L’accessorio iconico della femminilità ha una storia talmente tanto lunga che le è stato dedicato un museo ad Amsterdam. Nel corso degli anni si è affermata, trasformata e facendosi notare anche per gli eccessi. Alla base del suo successo versatilità e creatività.

Una prima idea di borsa si sviluppa tra gli uomini primitivi, che dovendo portare con sé gli attrezzi, diedero vita ad un prototipo di borsa, fatta da pelle di animali. Ma anche su papiri, affreschi o bassorilievi delle civiltà successive si trovano raffigurate donne con in mano oggetti simili a borse. Nel medioevo si amplia la scelta: vengono inventate la borsa-cinta, a tracolla e quella a mano. L’apice della creazione di borse avviene in Giappone, con custodie simili a cestini, e nella Francia dell’700, dove la decorazione del ‘réticule’ esprimeva l’estrazione sociale. Infatti, nell’800 le dame borghesi usavano la pochette come simbolo di emancipazione. La prima griffe a specializzarsi in questo prodotto fu Louis Vuitton.

La definizione – da Treccani – attesta la sua origine così antica: dal greco ‘pelle’, come il primo materiale utilizzato per fabbricare borse. Si trattava di un sacchetto di pelle o di stoffa per avere sempre con sé il necessario. Ora è diventato un elemento alla base del guardaroba femminile. Le differenti definizioni, raggruppate sotto questa voce, attestano come la borsa non sia legata solo ad una questione di utilità, ma bensì copra numerosi settori con varie forme e aspetti.

Le caratteristiche generali di una borsa possono essere riassunte parlando dell’uso: puro accessorio o sostegno per trasportare e conservare. Il materiale può essere più o meno rigido: dal cuoio alla carta, dal tessuto alla plastica. Per quanto riguarda i manici, non è necessario averceli: oggi spopolano le clutch o per comodità le tracolle. La borsa va chiusa per sicurezza e ci si affida o a chiusure a lampo, bottoni o piegature.

Dalle testimonianze sembrerebbe che il primo modello di borsa fosse simile ad un marsupio, oggi tornato di moda. O ancora, i primi prototipi avevano la forma di secchiello. Anche questa idea viene ripresa oggi con diverse varianti: secchielli di pelle, di tessuto o ancora reticolati, che quindi portano a combinazioni tra fodere e contenitori. Questo tipo di borsa nasce addirittura negli anni ’30 e ha suscitato subito scalpore per la sua forma insolita, che dà un tocco in più anche all’outfit più classico. Vasta la scelta non solo per materiali e fantasie, ma anche per la chiusura o la tracolla. Questa può essere esterna o integrata alla chiusura, per rendere l’accessorio più sicuro.

Un altro grande classico è il bauletto: da portare a mano o a tracolla, offre spazio adatto per portare con sé tutto il necessario (trucchi, documenti e portafoglio, anche di grandi dimensioni). Qui la scelta ricade sulle forme: un semplice rettangolo, con triangoli sporgenti o angoli arrotondati. Anche la chiusura può mettere in crisi all’acquisto: lucchetti, zip, lacci o logo.

Abbiamo accennato prima alla clutch: ovviamente questo modello non è del tutto versatile. Più adatto per le uscite serali o per le cerimonie, per le sue dimensioni ridotte e per il fatto di doverla tenere a mano o sotto braccio. Qui la scelta è vasta per la forma e la fantasia: un rettangolo alla base del successo, arricchito dalla decorazione. Il must è il modello a busta, ma ci sono anche quelle che ricordano i porta monete delle nonne, con la chiusura ‘clic-clac’. Spesso, per essere più pratiche, queste borse presentano un manico laterale o una rientranza sul retro dove inserire la mano.

La categoria più vasta è quella delle ‘borse a mano’: non sono né bauletti, né clutch, nonostante siano portate a mano anche loro. Questo tipo di borse hanno dimensioni maggiori rispetto alle precedenti: si sviluppano spesso verticalmente e presentano più scomparti o tasche. Sono forse le più adatte per chi lavora o studia, per riuscire a trasportare documenti o block-notes con eleganza e non ricorrere alla borsa di tela. In questo caso la scelta sarà varia sì per la forma o la grandezza, per i colori o le fantasie, ma anche per ciò che abbellisce la borsa al suo esterno. Per esempio, borchie, portachiavi attaccato al manico con logo o ancora con charms preziosi.

Stesso discorso vale per le tracolle. Nelle borse ‘monospalla’ l’attenzione ricade proprio su questo elemento, che permette di passeggiare con le mani libere e trasportare tutto il necessario in un contenitore più o meno grande. La tracolla può essere una catena, una corda, una semplice striscia di pelle impreziosita da borchie o brillantini per esprimere al meglio il proprio stile.

Moschino da ormai qualche anno propone borse dalle forme stravaganti: giacche di pelle, orsi e busti di donna. Non è l’unico brand: in giro si vedono borse a forma di animali, razzi, rossetti, cuori. Dal 2013 spopola la borsa modulare, fatta da minitriangoli di plastica. Stesso concetto che rende celebre il marchio Gabs, riconoscibile dai suoi bottoncini azzurri, che permettono di avere più modelli di borse in una sola.

I must di oggi sono di plastica trasparenti (fluo) e di paglia. La classica borsa da spiaggia diventa immancabile anche in città. Rotonda, a bauletto da picnic o rettangolare, questo modello risulta essere un modo per esprimere la propria personalità: pompon, ricami, scritte, pizzi o liscio. Un’altra tendenza, più ecosostenibile, riguarda l’uso delle tote bags (o shopping bags): le ‘borse per portare’. Di tela, di cotone o di pelle, sono borse senza chiusura e tasche, molto ampie e utili per trasportare cose più pesanti e ingombranti. Spesso sono decorate da stampe, scritte o loghi di brand. Nonostante la borsa venga sostituita dallo zaino, per la maggior capienza o per la comodità di caricare il peso su entrambe le spalle, questa continua ad essere un oggetto cult. L’accessorio fa parlare di sé nel mercato anche per il problema della contraffazione: molti siti o negozi rivendono modelli molto simili a quelli originali. In questo modo, il valore del brand copiato diminuisce e quel modello, magari un’edizione limitata, non ha più la funzione identificatrice. Infatti, la borsa parla: può dire tante cose sulla professione, sullo stile di vita e sulla classe sociale della proprietaria.

Aspettando di vedere come la borsa evolverà ulteriormente, sfruttiamo al meglio l’ampia scelta del mercato attuale, senza cadere nella tentazione offertaci dai falsi, ma puntando sull’esprimere il nostro stile nel modo più autentico.