L’estate è alle porte, ma le iniziative culturali non terminano con la fine delle “stagioni teatrali”. I tradizionali teatri cedono il posto a strade e palcoscenici all’aperto. Durante l’estate, sono infatti molte le iniziative culturali diffuse in Lombardia. Piacevole è ricordare la produzione, risalente allo scorso agosto, di Riccardo Moratti: 3 serate all’insegna della Divina Commedia, in 3 caratteristici borghi bergamaschi.

L’estate montanara di piccoli paesi bergamaschi è stata così arricchita di serate culturali: l’iniziativa di diffondere la Divina Commedia nelle piazze, di fronte a un popolo composito, di tutte le età, è nata dalla passione di un professore, Riccardo Moratti, e un musicista, il Maestro Gabriele Bazzi Berneri, uniti in un’associazione, progetto letterevive. L’idea nacque dalla volontà di diffondere la cultura anche nei piccoli paesi di provincia, di rendere accessibili grandi autori e classici a persone quasi digiune di letteratura. La letteratura, secondo il professore, è opera viva, può parlare all’uomo nelle sue corde più sensibili, può essere specchio spirituale. Durante la serata di apertura, infatti, Moratti, il professore-attore, ha proposto al pubblico una citazione di Zafon:

I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro.

Parlare di Divina Commedia, come spiega il professore, significa trattare un argomento quotidiano, comune agli uomini di ogni spazio e tempo: Dante, infatti, non compie altro che un viaggio di espiazione, un percorso di ascesa verso la luce, la salvezza spirituale. Tralasciare le interpretazioni dottrinali e anagogiche (riservate alla critica e agli studi universitari) non significa minimizzare un classico, bensì diffonderne il suo contenuto a un differente livello interpretativo. Così, durante tre notti stellate d’agosto, in un contesto quasi mistico, Moratti ha spiegato le fatiche e i sacrifici di un povero uomo, il suo percorso di risalita dalle tenebre della vita e le sue frustrazioni. Durante il viaggio Dante ha riconosciuto e vissuto il male (Inferno), con fatica scalato il monte dei peccati (Purgatorio) e, infine, trovato la pace, in Paradiso.

Lo spettacolo, articolato in tre giornate, è stato presentato come una lunga narrazione della Divina Commedia. Riconoscendo nella “lezione divulgativa” l’obiettivo principe dello spettacolo, la scenografia è stata ridotta al minimo: sul palco soltanto un leggio e uno schermo sul quale sono state proiettate, di volta in volta, immagini per agevolare lo spettatore. La voce calda e accogliente del professore e le musiche celestiali del Maestro hanno condotto immediatamente lo spettatore a fianco del poeta: è inevitabile per lo spettatore, grazie a questa interpretazione “genuina” dell’Opera, ripercorrere momenti salienti del privato, trasferendo nell’intimità individuale il percorso universale del personaggio dantesco. Moratti, per agevolare questo processo, ha intagliato tre differenti percorsi nelle cantiche, individuando il giusto equilibrio tra la volontà di divulgazione e l’immensità del capolavoro. A questo proposito, grande risalto è stato riservato a temi universali, quali l’amicizia (attraverso il rapporto tra i poeti Virgilio, Dante, Stazio), l’amore (nella devozione verso Beatrice) e il ruolo della guida, dell’esempio.

“Progetto letterevive” persegue nel tentativo di diffusione dei classici con altri spettacoli. Tra i progetti uno studio su Orlando Furioso di Ariosto, in scena il 17 maggio a Codogno, i Promessi Sposi di Manzoni e Vita di un uomo di Ungaretti. Rendere un classico (lontano per lingua, tempo, cultura) accessibile a qualunque pubblico significa universalizzare il linguaggio letterario, renderlo portavoce di grandi verità e offrire all’uomo una diversa possibilità di salvezza dalla brutalità del quotidiano.

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