Tra tutti i grandi nomi ospiti della trentaduesima edizione del Salone del Libro di Torino del 2019 non poteva mancare Antonio Moresco, che proprio in questa occasione ha presentato Il grido, pubblicato da SEM nel 2018.

Il grido è un libro sugli esseri umani e sulla condizione della specie umana su questo pianeta, e la domanda è una: come siamo arrivati a questo punto? Come abbiamo fatto a ridurci così? «C’è stata una scissione tra noi e il nostro habitat» dice Moresco.

Il volume è una lunga conversazione immaginaria con i grandi pensatori: Darwin, Marx, Freud. Ma è anche un “libro animato”, comico, che non esita a usare la risata come arma di potere e di lotta; gli incontri con i grandi della filosofia, infatti, avvengono in un bagno pubblico: «Il cesso è un luogo di libertà in cui si può dire tutto quello che si vuole» dice Moresco ridendo.

È una critica quella che Moresco muove, immaginariamente, a Darwin: se la selezione naturale premia il più adattabile e il più forte, perché noi ci stiamo estinguendo? È una domanda che mette in crisi le certezze: la selezione sembra premiare chi, invece, ci sta portando verso il suicidio della specie. «Devo darmi una spiegazione del dolore e del male del mondo», continua Moresco, affermando poi che non è né nichilista né pessimista; questo ci tiene a precisarlo. «Sono vitale» dice.

Se il nichilismo chiude l’orizzonte del mondo e della vita, è verso la visione tragica che bisogna rivolgersi, perché essa è apertura, e non chiusura. Avere una visione tragica del mondo, e non pessimista o nichilista, permette di porsi continuamente delle domande, e di non cadere mai nella trappola della disillusione passiva.

Secondo Moresco la luce deve guardare le tenebre, e viceversa. La scissione del pensiero, la nostra tendenza a separare la verità del resto, è solo una struttura mentale che trova le sue origini in quel momento in cui Dio, all’inizio della Genesi, separa luce e tenebre.

Lo stesso vale nella separazione tra uomo e donna: per riconoscerci dobbiamo arrivare al punto in cui è avvenuta la separazione, e noi non siamo ancora arrivati a questo punto. Uomini e donne non si sono ancora riconosciuti, continuano a schernirsi, a farsi la lotta, a cercare di affermare ognuno la propria superiorità.

Il fulcro, per Moresco, è il punto in cui è avvenuta la separazione.

È il punto centrale, il nucleo de Il grido. Il momento in cui ci siamo separati dal nostro pianeta, il momento in cui ci siamo separati da noi stessi annientandoci, il momento in cui ci siamo lasciati trascinare verso l’autodistruzione. È questo il punto de Il grido.

 


FONTI

Incontro con Antonio Moresco al Salone del libro di Torino 2019

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