindi, perseverano nel continuare ad essere fermi su precise usanze; dall’altro sono del tutto consci che l’arte non rimane affatto indifferente di fronte all’evoluzione. L’arte deve trasmettere al pubblico un messaggio preciso, che riesca ad essere percepito in modo semplice. Il pubblico, d’altro canto, è pervaso da queste dinamiche quotidiane e d’improvviso viene posto di fronte alla realtà. Questa, inizialmente poco comprensibile, negli ultimi tempi è riuscita a farsi spazio grazie proprio all’utilizzo di questi mezzi potentissimi, quali l’arte ad esempio, in grado di avere un riscontro da parte di molte persone.

‘Objects With Blue Straw’ – Ezra Johnson

Un esempio di opera qui presente è “Objects With Blue Straw” di Ezra Johnson, realizzata nel 2018. In questo quadro rettangolare, eseguito con la tecnica dell’olio su tela, vengono rappresentati diversi oggetti d’uso quotidiano appoggiati su un tavolo, principalmente contenitori per bibite, quali lattine, bottiglie di plastica e bicchieri. Ciò che spicca è la semplicità della composizione e la chiarezza degli oggetti presentati, dipinti come se fossero visti dall’alto.

La mostra, come accennato prima, viene presentata all’interno di una saletta informale, arredata con qualche vecchio mobilio e un paio di divani in pelle nera. Qui, addirittura, si svolgono giornalmente riunioni ed incontri lavorativi. Questo permette di abbattere le barriere tra visitatore ed opera d’arte, spesso reputata come una realtà inaccessibile.

Inoltre tutte le creazioni sono in vendita e ciò consente l’avvicinamento, ancora una volta, da parte della gente comune a realtà all’apparenza molto lontane. Chiunque, quindi, con un’elevata responsabilità, può acquistare questi capolavori. Si parla di responsabilità perché l’acquisto di tali opere comporta il divenire un vero testimone di un’arte e di un messaggio, ultimamente sempre più scontato.

La mostra, inaugurata mercoledì 5 giugno, sarà visitabile fino al 4 settembre 2019, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 14 alle 19. Inoltre, sarà possibile visitarla il sabato previo appuntamento, concordato direttamente con la galleria.


 

FONTI

Federico Luger (FL GALLERY)

Cortigiani Magazine

Visita della mostra da parte dell’autrice

CREDITS

Copertina – Foto dell’autrice

Immagine 1 – Foto dell’autrice

Immagine 2 – Foto dell’autrice