Capitale del Portogallo, collocata nella parte occidentale della Penisola Iberica, proprio in corrispondenza dell’estuario del fiume Tago (o Tejo, come dicono i portoghesi), unica capitale europea ad affacciarsi direttamente sull’immensità dell’Oceano Atlantico… da qualche anno, la città di Lisboa è divenuta una delle mete favorite del turismo internazionale. Grazie alla sua storia, alla movida notturna, alle vicinissime spiagge della costa di Caparica (dov’è possibile fare surf), Lisbona soddisfa le esigenze più disparate.

Eppure sono in molti che ancora si chiedono perché scegliere proprio il Portogallo, quando poco più in là si trova il colosso della Spagna con l’arabeggiante Siviglia, la marittima Cadice, la coloratissima Barcellona. Ebbene, non è possibile rispondere alla domanda se non si è mai passeggiato tra le colonne del Convento do Carmo, la cui volta è il cielo azzurro; se non ci si è mai stesi al sole nei giardini della fondazione Gulbenkian; se non si ha mai sorseggiato una ginjinha (liquore alla ciliegia servito nei caratteristici bicchieri di cioccolato) al tramonto, a Belém, lì dove il Tago e l’Oceano si incontrano.

La storia

Abitata fin dall’epoca del neolitico da popolazioni iberiche, la città fu sempre favorita dalla posizione privilegiata sull’estuario del Tago, e dalle condizioni climatiche miti. Occupata dai Fenici, passò a far parte dell’Impero Romano e poi, nel 711, venne conquistata dai Mori. L’influenza dell’architettura araba si nota soprattutto a Alfama, quartiere storico situato nella parte sud-orientale della città.

Nel 1147 Lisbona venne liberata dai Mori, e nel 1255 divenne capitale del Regno di Portogallo. Tra XV e XVII secolo la città visse i suoi secoli d’oro: era l’epoca dei descobrimentos, delle scoperte; nel 1497 Vasco da Gama raggiunse l’India. Il Portogallo diventò, in questi anni, una potenza coloniale, e da Lisbona passava il centro dei traffici internazionali. E’ in questo periodo che si sviluppò inoltre quello stile manuelino ben riconoscibile nei monumenti della Torre di Belém e del Mosteiro dos Jeronimos, entrambi Patrimonio dell’UNESCO.

Nel 1755 un terribile terremoto devastò la città, seguito da un altrettanto terribile tsunami. Circa l’85% degli edifici andò distrutto. Toccò al Marques do Pombal, l’allora Primo Ministro, guidare la ricostruzione. Nell’Ottocento il Portogallo conobbe l’invasione napoleonica, e nel primo decennio Novecento si convertì in una Repubblica. L’esperienza repubblicana ebbe però vita breve: nel 1932 Antonio de Oliveira Salazar instaurò una dittatura ispirata al fascismo italiano, l’Estado Novo. Il regime si protrasse oltre la morte del dittatore, fino alla Rivoluzione dei Garofani del 1974, con cui si fondò l’attuale democrazia portoghese.

La città

Ogni dominazione, ogni fase della storia portoghese ha lasciato la sua impronta sulla città, che è diventata così un connubio di stili diversi. Cuore pulsante della città è Praҫa do Comercio: circondata da portici ed edifici di un giallo acceso (che oggi ospitano alcuni dei principali Ministeri portoghesi), essa si affaccia direttamente sul Tago. Un tempo, chiunque arrivasse a Lisbona sbarcava qui. Dalla piazza, attraversate l’arco di trionfo e percorrete la Via Aurea, che connette vari punti cardinali della città: Rossio, che ospita l’omonima stazione in stile manuelino, e Praҫa da Figueira.

Adiacente alla sopracitata zona della Baixa, incontriamo i quartieri di Chiado e Barrio Alto. Qui incontrerete l’Elevador Da Gloria, ascensore progettato dall’architetto Eiffel, e il già descritto Convento do Carmo, la cui volta crollò in seguito al terremoto del 1755; ora le sue arcate si protendono verso il cielo. Se vi trovate in questa zona, inoltre, non potete farvi sfuggire la caratteristica Pensão Amor: ex casa chiusa, è oggi adibita a locale alternativo, con i murali dipinti a tema erotico e le pareti rosse.

Lisbona non si esaurisce però nel suo centro storico. Prendete il caratteristico Tram 28, e lasciatevi portare fino alla , la Cattedrale cittadina. Se ancora non ne avete avuto abbastanza, attraversate a piedi il quartiere storico di Alfama, aggiratevi tra le sue case colorate, addossate le une alle altre, fino a raggiungere il Castello di São Jorge (risalente all’epoca dei mori) dal quale potrete godere di una vista mozzafiato di tutta la città.

Infine, non potete assolutamente farvi sfuggire una visita al quartiere di Belém. Qui, oltre alla Torre di Belém e al Mosterio dos Jeronimos, potrete ammirare il Padiglione delle Scoperte e degustare i tipici Pasteis de Belém, prodotti dall’omonima pasticceria.

E anche quando aveste visitato tutte queste zone, la città avrebbe ancora molto da offrirvi… L’Oceanario, il Panteon nazionale, il Paque Eduardo VII. E poi innumerevoli musei: la Collezione Berardo, il Museo Nazionale dell’Arte Antica, il caratteristico Museu dos Coches (dei carri)… Insomma, Lisbona è una città tutta da vivere, che non si smette mai di scoprire e vedere sotto una luce nuova.

I dintorni

Basta attraversare il Tago grazie al Ponte 25 Aprile, dall’indimenticabile colore rosso fuoco, per raggiungere il Cristo Rei: santuario nazionale sulla cima di una collina, ospita una statua ispirata al Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Da lì ci vuole poco per raggiungere la Costa da Caparica, con le sue bollenti spiagge.

Chi ha la possibilità di spingersi ancor più lontano, non può mancare di recarsi a Sintra. Cittadina immersa nei boschi, a solo 31 chilometri da Lisbona, Sintra è un piccolo gioiello. Essa ospita infatti non solo il candido Palacio Nacional, patrimonio dell’UNESCO, ma dispone di un immenso parco disseminato di bellezze nascoste: Quinta da Regaleira, il Castello dei Mori e infine, proprio sulla cima di un colle, il Palacio da Pena. Residenza estiva dei re portoghesi, il palazzo lascia incredulo chiunque lo ammiri per la prima volta, dando l’impressione di essere immersi in un sogno, in una fiaba. Giallo, rosso, blu… i suoi colori fiammeggianti hanno come obiettivo quello di rappresentare un’opera lirica.

Per concludere, esperienza mozzafiato è quella di risalire la costa, per ammirare la potenza dell’oceano. Poco lontano dalla cittadina marittima di Cascais (ideale per gli amanti del surf) è situata la Boca do Inferno: una spaccatura nella costa che, quando il mare è mosso, produce un ruggito talmente suggestivo da essere trasformarla una meta turistica. Infine, raggiungete Cabo da Roca: un promontorio selvaggio che costituisce il punto più ad occidente del continente europeo. “Aqui, onde a terra se acaba e o mar comeҫa” (qui, dove la terra finisce e comincia il mare): questa citazione del poeta portoghese Camoes accoglie i visitatori che vi si recano.

Se ancora non vi siete convinti, pensate che Lisbona e i suoi dintorni costituiscono solo un angolo del Portogallo; un Paese piccolo, ma con tantissimo da offrire. Algarve, Porto, Aveiro, Coimbra… Ricordate: Portugal està à vossa espera! Il Portogallo vi aspetta!


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