Fisso l’etichetta dell’ABC che gira, tutta rosa, arancione e gialla come il miscuglio di colori sfumati su un modellino di automobile, e mi rendo conto di amare questo momento. L’attimo prima che la puntina tocchi il disco, quel piccolo rombo cupo e crepitante sospeso nell’aria. C’è una pesantezza, ma una pesantezza buona, una sensazione eccitante, viva, che è l’opposto di come ti senti quando una canzone che ami va in dissolvenza.

La musica in un libro e un libro per la musica.
Michael Zadoorian era già noto al pubblico per i romanzi Second Hand e The Leisure Seeker, fonte di ispirazione per l’acclamato e commovente film di Paolo Virzì Ella & John – The Leisure Seeker (2017). Con Beautiful Music, edito da Marcos y Marcos nel 2018, le atmosfere descritte dall’autore si arricchiscono di note e di accordi. Si fanno un po’ più vintage, un po’ più ribelli, come il rumore di una puntina che graffia delicatamente, ma in maniera decisa, un vinile polveroso.

Detroit, 1967

Danny Yzemski è un adolescente qualunque, figlio unico di una qualunque famiglia della Detroit degli anni ’70. Riservato e composto, perfetto bersaglio dei bulli, trascorre il proprio tempo nell’ombra, a costruire modellini di automobili in una carbonaia e a fare incetta di dischi con il padre nei magazzini Korvettes. Sullo sfondo, ci sono i sempre più frequenti scontri razziali che, dopo la celebre rivolta del 1967, imperversano non solo nelle strade, ma anche tra i corridoi delle scuole superiori.

Cover dell’album Houses of the Holy dei Led Zeppelin

La storia che Danny racconta in prima persona è la storia di un ragazzo “trasparente” che si trova a dover districare le fila di un gomitolo fin troppo aggrovigliato: un lutto, una madre schizofrenica e totalmente incapace di badare a se stessa, una casa da gestire, annesse bollette da pagare. E con ciò, le varie e temute difficoltà adolescenziali, che spaziano da come evitare i bulli del liceo a come apprendere al meglio l’arte della masturbazione.

Beautiful Music è un vivace romanzo di formazione, tutto sommato un bildungsroman come ce ne sono tanti, se non fosse per il ritmo con cui la penna di Danny, alter ego di Zadoorian, si mostra fin da subito capace di condire le proprie parole. È il ritmo di Dancing Days dei Led Zeppelin, quello di Voodoo Child di Jimi Hendrix o, nelle notti del 1970, quello di una radio portatile Kor/Sonic con mangiacassette.

Per il Danny quindicenne la scoperta della musica, in particolare del rock, si accompagna al timido sogno di condurre una trasmissione radiofonica. Per il lettore, invece, viene il momento di appoggiare il libro e prendere le cuffie.

Rumorosamente silenziosi

Il mondo dei lettori si divide generalmente in due tipi. Ci sono innanzitutto coloro che amano rifugiarsi in una camera silenziosa e non ammettono elementi di disturbo che non siano il crepitio del caminetto o le fusa del gatto. Poi ci sono i lettori pendolari, quelli abituati ai fischi del treno e al chiacchiericcio tra i vagoni della metropolitana. Quelli che magari, per non doversi sorbire le urla del vicino al telefono, mentre leggono mettono le cuffie.

Tuttavia, per chi ci ha provato, trovare nell’immediato la colonna sonora perfetta per la propria lettura è quasi sempre una mission impossible. Non per la Marcos y Marcos, che oltre al volume mette a disposizione una soundtrack ad hoc. Mentre Danny fa girare un vecchio disco dopo l’altro, il lettore comodamente seduto (sulla metro o sul divano) può avviare una più moderna playlist Spotify.

Bene. Libro alla mano, riproduzione in corso.

In quel momento, quando Robert Plant allunga la parola power – pow-wur – mi si riempie il cuore. È una rivelazione […]. Sto qui seduto, sul bracciolo del divano Early American, nella taverna che ha costruito mio padre, con gli occhi chiusi, e sorrido così forte che mi fa male la faccia.

Non c’è via di scampo. La musica fa male. Quando una canzone si avvia verso la fine e comincia l’effetto dissolvenza si ha l’impressione di cadere nel vuoto. Riascoltare la stessa canzone non darà sollievo. Perché non la si riascolterà più allo stesso modo. Irrompe il silenzio.

La storia di Danny Yzemski è la storia di un ragazzino come tanti, che si fa carico dell’arma “musica” per affrontare le piccole e grandi dissolvenze della vita quotidiana. Un ragazzino con un sogno, specchio dell’aspirante giornalista William Miller, il quindicenne protagonista del cult musicale Quasi Famosi (Cameron Crowe, 2000).

Alta fedeltà, 2000

Il cinefilo probabilmente ritroverà nella figura di Danny anche l’atipico Rob, il personaggio principale del film Alta fedeltà (Stephen Frears, 2000), tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby (edito da Guanda). Certo, l’eccentrico proprietario del Championship Vinyl non ha una madre schizofrenica da dover gestire. Ma se si tratta di provare a ricomporre i tasselli della propria vita con la musica, antidoto al silenzio e alla sofferenza, allora le differenze si assottigliano.

Forse è perché la musica mi fa sempre stare meglio

Nel racconto vivace di Danny non troveremo nessuna analisi filosofica o interpretazione musicale, mentre i Fleetwood Mac lasciano il posto a Iggy Pop. La migliore musica rock non ha bisogno di riflessione. È fuori di testa fa stare bene, che lo si accetti o no. Ci si chiede allora cosa piaccia a Danny, come a noi, della musica. Le risposte non saranno mai univoche, ma forse in parte simili.

Mi rende felice […]. Nella mia testa, la musica prende il posto di tutto quello che mi tormenta, di tutte le cose che mi preoccupano. Così posso smettere di preoccuparmi.

La prosa limpida di Zadoorian, che riesce pienamente nel tentativo di calarsi in un adolescente appassionato nella Detroit degli anni ’70, è dunque un dono da accogliere con le braccia e le orecchie spalancate. Beautiful Music è un libro che più che leggere si ascolta, quando ci si sente soli. Come quando in macchina si accende la radio. Come quando il deejay mette improvvisamente il nostro brano preferito.

Stasera è tutto diverso. Mi sento libero. Libero dal lutto, libero dal dolore di mia madre, libero dalla cattiveria di chiunque al mondo. Voglio soltanto stare in questo momento, con questo divano, questo stereo e questo disco.

FONTI

Michael Zadoorian, Beautiful Music, Marcos y Marcos, 2018

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