La mamma è sempre la mamma e gli artisti lo sanno bene. La rappresentazione dei genitori è importante da sempre, per i cantanti di ogni tempo e di ogni luogo, ma è incarnata spesso e volentieri nella singola figura della madre, vista socialmente (che questa visione sia ritenuta scorretta o meno) come fulcro e parte fondante della famiglia. Per questo gli ascoltatori hanno a disposizione una serie infinita di pezzi dedicati dagli artisti alle madri, quali cantati con affetto, quali con disprezzo, quali con risentimento, e chi più ne ha più ne metta.

Guardiamo insieme, in questi giorni in cui ci viene spesso ricordato di celebrare la figura materna, tutte le connotazioni che queste grandi madri di grandi uomini hanno assunto nel corso del tempo.

Il conforto e l’appoggio di una madre

Una madre, innanzitutto, può essere simbolo di rifugio, di ricerca del proprio lato umano nel momento in cui si sta perdendo la “retta via” a causa del successo, di ritrovo della propria intimità. Basti pensare alla donna che ha messo alla luce il grande Freddie Mercury e di cui si parla in Mother Love, brano presente nell’ultimo album in studio dei Queen, Made in Heaven, pubblicato nel 1995 a quattro anni dalla scomparsa del cantante. Questa fu probabilmente una delle ultime canzoni registrate nel 1991 da un Mercury notevolmente debilitato dalla malattia, che lo porterà poco dopo alla morte.

In questo pezzo, Mercury affronta il suo disagio psicologico e tratta di come tutto ciò di cui avrebbe bisogno sarebbe dolcezza e amore, come quelli che può dare una madre.

I’m a man of the world and they say that I’m strong
But my heart is heavy, and my hope is gone
Out in the city, in the cold world outside
I don’t want pity, just a safe place to hide
Mama please, let me back inside

In un momento in cui la casa di Freddie è letteralmente circondata dai paparazzi, tanto da farlo sentire come un recluso in casa propria, sente di avere solo bisogno di un posto sicuro. Il suo posto sicuro è rappresentato dalla madre, l’unica in grado di offrirgli altro oltre alla compassione per le sue condizioni di salute.

Figura soffocante di madre

Ma una madre può anche rappresentare molto altro, per esempio l’oppressione, oppure i figli possono esprimere risentimento nei suoi confronti per i più svariati motivi. Chi ha mai detto che tutti gli artisti abbiano avuto un‘infanzia idilliaca? Anzi, in certi casi il senso di disagio al riguardo può essere davvero ingente.

Basti pensare a Mother, presente nel celeberrimo album dei Pink Floyd The Wall. Già qui si era affrontato come, nella prima sezione del primo CD, siano affrontati da Roger Waters i traumi della vita di Pink, protagonista del concept album (e di conseguenza, anche i propri traumi). Tra essi, risulta evidente quello della figura di una madre opprimente e prevaricante.

Mother, do you think they’ll drop the bomb?
Mother, do you think they’ll like this song?
Mother, do you think they’ll try to break my balls?
Oh, mother, should I build the wall?
Mother, should I run for president?
Mother, should I trust the government?
Mother, will they put me in the firing line?

L’elenco di domande dirette alla madre crea un clima di angoscia nell’ascoltatore, il che fa pensare a un figlio troppo insicuro per distaccarsi da una madre iperprotettiva. È evidente che Pink è talmente dipendente dal giudizio della madre da essere oltremodo paranoico e da non essere in grado di scegliere da sé e per sé.

Figura ambigua di madre

L’ambiguità della figura materna, invece, è rappresentata in Mother’s Little Helper dai Rolling Stones. Il pezzo non descrive strettamente la madre di Mick Jagger, bensì la figura della madre generica del XX secolo. La figura delineata nel pezzo non fa altro che lamentarsi che il periodo in cui vive è peggiore di quello vissuto dalla generazione precedente: è tutto così stressante. La vita è peggiore, gli uomini sono peggiori e sono così difficili da soddisfare, le cose sono così diverse.

“Things are different today”, I hear every mother say
Mother needs something today to calm her down
And though she’s not really ill, there’s a little yellow pill
She goes running for the shelter of her mother’s little helper
And it helps her on her way, gets her through her busy day

Pertanto la donna deve ricorrere all’aiuto di farmaci, probabilmente dei calmanti, per placare la sua ansia e i suoi disturbi. Il verdetto di Jagger è che lei non sia realmente “malata” e lascia intendere che ciò che in principio era un aiuto ora è diventato una droga di cui la madre abusa. La canzone termina con l’overdose, cosicché “no more running for the shelter of a mother’s little helper, they just helped you on your way through your busy dying day”.

E oggi, come vengono rappresentate le madri?

Nel panorama musicale italiano odierno, invece, si può vedere spesso e volentieri tanta riconoscenza nei confronti della figura della madre. Si prenda, per esempio, Ghali: in Ninna nanna si può ascoltare:

Sono uscito dalla melma
Da una stalla a una stella
Compro una villa alla mamma

Ma più in generale il cantante ha già avuto modo di manifestare il suo affetto nei confronti della madre che ha fatto tanto per lui. Sono numerosi i pezzi nei quali la madre viene nominata, come in Cara Italia: “Se non piaci a mamma, tu non piaci a me”, o quello dal titolo Mamma.

E come dimenticarsi del pezzo dedicato interamente alla propria madre da Coez, dal titolo E yo mamma. Al riguardo, il cantante si esprime così:

Per quanto riguarda la mamma, potrei dire che è la mia prima canzone d’amore. Del resto sono cresciuto solo con la mia mamma e una canzone così gliela dovevo. Forse è troppo privata ma è anche il mio ruolo, ho sempre scritto cose personali.

Quindi si potrebbe dire che i due artisti non hanno dimenticato da dove vengono e chi li ha cresciuti, rendendo possibile arrivare dove sono adesso.

Ma, al di là di tutto…

La mamma è sempre la mamma, appunto. Tutti gli artisti di cui si è trattato sono in grado di rendersi conto dei limiti di un genitore, che siano limiti individuali che apportano del negativo nei confronti dei figli, o che siano delle falle nei loro sistemi educativi. Ma la figura materna resta sempre un punto fermo nella vita di ognuno, e ovviamente per i musicisti non vi è alcuna eccezione. Anzi, quello materno rimane forse uno dei pochi veri punti di riferimento che permangono per tutta la vita, in un universo (come quello degli artisti) nel quale è così semplice perdersi.