Pad è la parola inglese per indicare l’assorbente: Pad man, quindi, L’uomo degli assorbenti, è un vero e proprio ossimoro. Non c’è da stupirsi quindi se la storia di Arunachalam Murugananthamha ha dell’incredibile, soprattutto perché accaduta in un paese come l’India. In India infatti il tema delle mestruazioni è ancora un tabù che suscita vergogna e implica silenzio.

In Italia le mestruazioni possono essere chiamate in diversi modi: ciclo, avere le proprie cose, il flusso, ci sono quindi mille modi in cui le ragazze ne parlano tra amiche, con le madri, tra colleghe; ancora, però, possono esserci uomini che si vergognano ad andare a comprare degli assorbenti da soli in farmacia. La situazione indiana è comunque molto diversa e limitante: in molte aree rurali, le mestruazioni non vengono pronunciate con il loro nome, come se fossero una malattia poco conosciuta e temuta che colpisce le donne periodicamente, una sorta di maledizione. Le superstizioni con il tempo hanno modellato facilmente anche le tradizioni e molte donne in quei “5 giorni” sono costrette a vivere in uno spazio adiacente alla propria abitazione perché ritenute impure. Tutto ciò ha soprattutto ripercussioni pericolose sulla salute delle donne indiane, le quali sono costrette ad utilizzare stracci e pezzi di stoffa scarsamente igienizzati, anziché assorbenti sterilizzati e monouso: proprio come accadeva in passato anche nei paesi occidentali, fino alla seconda guerra mondiale. In questo modo le donne si espongono al rischio di malattie infettive, riproduttive, e mortali. A questo punto ci si potrebbe chiedere: come mai queste donne non vanno al supermercato o in farmacia e comprano pacchetti di assorbenti? Un gesto che per le donne occidentali è tanto quotidiano da essere diventato quasi banale.

Comprare gli assorbenti in India ha il suo prezzo

Il motivo è semplice: il costo molto alto degli assorbenti. Su una popolazione femminile in India di circa 300 milioni, meno del 20% delle donne può permettersi di usarli. Ciò significa che il rimanente 80% delle donne indiane rischia mensilmente di ammalarsi. I medici a stento ne parlano, non vi è formazione né informazione, ad eccezione delle (poche) ragazze e donne della classe medio-alta e di città. Le donne indiane delle aree più povere e contadine, con la complicità dei mariti e del resto della famiglia, che si disinteressa quando si tratta di “cose da donne”, non possono permettersi di spendere 55 rupie al mese per beni non ritenuti necessari. 55 rupie equivalgono a circa 0.71 Euro, cifra che per molte famiglie indiane è considerata esorbitante se paragonata alle condizioni di vita e salariali del paese.

“Costano come gioielli”.

Pad man in un film

Su Netflix è disponibile il film Bollywoodiano Pad man del 2018, in lingua originale hindu, ispirato proprio alla storia vera del signor Arunachalam Muruganantham e della sua invenzione.

L’uomo ha infatti raccontato che l’idea è nata dopo che ha visto sua moglie, mentre stendeva, nascondere sotto il sari alcuni stracci sporchi di sangue ogni mese per un paio di giorni. Stracci che come dice nel film non userebbe neanche per pulirci la bicicletta. Da qui la volontà di fare qualcosa per aiutare la moglie e le sorelle, per prevenire possibili malattie e infezioni. E così, nonostante gli ostacoli economici, culturali e sociali e con un budget di – solamente – 90.000 rupie, l’uomo ha creato una macchina che produce assorbenti che vengono poi venduti a 2 rupie alle donne e alle ragazze dei villaggi più poveri, invece che 55 rupie, il prezzo dei negozi e delle farmacie. Le donne così possono permettersi di acquistarli e sono molto più protette igienicamente.

Un uomo apparentemente semplice, ma con la maestria di un ingegnere, è diventato così un esempio di sviluppatore sociale, tanto da riuscire a ottenere il brevetto per la sua macchina e una serie di premi, rompendo quel tabù che mette in pericolo ogni mese la salute di milioni di ragazze e donne indiane, tutelandone così il diritto alla salute, che non dovrebbe mai essere pagato a caro prezzo. Il signor Muruganantham non ha mai voluto vendere l’idea alle grandi aziende, rinunciando così a ingenti somme di potenziale denaro. Secondo l’uomo la macchina deve rimanere a disposizione di coloro che veramente ne hanno bisogno: le donne povere dell’India. Ciò ha permesso inoltre alle donne di ottenere del micro credito e alcune sono diventate piccole imprenditrici, in un settore della vita che è considerato un affare prettamente femminile, comprando a loro volta la macchina brevettata da Pad man e riuscendo a ripagare il prestito alle banche tramite il ricavato della vendita degli assorbenti. Un modo di fare empowerment economico femminile  e di creare lavoro e uguaglianza, in un paese come l’India, in cui il loro ruolo è ancora in gran parte relegato all’ambito familiare.

Ma il vero merito dell’invenzione è stata la sua portata sociale rivoluzionaria: ha infatti spianato la strada verso una graduale apertura mentale nel paese, fatta di maggior consapevolezza e prevenzione, per assicurare un miglioramento della vita delle donne. Per questo motivo il Time nel 2014 ha inserito l’attivista tra i 100 uomini più influenti del mondo. Quando un semplice assorbente può fare la differenza.