È così che, qualche mese fa, il rapper/cantautore (o in qualsiasi modo lo si voglia definire) Carl Brave aveva annunciato il suo nuovo tour:

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Ecco le date del tour a teatro 🎭 Domani dalle 11 sono online le prevendite☀️ L’idea di un tour a teatro è nata da un'esigenza che si stava facendo sempre più presente: il mio bisogno di instaurare con chi viene ad ascoltarci un rapporto più diretto, confidenziale, intimo. Ho bisogno di vedere uno ad uno chi viene ad ascoltarmi, voglio vederli vicino, leggere sul loro viso cosa provano, le loro sensazioni. Instaurare durante il concerto un rapporto personale, diretto, affettivo e intenso. Un rapporto che solo il Teatro riesce a creare con la sua atmosfera magica. Voglio far risaltare i miei testi, dare spazio alle immagini, suonare e cantare in “acustico“ davanti ad un pubblico inevitabilmente più esigente; sarà una bella sfida per me e i musicisti affrontare il palco sperimentando e condividendo questo nuovo mood.

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Un tour speciale, quindi: un tour nei teatri.

Sempre più spesso gli artisti del panorama musicale italiano scelgono come location privilegiata per le proprie esibizioni i teatri. Qualche nome: nel corrente anno è in corso il tour dei Tiromancino, rigorosamente a teatro. Ma il 2018 ha visto una quantità enorme di artisti esibirsi proprio in questo luogo incantato, come Mannarino, Levante, Brunori Sas.

Viene facilmente da chiedersi il motivo. Sicuramente un po’ perché la magia del teatro è immortale ed è sempre percepibile, che si tratti di uno spettacolo o del concerto di uno sgangherato cantautore romano. Poi, come da Coraggio stesso scritto sul post di Instagram, questa scelta è stata anche motivata dalla volontà di recuperare la dimensione umana e il rapporto personale con i propri ascoltatori.

Anche sul palco del Teatro degli Arcimboldi, lo scorso 4 marzo, il cantante ha tenuto a sottolineare come fosse a suo modo anche stranito da questa esperienza. Che per lui era una vera sfida e che era curioso di vedere come si sarebbe comportato un pubblico a teatro, seduto composto e non piedi a fare caciara.

In realtà la caciara c’è stata: quando il buon Carl ha iniziato a intonare dei pezzi del suo vecchio repertorio con il cantautore Franco 126, ciò che ha ottenuto è stato l’intero teatro che si è alzato in piedi e ha iniziato a cantare e ballare. Polaroid, Alla tua, Noccioline, Pellaria, Sempre in due hanno davvero fatto impazzire il pubblico (che già era più che coinvolto).

A tutto ciò si aggiunga uno sfondo che ha dell’incantato: nella scenografia un’enorme luna, con tanto di crateri, che periodicamente si illuminava in maniera differente e accoglieva immagini di un Carl Brave stilizzato, con i suoi immancabili occhiali da sole e le sue camicie colorate. E a contribuire alla suggestione la band di accompagnamento che, oltre a chitarre, basso, tastiera, batteria e percussioni, aveva protagonista i fiati.

Il buon Carlo Luigi Coraggio sa come far cantare una platea, con le sue canzoni reali (e realistiche) nelle quali è difficile che un Millennial non riesca a rispecchiarsi. Sa come stupire una platea, con la versione jazz live di Camel Blu (una delle tracce più apprezzate del suo primo album in studio, Notti Brave). Sa come far emozionare una platea, con il dettaglio degli occhiali da sole tolti solo durante Accuccia. Sa come far divertire una platea, con Professorè, che ha visto l’entrata in scena sul palco di una bella professoressa pronta a mettergli 3 alla fine della canzone.

Caro Carl, se davvero ciò che volevi era creare un’atmosfera magica, missione compiuta.

 

FONTI

Concerto di Carl Brave