Conosciamo davvero i diritti dei passeggeri aerei?

Il traffico aereo è in forte crescita a livello internazionale, europeo e anche italiano. Nel nostro Paese, secondo il rapporto annuale elaborato da ICCSAI, la propensione al volo è superiore a quella della Francia, e l’Italia si attesta al quarto posto in Europa per volume di passeggeri. Nell’85% degli aeroporti europei si verifica una crescita dei movimenti dei viaggiatori, e secondo la Banca Mondiale tremila settecento milioni di persone si servono dell’aereo ogni anno. Eppure, come riporta AirHelp, una piattaforma online che ha lo scopo ambizioso di eliminare i disagi aerei:

Nonostante 8 milioni di persone in tutto il mondo avrebbero diritto ad un risarcimento per problemi intercorsi con i loro voli, solo il 2% è a conoscenza dei suoi diritti.

Solo pochissimi infatti conoscono la carta dei diritti del passeggero; nonostante voli cancellati, in ritardo, la perdita di una coincidenza o i bagagli smarriti possano causare notevoli disagi non solo a chi viaggia per piacere, ma soprattutto a chi si sposta per ragione di affari. A questo proposito, il lavoro di piattaforme quali appunto AirHelp è estremamente prezioso: lo scopo primario è infatti quello di informare i passeggeri aerei riguardo i loro diritti, ed eventualmente accompagnarli nel processo di richiesta di un rimborso.

La carta dei diritti dei passeggeri

Anche se nella maggior parte dei casi non ne è a conoscenza, il viaggiatore aereo gode di quattro diritti fondamentali, garantiti dalla carta dei diritti del passeggero: diritti dei passeggeri in caso di voli in ritardo, di cancellazione del volo, in caso di imbarco negato e di problemi con i bagagli.

Un particolare motivo di confusione può provenire dalle diverse normative vigenti nelle varie zone del globo: nell’Unione Europea (oltre che in Islanda, Norvegia, Svizzera e nella cosiddetta “regione ultra-periferica”, che comprende per esempio le Azzorre, Madeira e le Isole Canarie) i diritti dei viaggiatori sono tutelati dal regolamento CE 261, che tratta di risarcimento e assistenza. Per quanto riguarda invece la normativa internazionale, 150 Paesi hanno firmato nel 2003 la Convenzione di Montreal, in materia di voli in ritardo. In un panorama tanto ampio, verificare quale norma si possa applicare al proprio caso specifico può disorientare non poco; anche in questo caso l’aiuto del digitale e delle piattaforme online in stile AirHelp rappresenta una risorsa a disposizione dei viaggiatori.

Quando si ha diritto a un rimborso?

Scopriamo in quali casi è dunque possibile richiedere un risarcimento danni per ritardo aereo con AirHelp. Le situazioni sono diverse, a seconda del luogo di partenza e di arrivo. Tuttavia sono presenti dei caratteri comuni.

In generale, i diritti del passeggero in caso di volo in ritardo prevedono, a livello Europeo (quindi secondo il regolamento CE 261), che sia possibile richiedere un rimborso solo nel caso di ritardi superiori a tre ore, esclusi i cosiddetti “casi eccezionali” (come emergenze mediche, condizioni meteorologiche avverse, atti di sabotaggio o terrorismo, e altre). La quota di risarcimento varia a seconda della lunghezza della tratta e delle ore di ritardo, e va da un minimo di 250€ a un massimo di 600. I voli internazionali sono sottoposti invece alla Convenzione di Montreal, dalla quale vengono tutelati solo i danni causati da disservizio, interpretati in maniera diversa a seconda del Paese coinvolto.

Diverso è il caso della cancellazione del volo. Per quanto riguarda l’Unione Europea, il regolamento CE261 si applica a tutte le situazioni eccetto “circostanze straordinarie”, e tranne quando la compagnia aerea notifica la cancellazione con almeno 14 giorni di anticipo. In tutti gli altri casi, l’ammontare del risarcimento dei danni per la cancellazione del volo varia a seconda della destinazione, della tratta originale e dalla durata del ritardo quando venga proposta una rotta alternativa. Anche qui il risarcimento può constare di una cifra tra i 250€ e i 600. Per i passeggeri che si servono di voli regolati dalla Convenzione di Montreal, la situazione è differente: si può richiedere un rimborso solo delle spese generate direttamente dalla cancellazione del volo, sempre solo per danni causati da disservizio.

L’incubo del bagaglio smarrito

I diritti del viaggiatore sono tutelati anche nell’eventualità di bagaglio danneggiato, in ritardo o smarrito; nonché per coincidenza persa e in caso di negato imbarco aereo. In quest’ultima eventualità, è indispensabile conservare la propria carta di imbarco e informarsi con la compagnia aerea riguardo la ragione per la quale l’imbarco viene negato (spesso si tratta di sovrapposizione). Si può poi richiedere un volo alternativo, oppure un indennizzo.

Sapere è potere

Insomma, i diritti dei viaggiatori aerei sono tutelati in varie circostanze, per evitare (o per lo meno compensare) gran parte dei disagi. Il principale ostacolo è la mancanza di informazione a riguardo. Per fortuna Internet ci dà accesso a strumenti utili vedi AirHelp che forniscono preziose indicazioni e accompagnano anche chi sceglie di richiedere un rimborso.


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