28 maggio 1819-28 maggio 2019
Duecento anni fa Giacomo Leopardi compose L’infinito, oggi una delle poesie più celebri della letteratura italiana, che gli ha garantito la fama anche oltre i confini nazionali.

L’idea di indefinitezza (contenuta già nel titolo) che caratterizza il componimento è trasmessa attraverso quindici endecasillabi sciolti che descrivono una dimensione spazio-temporale dai confini non delineabili. All’interno di essa, lo stato d’animo turbato del poeta può fondersi con l’ambiente circostante, in una sintonia consolatoria. Questa “quiete” ritrovata è perfettamente resa sul piano fonico da un’attenta selezione, che privilegia suoni lunghi e dolci, con un uso frequente di enjambement.

Del componimento esistono oggi due manoscritti: uno conservato a Napoli e uno a Visso (Macerata) che, in seguito al sisma che ha colpito l’area, è stato spostato nuovamente a Recanati.

La casa recanatase di Leopardi è oggi sede del museo a lui dedicato: se ne possono visitare le stanze (in particolare la biblioteca ricchissima) e, affacciandosi dalla finestra, ammirare la piazza ribattezzata in onore dell’omonimo componimento “Piazzuola del sabato del villaggio”. Passeggiando tra le stradine che compongono il borgo fino a raggiungere il Monte Tabor (meglio noto come Colle dell’infinito), sembra quasi di poter vedere l’autore intento a scrivere questo componimento. Una targa sul muretto ci ricorda il primo verso: «sempre caro mi fu quest’ermo colle».

A duecento anni dalla sua definitiva stesura, il manoscritto dell’Infinito è stato esposto al pubblico alla Villa Collaredo Mels di Recanati dal 9 gennaio fino al 19 maggio. Per celebrare questa giornata in particolare, Olimpia Leopardi (pronipote di Giacomo) ha lanciato un’iniziativa che è stata promossa dal MIUR e sostenuta da Casa Leopardi: un flashmob che coinvolgesse gli studenti italiani.

All’iniziativa hanno aderito studenti di scuole diverse d’Italia (e anche il ministro dell’istruzione Marco Bussetti), di cui circa 3000 si sono ritrovati nella Piazzuola del sabato del villaggio di Recanati. Gli studenti che hanno aderito hanno recitato il componimento all’interno delle scuole, nelle piazze, nelle biblioteche. I video raccolti  sono stati trasmessi alle 11.30 del 28 maggio a Recanati, creando così una sorta di connessione ideale con il centro organizzativo recanatese.

L’iniziativa, però, non ha coinvolto solo studenti italiani: è stata accolta anche da due scuole straniere di italianistica, una cinese e una finlandese. Inoltre, per coinvolgere chi non ha partecipato, un programma sul canale RaiPlay ha trasmesso in diretta le immagini dalla piazza di Recanati e sui social è comparso l’hashtag #200infinito sotto foto e video pubblicati dagli studenti.

Olimpia Leopardi ha spiegato che l’idea è nata dalla volontà di «avvicinare i giovani a quel meraviglioso strumento di dialogo con se stessi e con i sentimenti che è la poesia».

Senza alcun dubbio, il progetto ha raggiunto il suo scopo. Ha rinnovato nei giovani l’interesse per la poesia, un ambito della letteratura che spesso è considerato di difficile comprensione e per questo non sempre apprezzato fino in fondo; ha saputo anche dimostrare che i testi leopardiani possiedono un valore universale, che travalica i confini geografici e temporali, facendo di questo testo un capolavoro letterario che non cesserà mai di trasmettere qualcosa ai propri lettori.

 


FONTI

Radio2