La modernità ci ha abituati a prodotti e servizi sempre più su misura. Grande promotore di questa tendenza è stato sicuramente internet. Grazie ai cookies ci permette da moltissimi anni di visualizzare contenuti adatti a quello che potrebbe interessarci. Questa logica sta lentamente invadendo tutti i mercati, la moda non fa eccezione. Dobbiamo per questo dire addio alla taglia unica? Significa che ci sarà un immediato ritorno all’epoca dell’abito su misura? Le molte accezioni di personalizzazione di prodotti e servizi possono mandare in confusione.

La tecnologia va avanti, si fanno progressi, i livelli di progettazione si fanno elevati. Perché dovremmo accontentarci di scarpe che stringono magari solo sul lato sinistro? Di abiti stupendi e che cadono a pennello, se solo non fosse per piccoli dettagli, ne abbiamo visti tutti a palate. Da questa nuova esigenza nascono delle aziende specializzate nella realizzazione di moda su misura (esatto, come ai tempi delle nostre nonne!). Proprio in questo senso c’è, come ammette il CEO di Wiivv durante un’intervista rilasciata a Forbes, un ritorno al passato, non senza diversi vantaggi. Infatti, la richiesta di prodotti personalizzati cresce in modo direttamente proporzionale alla tecnologia. Wiivv è una delle tante aziende che si proiettata verso il futuro di questo settore, realizzando calzature su misura per ogni cliente. Apertura ancora più grande riguarda la possibilità di un’app per smartphone, dalla quale si può gestire la personalizzazione e l’eventuale ordine.

Sempre in ambito di calzature, questo genere di richiesta ha toccato anche un grande colosso dell’abbigliamento sportivo: Nike. In questo caso la personalizzazione viene intesa in modo diverso. Lanciata nell’ormai lontano 1999 NikeID è la piattaforma che permette di personalizzare colori e materiali delle proprie sneakers preferite. In questi anni il servizio ha generato enormi profitti e continua ad essere amato. Il segreto? I prodotti sono ordinati e pagati sul momento dal cliente, prima ancora che la produzione incominci. A questo punto, un significativo numero di ordini viene raggruppato e si preparano le calzature richieste. Il processo, di conseguenza, è sempre industriale e c’è ben poco di artigianale.

Le calzature sono sicuramente un settore nel quale la richiesta di personalizzazione è elevata, ma non l’unico. Correva l’anno 2015 quando Burberry decise di aprire lo scarf bar. Ogni sciarpa era realizzata in puro cashmere, rifinita a mano da artigiani su un telaio tradizionale. I clienti potevano scegliere tra i vari fili esposti e vedere il proprio accessorio venire creato. Altri tipi di personalizzazione sono ancora presenti per diversi marchi. Louis Vuitton, ad esempio, permette di stampare fino a 3 lettere sulle borse, ma anche di personalizzare piccola pelletteria, orologi e profumi. Anche da Gucci non si sono lasciati sfuggire la possibilità di creare prodotti personalizzati. Aggiungere le proprie iniziali a delle giacche, così come motivi dipinti a mano, non è più impossibile.

Altro caso importante è Ray Ban. Occhiali incredibili, rimasti alla moda per decenni. Qui nasce il problema: una volta passato quel senso di immenso orgoglio sopraggiunge la sensazione di avere un accessorio che tutti sfoggiano. Per ovviare a questo, il brand di Luxottica ha deciso di implementare nel suo sito la possibilità di personalizzare il proprio occhiale. Colore della lente, colore della montatura, polarizzazione fino alle incisioni e alle diverse misure. “La nostra icona declinata a modo tuo”, questo il motto. Anche Tiffany, ovviamente, non si è fatta sfuggire questa opportunità: grazie all’incisione a mano un gioiello di questo marchio sarà davvero per sempre e soprattutto unicamente tuo.

Non tutte le case di moda hanno deciso di abbracciare questo cambiamento. Ciò significa che nonostante la mancanza di personalizzazione più profonda, troviamo comunque una varietà di modelli da capogiro. Colori, dimensioni, motivi sempre diversi e adeguati a ogni esigenza. Mancanza di attenzione nei confronti delle esigenze del cliente o concreta impossibilità di realizzare prodotti custom-made? Difficile da dire, intanto è innegabile che la nuova collezione di sneakers targate Furla cerchi di soddisfare tutti. Quattro modelli, ognuno disponibile in almeno due colori.

La crescente richiesta di prodotti unici non deve spaventare i venditori. Al contrario dovrebbe essere colta come una grande opportunità per poter sfruttare concretamente nuove tecnologie, allargando il bacino di utenti (sopratutto di quelli soddisfatti dal prodotto). Inoltre, come nel caso di Wiivv, il database degli utenti può essere aggiornato man mano, per proporre contenuti sempre più adeguati. Per i piccoli negozi invece, in un momento in cui questo tipo di servizio risulta ancora marginale, è una grande opportunità. Questa crescente richiesta di personalizzazione, forse, ricorderà alle generazioni più giovani che non esistono solo la cosiddetta fast-fashion e i grandi brand. La qualità può ancora passare per i piccoli laboratori artigianali, spesso dimenticati nelle vie delle grandi città.