Il cinema ha avuto da sempre un legame molto forte ed indissolubile con la moda. Il rapporto più famoso e che è passato alla storia fu quello tra la leggendaria Audrey Hepburn ed il mitico Hubert de Givenchy, colui che vestiva le star. La professione del costumista è sempre stata considerata, dallo spettatore, come una figura prettamente tecnica e di importanza secondaria, prettamente legata ai film di carattere storico, ignorando però quanto il suo ruolo fosse fondamentale per la creazione del personaggio e per la sua messa in scena.

Come ogni figura professionale nel mondo del cinema, anche il costumista ha un’importanza vitale per la resa della pellicola, e sta sempre di più assumendo un ruolo di prestigio. I costumisti, prima dell’arrivo nel cinema degli stilisti, si occupavano non solo di creare gli abiti per la scena ma talvolta riuscivano anche a cambiare l’immagine degli attori, portando così anche nel mondo della moda un cambiamento spesso radicale. Importante è capire perché l’immagine di un divo o di una diva del cinema sia così importante per la riuscita della pellicola: l’attore prima di tutto, possiede un ruolo “sociale” in quanto può influenzare lo spettatore. Inoltre, soprattutto ad Hollywood, gli attori sono visti come anche un capitale economico, in quanto, su di loro vengono investite ingenti somme di denaro, che vanno a costituire una delle spese più considerevoli per la produzione di un film. La costruzione del divo e del suo personaggio è l’aspetto principale, ed è proprio questo il ruolo che i costumisti vanno a svolgere. Tra le caratteristiche fondamentali per un divo del cinema, il ruolo dell’immagine, è in assoluto l’aspetto più importante; Richard Gere non sarebbe ora così famoso, se Giorgio Armani non avesse deciso di vestirlo per American Gigolò, oppure Audrey Hepburn non sarebbe stata la diva di Hollywood, musa della moda, se non avesse conosciuto e non fosse stata vestita dalla Maison Givenchy.

Dagli anni Venti/Trenta i costumisti sono diventati fondamentali per l’affermazione degli attori nel mondo del cinema. Inizialmente infatti, erano gli attori a procurarsi gli abiti di scena, provvedendo così a crearsi un guardaroba “privato”, mentre quando venivano girati dei film in costume era la produzione cinematografica, a rivolgersi all’esperienza delle grandi sartorie teatrali. Con la creazione, durante gli anni Venti, degli esordi dello star-system, si palesa l’esigenza di gestire l’immagine degli attori in maniera più precisa, andando così a creare una figura professionale che possa gestire e adattare capi che vesttano in maniera impeccabile gli attori e le attrici, facendo risaltare al meglio il loro corpo. Nasce così la figura del costumista, all’interno degli studios hollywoodiani, che ha il compito di far combaciare le esigenze estetiche cinematografiche, alla fisicità della persona, andando a creare un’immagine che si rifletta, non solo all’interno della pellicola ma anche al di fuori tramite le riviste o le pubblicità. Il costumista del periodo d’oro del cinema d’oltre oceano, ha avuto il difficile compito di costruire un’immagine che potesse coniugare l’attore al personaggio, cercando di esaltare entrambi. Grazie a questo sottile e minuzioso lavoro, i grandi costumisti sono riusciti a creare uno stile ben identificabile per ogni attore o attrice riuscendo così a portarli nell’immaginario collettivo proprio con (e per) l’immagine creata. Questa figura professionale, così importante per il cinema, è rimasta sconosciuta fino al 1948 quando venne istituito un premio Oscar dedicato, ovvero Academy Award for Costume Design, che l’Academy assegna ogni anno. Sono 11 le statuette che fino ad oggi i grandi costumisti Italiani sono riusciti ad ottenere. Il primo fra tutti fu l’aretino Piero Gherardi, che negli anni 30’ abbandonò la sua professione di architetto per dedicarsi alla moda. Famoso per aver collaborato come costumista per i grandi maestri del cinema italiano, primi fra tutti, l’intramontabile Federico Fellini. Per lui ricreò le eleganti suggestioni neorealiste dei suoi capolavori cinematografici. Vinse due Oscar, uno nel 1962 per il film La dolce vita, il secondo nel 1964 per 8½; in questi due film anticipò le mini e le maxigonne, tendenze che sarebbero poi esplose in quegli anni.

Altra importante figura fu quella di Vittorio Nino Novarese, specialista di uniformi militari d’epoca e sostenitore della funzione espressiva dei costumi, iniziò la sua carriera nel reparto costumi al Teatro alla Scala a Milano. Vinse due premi Oscar il più famoso fu nel 1964 con il celeberrimo film Cleopatra, dove vestì la famosa e bellissima Elizabeth Taylor. Tra le donne non si può non menzionare la straordinaria Gabriella Pascucci, che vinse l’ambita statuetta nel 1994 con il film L’età dell’innocenza; diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, ha lavorato con registi come Visconti, Fellini, Pasolini, Leone e Tim Burton. Ma la costumista più famosa e più ambita nel mondo cinematografico è Milena Canonero. Iniziò la sua carriera negli anni Settanta con uno spot commerciale, diretto da Hugh Hudson, ma soprattutto lavorando con Stanley Kubrick nel 1971 nel film Arancia Meccanica. Con quattro statuette e nove nomination, Milena Canonero è forse la costumista italiana contemporanea più famosa al mondo. Celeberrimi sono i suoi abiti per il film Maria Antonietta, che hanno fatto di quella pellicola un’icona di stile e moda, e Grand Budapest Hotel del 2015, un grandissimo successo mondiale anche per i favolosi abiti dai colori spesso accesi ed eclettici.  La professione dei costumisti è senza ombra di dubbio uno dei ruoli più importanti nell’ambito cinematografico, in quanto è solo grazie a loro, alle loro creazioni, se un attore o un’attrice riesce a rimanere così vivida e impressa nell’immagine collettiva. Nessuno potrà mai dimenticarsi dell’iconica Audrey Hepburn e dell’altrettanto iconico tubino nero di Givenchy.