Qualche sera fa, noi de Lo Sbuffo siamo stati ospiti del Laboratorio Formentini di Milano, in occasione della proclamazione dei vincitori della quarta edizione del Premio Opera Prima. Ideato da Benedetta Centovalli e volto a premiare i migliori esordi della narrativa italiana, il Premio è stato assegnato nelle annate precedenti a Roberto Camurri (2018), Walter Comoglio (2017) e Gesuino Némus (2016).

Nonostante il suo essere così giovane, il Premio Pop è già riuscito a imporsi tra i più importanti del panorama letterario italiano, non solo perché promosso da Fondazione Mondadori, Università Statale di Milano e AIE, ma anche perché permette ai giovani studenti del Master in editoria di partecipare attivamente alla selezione dei testi finalisti. Sono infatti i loro voti, che sommati a quelli della direzione e degli ex studenti del Master, di otto librai indipendenti e del coordinamento del Premio, decretano il vincitore.

La cinquina finalista di quest’anno – indubbiamente tra le più meritevoli delle quattro edizioni, come ripetuto più volte durante la serata da Centovalli – ha visto scontrarsi il romanzo storiografico Hamburg di Marco Lupo (Il Saggiatore), il surreale Lux di Eleonora Marangoni (Neri Pozza), l’ironico Benevolenza Cosmica di Fabio Bacà (Adelphi), il divulgativo Il libro dei vulcani d’Islanda di Leonardo Piccione (Iperborea) e il viscerale Il giorno della nutria di Andrea Zandomeneghi (Tunué).

Dopo alcune clip riassuntive e gli interventi degli autori e degli editori in gara, la serata si è conclusa con la proclamazione dei vincitori. Il Premio Pop 2019 è stato assegnato a Eleonora Marangoni per il suo Lux, già nella dozzina dello Strega e ancora prima vincitore del Premio Neri Pozza. La menzione speciale per la cura editoriale è stata conferita invece a Leonardo Piccione, che con il suo Libro dei vulcani d’Islanda. Storie di uomini, fuoco e caducità è diventato il primo autore italiano nel catalogo della casa editrice Iperborea.

A fine serata, dopo le foto e i ringraziamenti di rito, un aperitivo nel giardino del laboratorio ha permesso ai diversi mondi che popolano l’editoria di incontrarsi e dialogare. Autori, editori, studenti, addetti ai lavori, giornalisti e blogger hanno brindato al futuro della letteratura del nostro paese.

 


FONTI
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