La storia del Punk è molto complessa, la sua grande estensione ha permesso a questo genere di andare ad influenzare numerose forme d’arte e aspetti culturali. Dalla musica alla letteratura, dalle arti visive alla moda, passando per i fumetti. Ed è proprio un fumetto orientale, un manga, ad aver abbracciato calorosamente questo stile. Ma prima, un po’ di storia.

 

La musica Punk cominciò ad emergere nei primi anni Settanta nella East Coast degli Stati Uniti, in particolare a New York. La corrente però non era ancora conosciuta come Punk, poiché il termine nacque solamente qualche anno dopo, grazie al contributo di diverse fanzine. Seppure non nato direttamente nel Regno Unito, fu proprio questo il paese dove le radici della sottocultura e del genere musicale ad essa annessi, assieme di conseguenza al look e alle ideologie vere e proprie, crebbero. Il Punk per come lo conosciamo oggi, in particolare, nasce e cresce grazie al contributo fondamentale di un manager, Malcom McLaren. Questo, dopo essere stato manager dei New York Dolls nei primi anni Settanta in USA, tornò in patria aprendo un negozio di abbigliamento con sua moglie. Una donna amante della provocazione, con un’idea di stile tutta sua e inedita, forse avrete già capito di chi stiamo parlando. Vivienne Westwood e il negozio dal nome “SEX” proponeva articoli particolari, alternativi, abiti strappati, rattoppati con spille da balia, utilizzate anche come orecchini. Il nome del negozio cambiò nel corso del tempo, rispecchiando di volta in volta lo stile prediletto dalla Westwood. Dal 1971 al 1975 il negozio si chiamava Let it rock, fino a diventare SEX solo nel 1975. Ed è proprio nel 1975 che McLaren decise di raggruppare alcuni ragazzi tra i commessi e gli habitué del negozio per fondare un gruppo musicale. Così, nacquero i Sex Pistols, una delle band più controverse e amate della scena musicale, dagli anni Settanta ad oggi.

Non è necessaria una presentazione troppo approfondita, chiunque ha sentito parlare di Johnny Rotten, Paul Cook e Sid Vicious. Da God Save the Queen, passando per hit immortali del Punk come Anarchy in the UK, la loro musica ha lasciato il segno, così come la loro vita. Sid Vicious, nato John Simon Ritchie, è stato protagonista di una tragica storia d’amore. Sid e Nancy, in pochi non ne hanno sentito parlare: nonostante i tentativi di Lydon (Johnny Rotten ndr.) di tenere l’amico e bassista lontano da Nancy, nota eroinomane, i due si innamorarono e  Vicious iniziò a fare uso di eroina. Dopo la morte di Nancy, il cupo destino non ha risparmiato nemmeno il musicista. Tra moda, musica, sottocultura e sregolatezze, il Punk e i Sex Pistols non hanno fallito nel diventare immortali.

Molti e vari sono stati gli omaggi, ma oggi ci focalizzeremo su un manga, ad oggi, 2019, non ancora terminato che non smette di far innamorare. Nana è la storia di due ragazze, diametralmente opposte, che si incontrano per puro caso nella grande capitale giapponese, Tokyo. Finiscono per condividere l’appartamento, ma non solo. Le loro vite rimarranno per sempre intrecciate, che lo vogliano o meno. Una trama apparentemente nella norma, che nasconde delle citazioni non trascurabili.

Il primo personaggio che salta all’occhio, a scapito delle due protagoniste, è sicuramente Ren Honjo. Suona il basso, vestito di pelle, come un vero punk, una catena chiusa da un lucchetto con una R attorno al collo. Il personaggio è stato apertamente ispirato dalla figura di Sid Vicious. Passando alla sua fidanzata, Nana Osaki, non si può non notare una cosa: non c’è una vignetta o un fotogramma, in cui non siano presenti creazioni di Vivienne Westwood. Collane e orecchini hanno l’onnipresente orb. Il simbolo, utilizzato dalla stilista, è ispirato al “Sovereigns Orb” uno dei gioielli della corona inglese, creato per l’incoronazione di Re Carlo II. La stilista non ha mai smesso di utilizzarlo, ad oggi è il simbolo con cui il marchio è presente nelle menti di tutto il mondo. Borse, abiti, completi, accessori, in ogni parte di ogni collezione, nel corso degli anni, la strana sfera che tanto ricorda Saturno, è rimasta il punto centrale del brand.

Dalle collane fino agli accendini, dagli orecchini fino alle spille, l’orb diventa nel manga un vero e proprio marchio di fabbrica della protagonista, caratterizzando persino le due band rivali, i Black Stones e i Trapnest. Senza fermarsi agli accessori, l’ideatrice e mangaka Ai Yazawa, prende liberamente ispirazione anche dagli abiti: non solo completi in tartan, ma anche quello che ormai è un vero e proprio simbolo per tutti gli amanti del fumetto. La red heart jacket fa, infatti, la sua comparsa fin dalle primissime pagine, ricordandoci come la Westwood sia in grado di creare abiti provocatori, accessori al limite del buonsenso (e forse del buongusto, in alcuni casi), fino ad arrivare a livelli di classe ed eleganza, decisamente contrastanti. La dolcezza del capo, una giacca appartenente alla collezione Red label in velluto, dal taglio a doppiopetto, accentua la vita dell’indossatrice e ci riporta ad una delicatezza lontana dall’immaginario punk, grazie al cuore che si forma sul petto, chiudendola.

Un altro pezzo ammirato in tutto il mondo della stilista inglese, tuttavia, verrebbe notato da qualsiasi appassionato di moda. In mostra a Milano dal 12 Marzo al 14 aprile 2019, la scarpa Rocking Horse è una presenza costante ai piedi dei protagonisti. Presentata durante la sfilata Mini Crini del 1985, grazie a questa bizzarra calzatura dal gusto orientale, Vivienne Westwood voleva ottenere una posa particolare, donando altezza e permettendo il movimento il più possibile, nacque così la famosa calzatura, ancora oggi in vendita al modico prezzo di 545€. Tra le pagine del manga appaiono anche delle borse, tra cui la famosa Ebury Bag e un anello, dal quale la protagonista è inseparabile. Ancora reperibile tra gli scaffali dei negozi, l’armour ring, dona quel tocco di aggressività a chi lo indossa. Corazzando le dita dei coraggiosi che lo acquistano, è il fedele compagno di avventura di moltissimi appassionati della storia, nonché della protagonista.

L’impatto che il fumetto ha avuto non è da poco. Secondo una recente ricerca della Tokyo AnimationandGame è il manga più amato dalla comunità omosessuale. Il 35% dell’utenza è infatti rappresentato da ragazzi omosessuali tra i 18 e i 30 anni. Il 55% da ragazze tra i 10 e i 22 anni. Il restante 10% da donne incinte, e/o single. Un’enorme comunità di appassionati, che continua a crescere: Panini comics, ha infatti di recente annunciato una nuova ristampa italiana per la creazione della Yazawa. Non è da escludere quindi,  che moltissimi giovani entreranno in contatto con il brand di moda proprio grazie al fumetto, portando ancora più fama a Vivienne Westwood, e al Punk stesso.