È partecipazione

Marco Mengoni è alla terza delle quattro date dell’Atlantico tour che si è tenuta al Mediolanum Forum di Assago (di cui non bisogna mai stancarsi di evidenziare la pessima acustica). L’album di inediti, il sesto in carriera, è uscito questo autunno per Sony. Un album in cui Mengoni, raggiunto lo stato di grande star nazionale nel tra il 2013 e il 2015 benché poco più che trentenne, si apre e sperimenta. Dove “libertà è la parola d’ordine. La stessa parola che il viterbese utilizza appena fuoriuscito da una botola al centro del palco. Lo spettacolo, con i singoli Muhammad Ali e Voglio, può iniziare.

Umana Consistenza

Il nativo di Ronciglione (VT) si presenta accompagnato sul palco da ben otto tra musicisti e coristi. I primi hanno spaziato dal soul alla musica brasiliana, passando da quella spagnola durante Buona Vita e le successive (il momento più ballato del concerto). I secondi, dalla vocazione soul, rimandano molto alla Motown degli anni ’70. Mengoni sembra soprattutto felice di essere ancora su quel palco, ormai che l’abitudine, per sua stessa ammissione, ha preso il sopravvento.
Per quanto riguarda la scaletta, è sempre difficile trovare un’armonia. Da un lato, chi ha pagato desidera ascoltare tutti i grandi – e tanti in questo caso – successi, mentre dall’altro si vuole incuriosire l’ascoltatore con nuove versioni o perle nascoste. Dove si vola in acustico per esempio ha dato molta più forza al testo. Viene trovato spazio anche per brani di Adele e Kanye West feat. Young Jeezy, e il risultato è veramente convincente. Un insieme di canzoni importanti, ce n’è per tutti i gusti: la selezione è stata fatta con equilibrio e oculatezza. Malgrado il tutto esaurito, non stupisce che si tratti della terza data. Il pubblico è stato purtroppo piuttosto tiepido. A differenza di altre occasioni, non viene infatti percepita una totale unità d’intenti e non certo per colpa di chi sta cantando. Chi gli è di fronte reagisce in maniera meccanica alle hit radiofoniche, addirittura alcuni membri della band dettano applausi, ma fatica quando vengono proposte altre canzoni degli album, come Dialogo tra due pazzi o Mille Lire. Non è mancato nemmeno il momento dell’impegno sociale, come nel tour di Elisa del mese scorso. Poco dopo la metà del concerto, viene scelto infatti di far riprendere fiato al frontman, mentre passa un video a favore dell’ecosostenibilità e della parità dei diritti. Un po’ il contrario di quella che è la corrente che caratterizza le grandi potenze della terra nel 2019, ma del resto, a differenza di ciò che afferma qualche benpensante, la musica, anche quella apparentemente più innocua e pop, è intrinsecamente legata alla politica.

In merito alla produzione, l’organizzazione non ha badato a spese: gli scenari e le ambientazioni sono cambiate in maniera vertiginosa nelle quasi due ore di spettacolo. Visual a volte sobri, quasi nulli, si sono alternati a esplosioni di colori – La casa azul in memoria di Frida Kahlo – e immagini. Lo stesso discorso vale per le luci, durante Guerriero si è di fronte al culmine: un pezzo di palco si stacca e si erge, così che Mengoni possa sorvolarci e guardare tutti dall’alto. Uno spettacolo nel complesso ambizioso, a volte letteralmente fantasmagorico. Io ti aspetto sembra essere la conclusione, ma non manca il bis con L’essenziale e Hola. Una volta terminata l’ultima canzone, Mengoni ci tiene a dare il giusto riconoscimento a chi lo ha accompagnato sul palco e dietro le quinte, prima facendo avanzare tutti in mezzo alla folla plaudente, poi mostrando i nomi di chi ha collaborato allo show in una sorta di titoli di coda.

Al prossimo tour lì davanti potrebbe esserci molta più gente

Lo Stadio

Marco Mengoni si dimostra un interprete di un’altra categoria, uno dei più capaci all’interno dell’Italia. La standing ovation più lunga arriva non a caso per Proteggiti da me, dove ha potuto dare sfoggio a tutta la sua estensione vocale. Sempre a livello di presenza scenica, cambi di abito eleganti e pieni di personalità non deludono le aspettative. Unica pecca, dettata però dall’attitudine, è il non essere ancora in grado di mangiarsi totalmente il palco. Non è del tutto sbarazzino e a suo agio nei movimenti, per quanto al di sopra della media dei colleghi italiani – dicevamo – ma non solo. Durante la carriera, dieci anni quest’anno, l’ex vincitore di X Factor si è fatto apprezzare anche all’estero, come testimoniano i 3 MTV Europe Music Awards finora vinti e le cinque anteprime europee di questo tour. Adesso sembra inevitabile che alla prossima avventura discografica corrisponda il passo finale, l’ultimo livello “di difficoltà”, quello che un tempo era prerogativa di pochi ma che ogni anno vede invece nuovi esordienti, vale a dire lo stadio. All’interno di questo calderone, tra bolle destinate a esplodere e vere e proprie leggende della musica, il talentuoso Marco Mengoni, insieme al suo “esercito”, potrà giocarsi le proprie carte con la serenità e l’esperienza che anche l’altra sera ha dimostrato ormai di possedere.

Scaletta

Muhammad Ali
Voglio
Ti ho voluto bene veramente
In un giorno qualunque
Dove si vola
Sai che
Atlantico
Pronto a correre
Monologo sei tutto
La ragione del mondo
Buona vita
Parole in circolo
Proteggiti da me
Dialogo tra due pazzi
La casa azul
Onde
Amalia
Monologo Mondo_Loon
Guerriero
Mille lire
L’Essenziale (al piano)
20 sigarette/Le cose che non ho/Non passerai
Esseri umani
Credimi ancora
Io ti aspetto
L’Essenziale
Hola

CREDITS

Copertina: foto del redattore

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